[VIDEOGIOCHI] Darksiders 2

Darksiders-2_PC_coverIl primo Darksiders è stato, a mio parere, una delle maggiori sorprese degli ultimi anni. Era un gioco che, grazie a una trama intrigante e a un gameplay che mescolava efficacemente meccaniche da hack’n’slash, esplorazione e puzzle solving, era riuscito a guadagnarsi un posticino speciale nel mio cuore. Capirete dunque che le mie aspettative per Darksiders 2, titolo sviluppato da Vigil Games per Xbox 360, PS3 e PC, erano particolarmente elevate. Dopo averci giocato posso dire con estrema felicità che tali aspettative sono state non solo rispettate ma anche abbondantemente superate.

La trama del gioco è ambientata parallelamente a quella del precedente capitolo e segue le gesta di Morte, cavaliere dell’Apocalisse che intraprende una missione per riscattare il nome del fratello Guerra, accusato di aver scatenato l’Apocalisse prima del tempo e di aver di conseguenza causato l’annientamento dell’intero genere umano (come visto in Darksiders 1).
Purtroppo devo dire che il comparto narrativo è uno dei (pochi) punti deboli della produzione. La storia infatti, oltre a risultare abbastanza confusionaria in alcuni punti, appare anche come una banale sequela di incarichi da compiere o di oggetti da trovare senza un apparente scopo. Ciò è un vero peccato, soprattutto se consideriamo che la trama era proprio uno dei punti di forza del primo episodio della serie.

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Di tutt’altra pasta, invece, il gameplay. Per chi non conoscesse la serie, Darksiders può essere definito in parole povere come un incrocio tra God of War e The Legend of Zelda. Infatti si tratta di un action/adventure con elementi RPG che unisce combattimenti adrenalinici e spettacolari in puro stile hack’n’slash a una struttura “a dungeon” che fa dell’esplorazione e degli enigmi ambientali il fulcro dell’esperienza.
Tutti gli elementi che avevano fatto la fortuna del primo Darksiders ritornano ma migliorati. Prendiamo per esempio il protagonista. Dopo pochi minuti da quando si prende in mano il joypad ci si accorge subito che Morte è un personaggio molto più agile del fratellino Guerra e questo si traduce in fasi platform “ala Prince of Persia” molto più complesse e dinamiche di quanto non fossero in passato. Questo ha peraltro dato agli sviluppatori la possibilità di sbizzarrirsi come mai prima d’ora nella creazione dei dungeon. Se già nel primo capitolo questi potevano vantare una realizzazione di tutto rispetto, in questo sequel non solo le aree sono sensibilmente più estese ma il level design raggiunge vette oserei dire di eccellenza. La medesima cura è stata riposta anche negli enigmi e nei puzzle che ci sbarreranno la strada, non eccessivamente complicati ma che richiedono comunque una buona dose di ingegno per essere risolti.

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Veniamo ora a uno degli elementi che più mi hanno colpito: la componente RPG. Il primo episodio di Darksiders aveva una minima componente ruolistica però era, appunto, minima. Era estremamente superficiale. Per questo motivo sono rimasto sorpreso nel constatare quanto invece appaia profonda l’anima gdr di Darksiders 2.
Tanto per cominciare ora è presente un vero e proprio inventario in cui gestire gli oggetti e l’equipaggiamento reperiti nelle mappe o ottenuti dai nemici uccisi, nella migliore tradizione “diablesca”. Inoltre i vari poteri che Morte può utilizzare adesso vanno appresi spendendo i punti ottenuti salendo di livello in un albero delle abilità. Lo so che queste cose sono praticamente l’abc di ogni gioco di ruolo ma se consideriamo che Darksiders non nasce come gioco di ruolo, bensì come action/adventure, tali novità rappresentano a parer mio un valore aggiunto non indifferente.

A non aver subito modifiche è il sistema di combattimento. In effetti questo non è troppo dissimile dalla grande maggioranza dei giochi action in circolazione. Gli attacchi possono essere portati a segno con l’arma principale (le immancabili falci) o con l’arma secondaria (martelli, asce e quant’altro), inanellando combo sempre più complesse e spettacolari. Proprio come in God of War è possibile eseguire delle finishing moves sui nemici quando compare sulle loro teste l’icona del relativo tasto da premere. Il sistema comunque funziona egregiamente ed è in grado di regalare non poche soddisfazioni, con scontri sempre adrenalinici e fluidi.

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Come detto in precedenza, un ruolo importante ce l’ha l’esplorazione. Niente di più vero, dato che il vastissimo mondo di Darksiders 2 è stracolmo di segreti da trovare, oggetti nascosti, persone con cui parlare, sub quest da svolgere e via dicendo. Se siete dei perfezionisti che non mollano un gioco prima di averlo completato al 100%, qui avrete di che sollazzarvi per molto molto tempo.

Visivamente il titolo di Vigil Games è un vero spettacolo. Se la grafica in sè è buona ma non fa urlare al miracolo, ciò che colpisce è l’art design che gli autori sono riusciti a infondere nella loro opera. Sia il design dei personaggi sia quello delle ambientazioni appare estremamente curato e in particolare le location sono molto varie e tutte riescono a sbalordire per la loro ricercatezza.

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Parlando di longevità, la sola campagna principale si può portare a termine nel giro di 20-25 ore ma se vi dedicherete a tutte le missioni secondarie e alla ricerca dei collezionabili il gioco vi terrà impegnati per molto più tempo. Una longevità di tutto rispetto quindi, senonchè proprio la longevità ci porta indirettamente a un’altra piccola pecca della produzione. Infatti spesso e volentieri ci troveremo ad affrontare porzioni di gioco palesemente create all’unico scopo di allungare il brodo e questo espediente, ripetuto più e più volte, può portare alla lunga a una certa monotonia.

In conclusione, trovo che Darksiders 2 sia davvero magnifico, una vera perla videoludica. E’ senza dubbio un netto miglioramento rispetto al predecessore sotto quasi tutti i punti di vista e non posso che consigliarlo a tutti, a maggior ragione se avete apprezzato il capostipite.

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