[FUMETTI] Batman: Sotto il Cappuccio

4350_400x600Io amo Batman. E’ indiscutibilmente il mio supereroe preferito in assoluto. Nella mia carriera di lettore di fumetti ho avuto modo di leggere molte storie dell’uomo pipistrello e quella di cui voglio parlarvi oggi è, secondo me, una delle più belle dell’ultimo decennio, nonchè un tassello fondamentale nella continuity del personaggio.
Sto parlando dello story arc “Sotto il Cappuccio”, scritto da Judd Winick, per i disegni di Doug Mahnke, pubblicato dalla DC Comics nel 2005.

Devo avvertirvi che farò degli spoiler. Cercherò di limitarli al minimo ma per poter dire tutto quel che c’è da dire devo necessariamente addentrarmi in alcuni particolari della storia. Comunque, dal momento che quest’opera è abbastanza vecchia e data la sua importanza per il personaggio di Batman, gli eventi chiave dovrebbero essere già abbastanza noti anche a chi non dovesse averla letta.

Gotham City versa in una condizione precaria. Il boss del crimine Maschera Nera ha assunto il controllo di tutta la criminalità della città, diventandone di fatto il padrone indiscusso. Ovviamente il nostro Cavaliere Oscuro è in prima linea per tentare di smantellare, pezzo per pezzo, la sua vasta rete criminale ma la situazione si complica quando sulla scacchiera interviene un altro giocatore. Si fa chiamare Cappuccio Rosso e, agendo in prima persona attraverso azioni eclatanti, omicidi, ricatti e intimidazioni, sembra deciso a sottrarre a Maschera Nera il suo impero del crimine, eliminando al contempo e in modo brutale la concorrenza e ogni ostacolo gli si pari davanti. Vani paiono i tentativi di Batman di fermarlo, dato che il nuovo arrivato sembra disporre di un addestramento e di conoscenze fuori dal comune. Ma la sorpresa più sconvolgente arriva quando il nostro eroe scopre la vera identità di Cappuccio Rosso. Questi, infatti, altri non è che Jason Todd, il secondo Robin, inspiegabilmente tornato alla vita (dopo essere morto per mano di Joker nella saga “Una Morte in Famiglia”). Il ragazzo ha sviluppato la convinzione che l’unico modo per arginare il crimine sia controllarlo, ricorrendo anche ad atti estremi come l’omicidio. E’ altresì convinto che i metodi utilizzati dal suo vecchio mentore siano troppo “leggeri” ed è quindi tornato in città per rimediare alle sue lacune, per fare ciò che egli non ha il coraggio di fare: uccidere coloro che se lo meritano. Intende diventare un Batman migliore di quanto Bruce Wayne sia mai stato.

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Cominciamo col dire che la sceneggiatura di Winick è eccellente, in quanto le vicende sono narrate con un ritmo incalzante e la storia riesce a tenere incollati i lettori dall’inizio alla fine senza mai annoiare.
Ottima è anche la caratterizzazione dei personaggi. Maschera Nera, incazzoso e sopra le righe, è semplicemente irresistibile. La psicologia e le motivazioni di Jason sono talmente ben delineate che è impossibile non simpatizzare per lui, in certi momenti. E anche tutti gli altri personaggi, anche i più marginali, risultano estremamente curati dal punto di vista psicologico e della caratterizzazone.
Tuttavia è proprio sul personaggio di Batman che vale la pena soffermarsi. Infatti la rivelazione del ritorno di Jason Todd scatena in lui un turbine di forti emozioni, anche contrastanti. Si vede costretto, dopo molto tempo, a fare nuovamente i conti con un evento traumatico che lo ha segnato profondamente. Quello che lui considera il suo più grande fallimento: non essere riuscito a impedire la morte del suo compagno, del suo amico, di suo “figlio”. Per la prima volta da quando indossa il mantello, Bruce è vittima del dubbio, dell’incertezza. E’ combattuto tra il suo dovere di supereroe e l’affetto che prova per Jason. Non sa cosa fare.
Ciò è evidenziato dalle parole di Alfred:

“Vedo una cosa… bizzarra. E’ assorto. In genere è da lui trascorrere immobile grandi periodi di tempo, con la mente impegnata nelle sue deduzioni solitarie. Stavolta è diverso. Sta esitando. Non sa che fare”

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Un’altra punta di diamante dell’opera è rappresentata sicuramente dai dialoghi. L’autore si dimostra un maestro in questo campo. In modo particolare è di grande impatto il dialogo che intrattengono Batman e Cappuccio Rosso durante il loro confronto finale.
Da esso emerge che Jason non ce l’ha con Bruce per non averlo salvato. Per quello l’ha perdonato. Ciò che il giovane non riesce a spiegarsi e ciò che lo ha spinto ad agire è la domanda: perchè Joker, il suo assassino, un pazzo omicida senza possibilità di redenzione, è ancora libero di girare per le strade a commettere crimini? Perchè il suo mentore, suo “padre”, non ha posto fine alla vita del clown nel momento in cui gli ha portato via una delle persone più care che avesse?

