[VIDEOGIOCHI] Singularity

1325845449-01Dato il periodo relativamente povero di uscite videoludiche di rilievo ho pensato di rispolverare alcuni titoli degli anni passati. Mentre spulciavo nella mia ludoteca l’occhio mi è caduto su Singularity, FPS sviluppato da Raven Software, uscito nel 2010 per PC, Xbox 360 e PS3. Si tratta di una vera e propria hidden gem della scorsa generazione; un gioco tanto meritevole quanto snobbato dal grande pubblico. Mi sono sentito pertanto in dovere, nel mio piccolo, di rendergli giustizia ed eccomi ordunque a proporvene una dettagliata analisi.

Nel 2010 un satellite americano viene oscurato da un’onda elettromagnetica originatasi sull’isola russa di Katorga-12. Il capitano dell’esercito degli Stati Uniti Nathaniel Renko viene mandato sul luogo insieme a una squadra per indagare e una volta a destinazione scopre che l’isola ospita un complesso scientifico di ricerca in disuso dagli anni ’50. Infatti, in piena Guerra Fredda, i russi avevano scoperto nel sottosuolo un minerale, denominato E-99, dotato di incredibili proprietà, tra cui la manipolazione del continuum spazio-temporale, che intendevano utilizzare per ottenere un vantaggio tecnologico sui rivali americani. Ben presto un’altra anomalia elettromagnetica catapulta Renko nel 1955, quando Katorga-12 era nel pieno dell’attività, proprio nel bel mezzo di un incendio che sta devastando il complesso. Qui salva la vita a un uomo che stava per soccombere tra le fiamme ma tornato nel presente si rende conto che quell’azione ha avuto conseguenze catastrofiche. L’uomo che ha salvato altri non era che il dottor Demichev, lo scienziato a capo del progetto, le cui ricerche sull’E-99 hanno infine consentito alla Russia di instaurare un nuovo ordine mondiale, in cui lo stesso Demichev riveste il ruolo di Cancelliere Supremo. Renko dovrà quindi farsi strada nei meandri di Katorga-12, saltando continuamente tra passato e presente, nel tentativo di correggere la storia.

Certo, non si può negare che la trama di Singularity sia alquanto clichèttosa e con dei colpi di scena un po’ prevedibili. Nondimeno l’ho trovata comunque molto godibile e intrigante. Encomiabile soprattutto il senso di immersione che il titolo riesce a trasmettere. Questo grazie ad ambientazioni curate e ricche di dettagli e al gran numero di annotazioni e nastri audio che è possibile reperire e che vanno ad approfondire innumerevoli aspetti delle vicende e della vita sull’isola.

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Venendo al gameplay, le meccaniche di base sono quelle di un classicissimo sparatutto in prima persona vecchio stampo. Uno di quelli in cui per recuperare la salute era necessario ricorrere ai medikit, ricordate? (ah, bei tempi…). Le fasi shooting sono frenetiche e adrenaliniche e il feeling delle armi è davvero ottimo. Gli sviluppatori poi sono riusciti a dosare alla perfezione gli scontri a fuoco con altre sezioni più esplorative in cui si respira un’atmosfera quasi da survival horror.
L’elemento di maggiore novità, invece, è costituito dal CMT (Congegno di Manipolazione Temporale), un gingillo di cui verremo in possesso dopo le prime ore di gioco e che ci consentirà, manco a dirlo, di manipolare lo spazio-tempo. In concreto sarà possibile ringiovanire o invecchiare alcuni elementi dello scenario (per esempio sgretolare le coperture dietro cui si riparano i nemici o ridurre i nemici stessi a mucchietti di polvere), fermare il tempo in zone circoscritte, sollevare e lanciare oggetti e altre simpatiche cosucce di questo tipo. Tutto ciò, ovviamente, andando a consumare le nostre riserve di energia indicate nell’apposita barra. L’aggeggio in questione è veramente divertentissimo da usare e riesce ad aggiungere parecchia varietà agli scontri a fuoco.
L’inserimento del CMT ha anche consentito agli sviluppatori di proporci alcuni enigmi ambientali, estremamente semplici ma comunque graditi.
Da segnalare inoltre l’ottimo design dei livelli, che presenta mappe discretamente complesse e ricche di passaggi nascosti e stanze segrete, che celano di solito ricompense succulente per i giocatori tanto astuti da raggiungerle.
Sono poi presenti un sistema di potenziamenti grazie al quale potremo migliorare le armi in nostro possesso (andando ad incidere su potenza di fuoco, dimensione del caricatore e velocità di ricarica) e un negozio dove sarà possibile acquistare tantissimi miglioramenti e abilità passive per il nostro protagonista.

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Il comparto tecnico è invece l’elemento più debole della produzione. Sebbene il colpo d’occhio non sia niente male, la resa complessiva è inficiata da texture di qualità non eccelsa, animazioni un po’ legnose e qualche sporadico bug grafico minore. Ad ogni modo nulla che mini più di tanto la godibilità del titolo.
Niente di che neanche per quanto concerne il comparto audio. A parte un doppiaggio italiano più che discreto, esso presenta una colonna sonora per nulla memorabile e un’effettistica nella media.

Nella media anche la longevità, che si attesta intorno alle nove ore.

E dunque, per concludere, Singularity è un titolo che mi è piaciuto veramente molto. E’ un gioco molto divertente e dalle meccaniche solide che è stato ingiustamente sottovalutato dai più al momento dell’uscita. Va da sè che, se siete amanti del genere, il mio consiglio è di recuperarlo senza remore appena ne avrete l’occasione.

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