[SERIE TV] Arrow – Stagione 3

Arrow_season_3_poster_-_a_city's_saviorsOh, eccoci qui! E’ giunto infine il momento di tirare le somme sulla terza stagione di Arrow, il cui season finale è andato in onda ieri e che io ho finito di guardare giusto pochi minuti fa. Diciamolo subito per evitare fraintendimenti: quasta stagione mi ha veramente, ma VERAMENTE deluso. Direi che “amarezza” e “disappunto” sono le parole che riassumono meglio il mio stato d’animo in questo momento. Vi avviso che potrei fare degli spoiler, quindi se non siete in pari con la visione occhio.

La stagione inizia subito maluccio. Infatti le primissime puntate le ho trovate molto poco incisive, con una vicenda che procede in modo piuttosto svogliato e caratterizzate dalla classica struttura del “villain of the week”. Ovviamente questa formula non consente di approfondire quasi per nulla i vari antagonisti, facendoli dunque risultare piatti come sagome di cartone. L’esempio più lampante: Komodo. Ora, nei fumetti di Freccia Verde questo personaggio ci viene presentato come una delle più pericolose nemesi del nostro eroe, un potente uomo d’affari e abilissimo guerriero assetato di potere le cui macchinazioni minacciano di distruggere tutto ciò che sta a cuore all’Arciere di Smeraldo. Qui invece è un banalissimo mercenario con la caratterizzazione di un calzino.
L’unica che si salva probabilmente è Cupid. Si, lei devo dire mi è piaciuta molto come villain.

Tuttavia l’avvenimento più importante di questo primo blocco di puntate è sicuramente la morte di Sara, avvenuta nel primo episodio, che fa da motore trainante di tutta la vicenda. Di per sè l’evento sarebbe anche d’impatto e a suo modo shockante, se non fosse che il modo in cui viene reintrodotto il personaggio mi è sembrato un po’ troppo randomico e la sua successiva uscita di scena un po’ troppo affrettata. E’ stata una cosa del tipo: “Ehi Oliver, passavo di qui e ho visto che ti serviva una mano. Oh guarda, c’è Thea” BAM! Morta. La sensazione che ho avuto è che avessero fretta di sbarazzarsi di lei per poter far diventare la sorella Black Canary il prima possibile (trasformazione avvenuta anch’essa in modo troppo affrettato).
Collegato a questo c’è poi tutta la questione di Roy che si fa le seghe mentali sul fatto che forse l’ha uccisa lui e invece poi erano solo i sensi di colpa e bla bla bla. Ecco, qui io mi sono chiesto: “Perchè?”. No sul serio, mi sfugge quale sia l’utilità di questa sottotrama che non porta praticamente a nulla. A parte allungare il brodo, ovviamente. Tra l’altro, se non l’ha uccisa lui come faceva nel sogno a conoscere le ultime parole di Sara? Misteri!

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Poi, finalmente, uno spiraglio di luce. Con l’introduzione di Ra’s al Ghul, il nemico principale della stagione, la storia comincia a farsi più interessante e lo stesso Ra’s al Ghul è reso secondo me in maniera impeccabile. L’attore Matt Nable mi è piaciuto molto nella parte. Poi c’è stato il mega-crossover con Flash nell’ottava puntata. Molto figo! E poi quello che ritengo essere uno dei migliori episodi di TUTTA la serie, il nono, che corrisponde anche al mid-season finale, in cui assistiamo al duello tra Oliver e Ra’s e alla seguente “morte” del nostro beniamino. Credo di parlare a nome di tutti quando dico che quell’ultima scena è stata qualcosa di allucinante. Dopo averla vista io sono rimasto tipo dieci minuti a fissare lo schermo come un deficiente, fate voi…
La qualità comunque si mantiene su livelli abbastanza buoni anche nelle puntate immediatamente successive. Tutta la vicenda di Brick e del resto del team Arrow che deve arrabattarsi per tenere al sicuro la città senza il loro leader. Niente male, mi è piaciuto.

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Questo trend positivo dura fino alla puntata 12, che segna il ritorno di Oliver. Dopodichè SBADABAM!!! La serie crolla rovinosamente.
Da questo momento in poi la trama inizia ad accartocciarsi su se stessa senza evolvere mai realmente. Emergono seri problemi di ritmo, con puntate caratterizzate da intere mezz’ore in cui non succede assolutamente nulla. Si comincia a imbastire un intreccio inutilmente complicato di relazioni, amicizie, dissapori che neanche nelle peggiori soap opera. Personaggi che si comportano in maniera incomprensibile (Nyssa che di punto in bianco diventa amicona di Laurel? Eh?). Ricerca compulsiva del twist ending, talvolta con risultati più ridicoli che shockanti.
Vi giuro, ci sono stati dei momenti in cui ero ALLIBITO dalla povertà della sceneggiatura.

