[VIDEOGIOCHI] Max Payne 3

Max-Payne-3_Xbox360_coverI primi due capitoli di Max Payne, usciti per le console di vecchia generazione, hanno saputo conquistare milioni di videogiocatori in tutto il mondo, grazie a toni noir mutuati dai fumetti di Frank Miller, a un protagonista complesso e a una trama matura e cinematografica, diventando dei veri e propri cult. I desideri dei fan, che chiedevano a gran voce un terzo capitolo, sono stati esauditi quando, a maggio del 2012, Rockstar ha finalmente rilasciato sugli scaffal dei negozi Max Payne 3, disponibile per XBOX 360, PS3 e PC.

Ambientato qualche anno dopo gli eventi del predecessore, il gioco ci presenta un Max allo sbando e visibilmente provato dai traumi che lo hanno colpito. Il nostro ex-poliziotto passa le sue giornate nei bar di New York, facendo dell’abuso di alcol e di farmaci la sua unica ragione di vita. L’occasione di tornare in carreggiata arriva quando un suo vecchio amico, Raul Pasos, gli propone un lavoro come guardia del corpo per una ricca famiglia di San Paolo. Il nuovo incarico sembra procedere senza intoppi, all’inizio, ma la situazione precipita quando la moglie del suo datore di lavoro viene rapita e ciò darà inizio a una concatenazione di eventi che metteranno a dura prova il corpo e lo spirito del nostro eroe, che dovrà farsi largo a suon di pallottole tra le favelas della città brasiliana per salvare la situazione.

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La trama, pur non sprizzando originalità, è molto godibile, grazie a un’ottima sceneggiatura che fa della caratterizzazioni dei personaggi (principali e secondari) e dell’approfondimento psicologico del protagonista i suoi punti di forza.
Registicamente siamo di fronte a quanto di più cinematografico ci sia nel panorama videoludico attuale. I filmati sono infarciti di sequenze d’azione spettacolari e adrenaliniche, viene fatto un costante uso dello split screen per enfatizzare determinate scene (in modo del tutto simile a quanto avviene nella serie tv 24) e spesso vedremo l’immagine sdoppiarsi o traballare, a simboleggiare il precario stato emotivo e mentale del protagonista. Inoltre il passaggio dalle cut scenes alle fasi in-game avviene quasi senza soluzione di continuità e questo garantisce un elevato grado di immedesimazione del giocatore negli eventi narrati.

Come già detto, la caratterizzazione dei personaggi è impeccabile e ciò è dovuto in larga parte anche al doppiaggio (solo in inglese) e alla “recitazione”, entrambi realizzati veramente benissimo; non esagero dicendo che, da questo punto di vista, Max Payne 3 è tranquillamente paragonabile a una qualunque produzione hollywoodiana.

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Parlando di gameplay, abbiamo a che fare con un TPS dalle meccaniche molto semplici e senza troppi fronzoli. Nonostante ciò (o forse GRAZIE a ciò), comunque, gli scontri a fuoco risultano estremamente adrenalinici e divertenti, anche grazie al bullet time (marchio di fabbrica della serie), attivabile premendo la levetta analogica destra o eseguendo un tuffo a mezz’aria con il dorsale destro. E’ presente anche un sistema di coperture ma senza dubbio il gioco dà il meglio di sè se si decide di affrontare le orde di nemici ad armi spianate con l’ausilio del succitato bullet time, riparandosi dietro gli elementi dello scenario solamente per tirare un attimo il fiato e ricaricare le nostre bocche da fuoco.
Altra nota positiva è l’interattività con gli ambienti, che sono stracolmi di oggetti ed elementi quasi tutti distruttibili (compresi alcuni ripari).

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Sotto il profilo tecnico, il titolo in questione può vantare una grafica sbalorditiva. La modellazione poligonale dei personaggi (in particolar modo del protagonista) è davvero pregevole e alcuni scorci della soleggiata San Paolo riescono a lasciare letteralmente a bocca aperta.
Il comparto sonoro è anch’esso di alto livello. Il doppiaggio, come già detto, è sublime e anche le musiche riescono a colpire per la loro bellezza.

L’unica critica che mi sento di fare a questo videogioco riguarda un elemento apparentemente banale: i sottotitoli. Essi sono semplicemente microscopici e chi, come me, avesse problemi di vista dovrà penare non poco per riuscire a seguire interamente tutti i dialoghi (che peraltro abbondano). Se avete un minimo di dimestichezza con l’inglese il mio consiglio è pertanto quello di affidarvi quasi esclusivamente al doppiaggio.

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Come avrete probabilmente capito, Max Payne 3 mi è piaciuto veramente UN BOTTO! Pur discostandosi dalle atmosfere noir che contraddistinguevano le prime due incarnazioni del brand, rimane un gioco superbo che, a mio avviso, rende onore al nome che porta. Non posso che consigliarlo caldamente a tutti. Tanto ai fan della serie quanto ai novizi, dato che, a parte qualche piccolo riferimento, la trama del gioco è del tutto stand alone e pertanto comprensibile anche senza aver giocato i precedenti episodi.

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