[LSB] [SERIE TV] La storia dell'Arrowverse – Parte 2: l'espansione

E rieccomi qui con la seconda parte del mio speciale sull’Arrowverse, disponibile sulle pagine virtuali de Lo Spazio Bianco. Ormai conoscete la litania: seguite link sottostante, rimandati ad articolo sul sito e bla bla bla… Enjoy!

La storia dell’Arrowverse – Parte 2: l’espansione

[LSB] [SERIE TV] La storia dell'Arrowverse – Parte 1: gli albori

Ossequi, amici e conoscenti. Quest’oggi vi propongo qualcosa di piuttosto atipico, rispetto al mio solito. Anzi, a ben pensarci è la prima volta che mi cimento con qualcosa che non sia una recensione. Mi sono preso infatti la briga di realizzare, per Lo Spazio Bianco, un approfondimento sull’Arrowverse, l’universo televisivo che annovera le serie tv sui supereroi DC, in onda sull’emittente The CW. Un excursus dalle origini, fino al recente mega-crossover Crisis on Infinite Earths. Questa è la prima parte di tre previste e, come sempre, seguite il link sottostante per essere rimandati all’articolo sul sito. Enjoy!

La storia dell’Arrowverse – Parte 1: gli albori

[LSB] [FILM] Wonder Woman: Bloodlines

Benritrovati, amici e conoscenti. Faccio nuovamente capolino dai recessi della blogosfera per parlarvi dell’ultimo film d’animazione targato DC Comics e WB Animation, dedicato alle gesta della valorosa Amazzone di Themyscira. Anche stavolta, per divulgare le mie preziose e puntuali considerazioni, mi sono avvalso dei microfoni de Lo Spazio Bianco, per cui vi invito a seguire il link sottostante, che vi rimanderà all’articolo sul sito. Enjoy!

Recensione – Wonder Woman Bloodlines

[VIDEOGIOCHI] Bloodstained: Ritual of the Night

Correva l’anno 1997. Sony si era imposta sul mercato delle console casalinghe già da un paio d’anni abbondanti con la prima, storica PlayStation, andando di fatto a stravolgere l’equilibrio esistente fino a quel momento fra le altre due “big” del settore: Sega e Nintendo. Fu in questo panorama brioso, fervente di creatività e di idee che scalpitavano per venire espresse, che Konami pubblicò su PlayStation e su Sega Saturn un titolo destinato a diventare una vera e propria pietra miliare all’interno del medium videoludico e a rivoluzionare il modo stesso di concepire i videogiochi: Castlevania: Symphony of the Night. Un gioco estremamente importante, in quanto gettò le fondamenta di quella che è la moderna concezione del genere dei metroidvania, divenendo pertanto fonte d’ispirazione e pietra di paragone per ogni singolo esponente del genere che sarebbe stato sviluppato negli anni a seguire.
Tra le personalità coinvolte nel progetto, una delle più riconoscibili era Koji Igarashi, al tempo coinvolto solo in veste di assistente game director e sceneggiatore ma che da quel momento legò indissolubilmente il proprio nome alla serie Castlevania, divenendone producer. Ed è stato proprio Igarashi nel 2015, circa un anno dopo la separazione da Konami, a lanciare la campagna Kickstarter per Bloodstained: Ritual of the Night, titolo concepito per essere un vero e proprio successore spirituale di Symphony of the Night. Dopo quattro anni di sviluppo e più di 5 milioni di dollari raccolti (il che ha reso Bloodstained una delle iniziative di maggior successo sulla piattaforma di crowdfounding), il gioco è finalmente uscito a giugno di quest’anno su Xbox One, PS4, Nintendo Switch e PC.

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[FILM] Joker

“Cosa ottieni quando unisci un malato di mente con una società che lo abbandona e poi lo tratta come un rifiuto?”. In questo quesito, posto dal protagonista nelle fasi finali del film, è racchiuso il fulcro di ciò che Joker, pellicola diretta da Todd Phillips, con Joaquin Phoenix nei violacei panni dell’iconica nemesi di Batman, vuole raccontare. Quella proposta dal regista è infatti una nichilistica raffigurazione della società americana, in cui il dissennato perseguimento di un modello capitalistico portato all’estremo è causa di un divario sociale abnorme tra le élite più abbienti e le fasce più disagiate e dove un minimo passo falso è sufficiente a provocare la rovinosa caduta di un individuo dalla prima alla seconda categoria. Una rappresentazione impietosa, portata sullo schermo da Phillips con una crudezza e una schiettezza rare.

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[FILM] Il Re Leone

C’è una grave patologia che affligge la Disney, di questi tempi. Una patologia che si palesa a ogni appassionato di cinema mediante un sintomo macroevidente. Tale patologia è la carenza di idee e il sintomo è il proliferare di remake live action di grandi capolavori d’animazione del passato. Infatti, dopo vari exploit in tal senso, come La bella e la Bestia, Dumbo o Aladdin, tutte pellicole rivelatesi al più mediocri, la casa del topo ci riprova portando sul grande schermo il rifacimento di un classico intramontabile come Il Re Leone, questa volta avvalendosi del talento alla regia di Jon Favreau (già responsabile del remake de Il Libro della Giungla). Sarà riuscita stavolta la Disney a confezionare un prodotto qualitativamente valido e in grado di appagare le aspettative dei fan? Molto prevedibilmente, la risposta è no, non ci è riuscita. Anzi, da un certo punto di vista si tratta di un’operazione anche più deludente di molti dei remake live action che l’hanno preceduta.

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[FILM] Spider-Man: Far From Home

Gli anglofoni hanno un termine per indicare l’attuale situazione in cui versa l’industria di Hollywood, con riferimento particolare al proliferare di blockbuster con protagonisti gli eroi dei fumetti. Questo termine è superhero fatigue, che sta a indicare il livello di saturazione che ormai ha raggiunto il mercato, affollato com’è da prodotti troppo simili tra loro e per lo più incapaci di offrire spunti davvero interessanti o innovativi. Principale protagonista in questo panorama è ovviamente la Marvel che, con la sua divisione cinematografica, da ormai undici anni riesce a trascinare al cinema folle di appassionati, smaniosi di veder riprodotte su pellicola le rocambolesche avventure dei loro beniamini in calzamaglia. E proprio la Marvel è anche la principale artefice della suddetta saturazione del mercato. Infatti, se la formula adottata dai Marvel Studios per la costruzione del loro universo cinematografico si è dimostrata vincente nelle prime fasi del progetto, a lungo andare questa ha iniziato a mostrare tutti i suoi limiti. Kevin Feige e i suoi, insomma, non sono stati in grado di alzare progressivamente l’asticella per mantenere fresco l’interesse di un pubblico sempre più assuefatto a questo genere di produzioni (eccezion fatta per alcuni rari casi, come Infinity War e, seppur in misura minore, Endgame) e la continua reiterazione di una formula sempre uguale a se stessa ha iniziato, già da diversi anni, ad apparire stucchevole.

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