E poi ovviamente c’è il vero e maggiore problema della serie. Una vera e propria piaga che sta infettando questo telefilm e a cui è stato dato un nome ben preciso: OLICITY!
Volendolo dire in francese, ci hanno veramente sfrangiato i maroni con sta cazzo di storia d’amore tra Oliver e Felicity. Non se ne può davvero più! E’ vero, c’era anche in passato ma si manteneva su livelli tutto sommato accettabili. In questa terza stagione invece è diventata nauseante.
Non so voi ma io in una serie supereroistica mi aspetto di vedere supereroi che fanno il culo a supercattivi. Punto. Delle avventure amorose di Oliver me ne frega meno di una ceppa. Attenzione, non sto dicendo che le sottotrame amorose andrebbero completamente eliminate. Dopotutto anche loro contribuiscono a dare spessore ai personaggi e a delinearne la psicologia. Però devono essere implementate con un minimo di criterio. Non è che ogni cinque minuti devo sorbirmi un pistolotto su “Ma io amo Oliver”, “Ma io non posso stare con Felicity”, “Ma dove sarà Oliver”, “Ma devo dichiararmi a Felicity”. Che palle!!!
Capisco che abbiano scelto questa strada per piegarsi al volere di tutte le ragazzine premestruate che guardavano lo show e che in una serie densa di azione adrenalinica e di trame avvincenti erano interessate unicamente a sapere se Oliver si sarebbe bombato la bionda o la mora, sperando così di aumentare gli ascolti. Lo capisco ma non lo accetto.
Che poi questo si è ripercosso negativamente anche su quello che era probabilmente il miglior personaggio di Arrow: Felicity. Voglio dire, vi ricordate com’era Felicity nelle prime due stagioni, no? Era strepitosa, non c’è bisogno che ve lo dica io. Tutti amavano Felicity. Bene, adesso è diventata una scassaballe piagnucolona e petulante. Era il mio personaggio preferito e ora mi vien voglia di tirarle due schiaffi ogni volta che apre bocca. Tutto per colpa dell’Olicity di merda. Ma dico io… Ma come si fa? Vabbè, passiamo oltre che sennò ci facciamo notte.

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Devo riconoscere però che nelle ultime puntate c’è un timido miglioramento (pressappoco dalla 3×18 in poi). Il nuovo status quo che si viene a creare, con Oliver che entra nella Lega degli Assassini, mi ha abbastanza intrigato e riesce a trascinare senza troppi problemi la stagione verso un finale che, tutto considerato, mi è discretamente piaciuto. Certo, non è esente da difetti (tipo, perchè mai Ra’s dovrebbe rivelare ad Arrow il suo piano? Evidentemente ha preso lezioni dai cattivi di James Bond), ma nel complesso l’ho trovato più che soddisfacente, con una discreta dose d’azione come piace a me e che pone interessanti basi per sviluppi futuri. Ho apprezzato l’entrata ufficiale di Thea nella squadra nei panni di Speedy, mi è piaciuta l’ascesa di Malcolm Merlyn come nuovo Ra’s al Ghul e ho trovato anche abbastanza d’impatto la presunta morte di Ray Palmer (anche se lo sarebbe stata di più se non avessi visto il trailer di Legends of Tomorrow solo qualche ora prima, ma vabbè, cose mie).

Non dimentichiamoci poi dei flashback, probabilmente le parti più riuscite di tutta la stagione. Intendiamoci, anche questi non raggiungono minimamente la qualità che li contraddistingueva nelle prime due stagioni, però il nuovo setting di Hong Kong mi è piaciuto molto, la storia era interessante e ho apprezzato l’introduzione e la caratterizzazione di Maseo e Tatsu, che poi ricompaiono anche nel presente.

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E dunque, in definitiva per me la terza stagione di Arrow si becca una sonora bocciatura. Per carità, non è del tutto da buttar via, come avete potuto leggere nella mia analisi, però a mio parere i difetti surclassano senza pietà i pregi. E sapete cos’è che mi fa più incazzare? Che io AMAVO questa serie tv. Le prime due stagioni sono state una delle cose più belle che io abbia visto da parecchi anni a questa parte. Ogni volta che usciva un nuovo episodio io fremevo come un bambino che apre i regali di Natale. Adesso invece la visione di ogni nuova puntata era preceduta da sospiri di rassegnazione, mentre incrociavo le dita nella speranza di assistere a qualcosa un po’ meno schifoso della volta precedente. Potrà sembrare esagerato ma io mi sono sentito tradito. Come telespettatore, come fan di Arrow, come apassionato della DC Comics.
Per fortuna che c’è quella figata megagalattica di The Flash a tenermi alto l’umore!

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