“Tralasciando ciò che ha fatto in passato, senza considerare i cimiteri che ha riempito, le migliaia di persone che hanno sofferto, gli amici che ha paralizzato, credevo che… che sarei stato l’ultimo a cui gli avresti permesso di fare del male”

E alla domanda sul perchè non abbia preso misure drastiche, se fosse stato troppo difficile per lui superare quella linea che ha giurato di non oltrepassare mai, la risposta di Batman è emblematica. Non è difficile superare quella linea. Anzi, sarebbe fin troppo facile.

“Ho sempre voluto ucciderlo. Da anni, non passa un giorno senza che io immagini di prenderlo e per un mese intero sottoporlo alle forme di tortura più assurde e orrende. E così arrivare a vederlo martoriato, massacrato e mutilato… che mi implora… che urla… in un’agonia terribile, sul punto di una morte mostruosa. Lo voglio morto… forse è la cosa che voglio di più al mondo. Ma se lo facessi, se permettessi a me stesso di fare quel passo… non tornerei più indietro”

Da brividi…

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Degna di nota, inoltre, la chiara volontà dell’autore di inserire questa storia all’interno di un mosaico più grande, tramite l’inserimento di numerosi altri personaggi dell’universo DC (sia buoni che cattivi), con numerosi riferimenti alla storia passata degli stessi, e attraverso vari collegamenti con altre vicende (come i retroscena della saga di Hush).
Inoltre, nel corso della storia Judd Winick ci regala alcune sequenze davvero d’impatto, come quando Cappuccio Rosso riesce a scovare Joker e inizia a massacrarlo con un piede di porco, in una scena che richiama (a ruoli invertiti) quella di “Una Morte in Famiglia”.

Se non vi fosse ancora chiaro, questa storia mi è piaciuta veramente tantissimo e la considero un vero must per tutti gli appassionati del Cavaliere Oscuro.
Nel caso foste interessati a leggerla (cosa che vi consiglio vivamente di fare) potete recuperare la miniserie in tre volumetti, pubblicati dalla Planeta DeAgostini, dal titolo “Batman: Cappuccio Rosso”, oppure i numeri 34 e 35 della collana “Batman: La Leggenda”.
Se poi non poteste o non voleste procurarvi i fumetti, vi consiglio di guardare il film d’animazione “Batman: Under The Red Hood”, anch’esso di ottima fattura e in larga parte fedele all’opera originale.

Bè, non credo di avere altro da aggiungere. Spero che seguirete il mio consiglio e che vi immergerete senza esitazione nella lettura di questa piccola gemma del fumetto supereroistico. Sono sicuro che non rimarrete delusi.

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2 Replies to “[FUMETTI] Batman: Sotto il Cappuccio”

  1. In Batman: Sotto il cappuccio appaiono come guest stars due dei miei supereroi preferiti, Nightwing e Freccia Verde, quindi non potevo non adorarlo. Anche senza di loro, tuttavia, sarebbe rimasto uno dei migliori archi narrativi degli ultimi anni.
    Pur essendo un grande fan di Freccia Verde, ho smesso di seguire Arrow già al secondo episodio, perché era troppo inverosimile. Ad esempio, nel primo episodio Oliver si scontra con una passante e, indovina un po’, quella passante é proprio la sua ex fidanzata! Che coincidenza! Solo nei primi 2 episodi ho contato circa 10 “incontri casuali” come quello che ti ho appena descritto, e penso che siano decisamente troppi. Peccato, perché per altri aspetti (atmosfera da film noir, tante scene d’ azione, un buon cast di comprimari) la serie avrebbe del potenziale.

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    1. Beh si, Arrow ha sicuramente alcune forzature qua e là, però se si riesce a soprassedere su di esse trovo che sia nel complesso una serie piuttosto meritevole. Io lo sto guardando e devo dire mi sta intrigando parecchio

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