[FILM] L’Uomo d’Acciaio

poster-italiano-l-uomo-d-acciaioE’ un uccello? E’ un aereo? No. è Superman!
Ebbene si, sono tornato da poche ore dalla visione de L’Uomo d’Acciaio, ultima incarnazione cinematografica del personaggio di punta della DC Comics, diretta da Zack Snyder e prodotta da Christopher Nolan. Non vedo l’ora di sfogare su di voi, poveri lettori, tutto il mio dirompente entusiasmo. Si perchè, lo dico subito a scanso di equivoci, questo film mi è piaciuto veramente un botto! E’ una figata!!

Già l’inizio mi ha fatto godere non poco. Infatti ho apprezzato in modo particolare tutta la parte iniziale ambientata su Krypton (piò lunga di quanto pensassi, tra l’altro). In effetti nessuno dei precedenti film di Superman ci aveva mostrato granchè del pianeta natale di Kal-El. Si, i primissimi lungometraggi degli anni ’70/’80 ce ne davano piccolissimi stralci nell’arco di pochi minuti di pellicola ma soffrivano delle ovvie limitazioni tecniche dell’epoca. Adesso invece, grazie alle più moderne tecnologie in campo cinematografico e alla propensione di Snyder per l’esagerazione visiva, possiamo finalmente gustarci una rappresentazione altamente spettacolare e soddisfacente di Krypton, della sua società e anche della sua distruzione. Insomma, il piccolo nerd insito in ognuno di noi non può che godere come un bambino al luna park, vedendo cotanta magnificenza.

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Successivamente, possiamo dividere il film in due parti. Il primo tempo è abbastanza avaro di scene d’azione, preferendo concentrarsi sui dialoghi tra i personaggi e sulla messa in scena di alcuni momenti fondamentali nell’infanzia del protagonista. Questo non è per nulla un male, ovviamente, e anzi mi è piaciuto molto. A mio parere il regista è riuscito appieno nell’intento di mostrare in maniera credibile il difficile percorso di crescita e maturazione di Clark, fornendone al contempo una buona caratterizzazione psicologica.
Se proprio devo muovere una critica, ho percepito una certa frammentarietà nel susseguirsi delle varie scene, in questa prima parte. Sia chiaro, ciò non inficia minimamente la comprensibilità delle vicende (come invece succede in Iron Man 3 “coff” “coff”). Semplicemente ho avuto la sensazione che ci fossero degli stacchi un tantino troppo evidenti tra le scene ambientate nel presente e i flashback di Clark da giovane. Nulla di particolarmente fastidioso, comunque.

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Invece nel secondo tempo, con l’entrata in scena del generale Zod, il film esplode! Letteralmente. Esplode! Esplode tutto!!
Zack Snyder si è sempre contraddistinto come regista di film altamente spettacolari e dal forte impatto visivo. Qui si è superato. Veramente, in questo film ha dato libero sfogo a tutto il suo estro creativo più recondito. Le scene d’azione raggiungono dei livelli di spettacolarità e magniloquenza superiori a qualunque altro film recente che io abbia visto. Gli effetti speciali poi si sprecano letteralmente e sono tutti ottimi. Tra esplosioni, grattacieli che crollano, astronavi che si abbattono sulla città e via di seguito, c’è di che rimanere a bocca aperta.
Ad avermi colpito particolarmente sono i combattimenti. Avete presente quando leggete un fumetto e a un certo punto c’è un combattimento talmente spettacolare che pensate “Wow, chissà che figata sarebbe se fosse trasposto in un film”? Bene, Snyder deve aver avuto in testa questa situazione quando ha diretto L’Uomo d’Acciaio. Quello che voglio dire è che, ogni volta che vedevo Superman impegnato in un combattimento con un nemico, la sensazione che provavo era esattamente quella che mi aspetto di provare assistendo a uno scontro epico tra due esseri dalla potenza sconfinata. Insomma, il regista è riuscito a trasporre alla perfezione quel feeling particolare che si prova leggendo un fumetto. Lo so che forse il concetto non è molto chiaro, detto a parole, ma fidatevi, appena guarderete il film capirete cosa intendo.
Questa seconda parte poi mette in risalto le doti registiche di Snyder. Quando si tratta di dirigere le scene d’azione credo che in pochi siano più qualificati di lui e questo film non è certo da meno.

