[VIDEOGIOCHI] Deadly Premonition

deadly_premonition_360artDi tutti i videogiochi usciti in questa generazione nessuno ha diviso critica e pubblico quanto Deadly Premonition. Molti lo hanno definito un gioco di merda e altrettanti lo hanno invece innalzato a capolavoro senza tempo. Potevo forse resistere alla curiosità di provare di persona un titolo tanto controverso? Ma certo che no!
Deadly Premonition è un survival horror open world sviluppato da Access Games, software house giapponese praticamente sconosciuta, inizialmente solo per Xbox 360 e più di recente anche per PS3 in un’edizione Director’s Cut rivista e corretta.
Preciso che ho avuto modo di giocare solo la versione Xbox, quindi non so quanti e quali differenze ci siano rispetto a quella PS3.

L’agente dell’FBI Francis York Morgan viene mandato a Greenvale, piccola cittadina di campagna, per indagare sul brutale omicidio di una ragazza del luogo, Laura Pal… ehm no, “cough”, scusate, volevo dire Anna Graham. Qui entra in contatto con lo sceriffo George e la sua attraente vice Emily e, dopo iniziali dissapori, i tre iniziano a collaborare per trovare l’assassino e impedire altri omicidi. Le cose però si riveleranno molto più complicate di quanto sembra.
Si, è vero, l’incipit della trama è praticamente identico a Twin Peaks e si possono anche trovare riferimenti alla celebre serie di David Lynch disseminati qua e là nel corso del gioco. Vi assicuro però che la storia si svilupperà poi su binari completamente diversi. E proprio nella storia risiede il maggior pregio del gioco. Infatti senza mezzi termini vi dico che Deadly Premonition dispone del miglior comparto narrativo che mi sia capitato di trovare in un videogioco da molto molto tempo. Il plot imbastito dai ragazzi di Access Games, che sposta continuamente il focus tra paranormale e spiegazione razionale, è semplicemente sublime: ricco di colpi di scena e di momenti di pura tensione narrativa. Fidatevi quando vi dico che non vorrete staccarvi dallo schermo prima di essere venuti a capo di tutti i misteri che aleggiano su Greenvale. A onor del vero, ho trovato che nel finale la sceneggiatura si lasci andare a qualche esagerazione eccessiva ma d’altra parte non sarebbero giapponesi se non ficcassero mostri alti dieci metri in ogni dove.
Altro elemento decisamente riuscito è la caratterizzazione dei personaggi, laddove il cast di Deadly Premonition è tra i più variegati e accattivanti che io abbia mai visto. A cominciare proprio dal protagonista: un individuo a dir poco eccentrico, che legge il futuro nelle tazze del caffè e si perde in lunghe disquisizioni sui b-movie degli anni ’80 con il suo amico immaginario Zach. Ma anche tutti gli altri non sono da meno, come il ricco e misterioso Harry Stewart, proprietario di mezza città, che non si toglie mai la sua maschera antigas, o il suo maggiordomo Michael, che si esprime sempre e solo in rima baciata.

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Il gameplay si divide fondamentalmente in due fasi: quelle più “tranquille” e open world, in cui potremo muoverci liberamente per la città, parlare con gli abitanti e portare avanti le indagini, e quelle più prettamente survival horror, in cui l’agente York verrà inghiottito in una sorta di dimensione alternativa popolata da mostri umanoidi simil-zombie che dovremo abbattere per poter proseguire (cosa questa che ricorda un po’ un altro celebre esponente del genere: Silent Hill).
Nel primo caso il gioco diventa quasi un simulatore di vita reale. Infatti mentre ci daremo da fare per cercare indizi e risolvere il caso dovremo anche tenere d’occhio una barra della fame (per riempire la quale dovremo, manco a dirlo, mangiare) e una della stanchezza (che terremo a bada dormendo o assumendo caffè). Dovremo anche raderci e assicurarci di indossare vestiti puliti per migliorare l’opinione che hanno di noi gli altri personaggi. Dovremo fare attenzione che il nostro veicolo non resti senza benzina e ci lasci a piedi. Cose di questo tipo, insomma. Dovremo inoltre tenere d’occhio l’orologio, dato che la maggior parte degli avvenimenti che faranno progredire la trama si renderanno disponibili solo in determinate fasce orarie.

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L’altra faccia del gameplay, come già accennato, è rappresentata invece dalle sezioni in cui dovremo farci strada tra orride creature desiderose di farci la pelle. Queste mi hanno ricordato un po’ Resident Evil 5, sia per la telecamera molto ravvicinata alle spalle del personaggio, sia per l’impossibilità di muoversi mentre si prende la mira. A differenza delle fasi a mondo aperto di cui vi ho parlato prima, in questo caso ci troviamo davanti a una struttura estremamente lineare e la strada da seguire, il più delle volte, è una e una soltanto. Dovrebbero peraltro essere le sequenze in cui l’anima survival horror del gioco emerge prepotentemente. In realtà Deadly Premonition non fa granchè paura e parte della colpa credo sia da attribuire alla scelta degli sviluppatori di dotare la pistola dell’agente York di munizioni infinite, oltre che di rendere piuttosto facile il reperimento delle munizioni per le armi più potenti.
Uno degli aspetti più criticati del titolo Access Games è il sistema di controlli, giudicato da tutti troppo macchinoso. Se devo essere sincero, però, io non mi trovo molto d’accordo. Secondo me più che macchinoso è questione di prenderci la mano. Certo, è vero che il sistema di puntamento andrebbe un pochino rivisto, però nel complesso non ho trovato i controlli così improponibili come sostengono i più.

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Ma veniamo ora al vero tallone d’Achille del gioco in esame: il comparto tecnico. Ecco, sotto questo aspetto Deadly Premonition è qualcosa di abominevole! La grafica, afflitta da textures di scarsissima qualità, è tranquillamente paragonabile alla scorsa generazione di console, se non peggio. La modellazione poligonale dei personaggi è discreta ma questi presentano animazioni talmente legnose che spesso si ha l’impressione di star guardando dei manichini. Non va molto meglio per le espressioni facciali, talvolta a dir poco inquietanti.

Sul fronte sonoro, le musiche sono quasi tutte piacevoli e orecchiabili. Il problema è che sono relativamente poche e di conseguenza vengono ripetute ancora e ancora e ancora, fino alla nausea. Anche il campionamento degli effetti sonori non è dei più vasti e infatti anch’essi soffrono di una certa ripetitività che alla lunga può diventare snervante.

Bene, credo di avervi detto tutto quello che avevo da dire su Deadly Premonition. In definitiva non so se consigliarvelo oppure no. Io l’ho apprezzato davvero molto perchè punta proprio su quegli aspetti che maggiormente influenzano il mio giudizio, ossia trama, atmosfera e personaggi. Tuttavia mi rendo conto che non sia propriamente un gioco per tutti. Se vorrete dargli una possibilità vi garantisco che vi ritroverete tra le mani una delle esperienze più intense e coinvolgenti dell’intero panorama videoludico, a patto però di soprassedere sulle carenze tecniche e sulle piccole magagne di gameplay.

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