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Parlando della storia, c’è da dire che in questa reinterpretazione delle origini di Superman essa ha subito qualche piccolo cambiamento rispetto a come tutti noi la conosciamo, ognuno dei quali volto a modernizzare il personaggio e a renderlo più credibile. Per quanto mi riguarda, comunque, ho gradito ognuna di queste variazioni e non ce n’è neanche una che mi abbia fatto storcere il naso o mi sia sembrata fuori posto. Tanto per fare un esempio, ero un po’ scettico riguardo al costume. Dato che nei fumetti dovrebbe averglielo cucito la madre mi chiedevo come avrebbero giustificato un look tanto “alieno”. Invece sono rimasto soddisfatto dalla nuova origine che hanno dato all’indumento.
Certo, alcuni potrebbero criticare il fatto che il personaggio è stato snaturato troppo. Ammetto che effettivamente potrebbe essere vista in questo modo. Personalmente però credo che questo film (così come tutti i cinecomics) vada considerato come un universo del tutto slegato dai fumetti, che non necessariamente deve rispettare tutti i canoni e i punti fermi dell’opera d’origine. Anzi, io considero L’Uomo d’Acciaio un vero e proprio elseworld di Superman, in cui l’eroe ci viene mostrato sotto una luce molto diversa dal solito. Pertanto, se si guarda il film in quest’ottica (come ho fatto io) credo che anche i puristi più integralisti potranno apprezzarlo.

Una menzione la meritano le musiche, composte dal sempre eccezionale Hans Zimmer. Ok, forse non sarà il suo miglior lavoro però la colonna sonora è comunque pregevole, con alcuni pezzi epici al punto giusto.

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Due parole sul cast. Henry Cavill nei panni di Clark Kent trovo che sia azzeccato dal punto di vista estetico, un po’ meno sul fronte recitativo. Non è che sia un attore malvagio, però non fa neanche un’interpretazione da Oscar, diciamo così. Discorso più o meno analogo anche per Amy Adams nel ruolo di Lois Lane. Lei mi è sembrata un po’ scialba, sia dal punto di vista recitativo, sia per come è stato scritto il personaggio. Non mi ha convinto granchè. Tutt’altra storia, invece, per Michael Shannon, che interpreta il cattivissimo generale Zod. Lui mi è piaciuto veramente molto. E’ il classico villain malvagio fino al midollo ma spinto da un’ideologia ben chiara ed estremamente salda, per quanto perversa. L’interpretazione di Michael Shannon poi è semplicemente perfetta. Così come Russel Crowe e Kevin Costner, che ricoprono il ruolo dei due padri di Clark, rispettivamente Jor-El e Jonathan Kent. Entrambi dei gran attori. Peccato solo che il personaggio di Jonathan compaia abbastanza poco nel corso del film.

Come nota conclusiva vorrei porre l’attenzione su un piccolo easter-egg presente all’interno della pellicola. E’ un lieve spoiler ma d’altra parte lo stesso Snyder lo aveva spoilerato prima dell’uscita del film, quindi prendetevela con lui. Praticamente, durante lo scontro finale tra Superman e Zod, a un certo punto la scena si sposta fuori dall’atmosfera terrestre e qui è presente un satellite sul quale è possibile intravedere il logo delle Wayne Enterprises. E’ mia opinione (così come di molti altri sul web) che ciò implichi la volontà della DC e della Warner Bros di creare un universo DC cinematografico coeso e coerente, come già fatto dalla Marvel. Ciò a sua volta implicherebbe possibili futuri film su altri supereroi DC e addirittura sulla Justice League. Non so voi ma a me viene duro al solo pensiero.

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Tornando a noi, mi pare ovvio che il mio consiglio sia quello di fiondarvi al cinema a guardare L’Uomo d’Acciaio, se già non lo avete fatto. E se lo avete già fatto andate a vedervelo un’altra volta che male non fa. Per quanto mi riguarda è un film fenomenale che mi ha gasato veramente tanto.
Incrocio tutte le dita e ogni altra parte del corpo nella speranza che la DC continui col progetto dell’universo cinematografico coeso ma se il buon giorno si vede dal mattino…

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Una risposta a [FILM] L’Uomo d’Acciaio

  1. filo ha detto:

    La tua passione traspare in tutta la sua forza in questa recensione.
    Ho visto anche io il film venerdì 22 giugno (fila g nr 8…mi sembra di averti notato!).
    Grande costruzione virtuale. Non tutti all’altezza gli interpreti.
    Nel complesso un film molto godibile.
    Spero che questi tuoi lavori vengano presto resi fruibili ad un pubblico più esteso (esempio giornali specializzati o semplici quotidiani) ; c’è bisogno di guide sicure per non essere vittime di cinematografia spazzatura.
    Continua così.
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