[FILM] Terminator Genisys

terminator_genisysVolete sapere cos’è Terminator Genisys? Ok, ve lo spiego io. Terminator Genisys è una mera operazione commerciale che fa leva sulla nostalgia degli appassionati per garantirsi incassi facili. E’ un film che prende un brand storico e molto amato degli anni ’80 e lo imbottisce di tamarraggine, esplosioni ed ogni altra sorta di effetti speciali per renderlo appetibile a un pubblico di massa sempre più ebete.
Ora però io avrei una domanda da porre a tutti quelli che lo stanno criticando: che cavolo vi aspettavate?? Voglio dire, che il film avrebbe seguito questa strada era palese fin dal primo trailer. Diavolo, per quanto mi riguarda era ovvio fin dal momento in cui l’hanno annunciato. Se pensavate che guardandolo avreste ritrovato lo stesso stile e provato le stesse emozioni delle pellicole di James Cameron… beh, siete fessi voi.
Terminator Genisys ha come unico obiettivo quello di divertire offrendo due ore di sano intrattenimento caciarone e ignorante. Obiettivo a parer mio centrato più che in pieno.
Ma andiamo con ordine.

Il film inizia nel 2029. La resistenza guidata da John Connor sta per infliggere un colpo decisivo alle macchine e Skynet, come ultima risorsa per ribaltare le sorti della guerra, manda un Terminator indietro nel tempo per uccidere la madre di John, Sarah Connor, e impedire così che il paladino dell’umanità venga al mondo. John invia dunque il suo braccio destro Kyle Reese nel 1984 per proteggere la madre e fermare il cyborg assassino. Fin qua niente che non sapessimo già. La situazione però prende una piega imprevista quando Reese, giunto a destinazione, si rende conto di essere finito in una linea temporale alternativa. Una timeline in cui Sarah Connor non è la ragazzetta indifesa bisognosa di essere protetta ma una guerriera esperta cresciuta e addestrata da un altro Terminator inviato per proteggerla quando lei aveva nove anni.

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Ecco, questa è la prima cosa ad essermi piaciuta. Terminator Genisys è si un reboot della serie ma al tempo stesso mantiene una certa consequenzialità logica con i film precedenti (solo i primi due a dire il vero, il terzo e il quarto vengono brutalmente e giustamente rinnegati). E’ un’operazione per certi versi simile a quella attuata da JJ Abrams con i nuovi film di Star Trek: la continuity precedente viene azzerata ma c’è una giustificazione a livello narrativo ben precisa del perchè ciò accada.
Comunque sia, da queste premesse prende il via una narrazione in cui il tema dei viaggi nel tempo assume un ruolo molto più centrale rispetto al passato e che ho trovato nel complesso piuttosto intrigante e ben congegnata. In particolare ho apprezzato il modo molto naturale e per nulla forzato in cui sono riusciti a legare gli avvenimenti che noi ben conosciamo dal primo storico film di Cameron con il nuovo corso di eventi di questa nuova linea temporale.

E’ vero, lo ammetto, la prima parte del film, appena Kyle arriva nel passato, è parecchio confusionaria. Nel giro di mezz’ora veniamo bombardati con una sequela rapidissima di situazioni e personaggi presi di peso dalla mitologia di Terminator e buttati nel calderone apparentemente alla rinfusa, senza che allo spettatore venga data la benchè minima spiegazione di cosa minchia stia succedendo. C’è il T-800 giovane, e poi di punto in bianco arriva il T-800 vecchio che picchia quello giovane, e poi spunta fuori il T-1000 che insegue Kyle Reese, e poi arriva Sarah Connor che fa la badass (tutte cose presenti nel trailer, non sono spoiler). In quel momento non stavo capendo più niente, giuro.
Fortunatamente però proseguendo con la visione tutto diventa più chiaro e i vari pezzi del puzzle vengono lentamente messi al proprio posto, formando un quadro della vicenda molto più comprensibile. Certo, bisogna dire che alla fine del film permangono delle domande senza risposta ma credo che sia una cosa voluta, in vista di probabili seguiti.
Nella seconda parte del film, invece, l’azione si sposta trent’anni nel futuro e si entra nel vivo della vicenda. Qui devo dire mi è piaciuto molto com’è stata gestita l’incombente minaccia di Skynet, con un approccio che non risparmia una non troppo velata critica all’eccessiva dipendenza dalla tecnologia e dai social media della nostra società. D’accordo, forse è un pochino banalotta come cosa ma nondimeno piuttosto interessante.

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Tra i personaggi quello che spicca su tutti è, manco a dirlo, il buon Shwartzy che, nonostante l’età avanzata, dimostra di essere ancora un figo come pochi quando impugna un fucile a pompa e fa saltare in aria robe a destra e a manca. Qui il suo personaggio, il T-800, ci viene presentato sotto una luce per certi versi più umana, grazie soprattutto allo stretto rapporto che lo lega a Sarah Connor. Ed ecco che arriviamo a uno degli aspetti secondo me più riusciti del film: il rapporto tra Sarah e il Terminator. Infatti il robot venuto dal futuro, che l’ha salvata e si è preso cura di lei fin da bambina, è diventato un vero e proprio padre putativo per la ragazza, tanto che lei prova un forte sentimento di affetto nei suoi confronti e lo chiama addirittura papà. Questo però non vuol dire che il personaggio venga snaturato; il T-800 rimane sempre la macchina risoluta e dalla catch phrase sempre pronta che abbiamo imparato ad amare negli anni. Semplicemente il regista (Alan Taylor) è stato abile nel mostrare allo spettatore questa insolita relazione dal punto di vista di Sarah, una ragazza che è stata brutalmente privata della famiglia in tenera età e che proietta il suo bisogno di una figura genitoriale su quel freddo cyborg che le ha salvato la vita. Questa cosa, come ho detto, mi è piaciuta tantissimo e personalmente l’ho vista come una ripresa e un ampliamento della relazione che in Terminator 2 si era sviluppata tra il giovane John Connor e il suo protettore robotico.

Ma spendiamo due parole anche sugli altri personaggi principali.
Abbiamo la già citata Sarah Connor “Nata dalla tempesta”, interpretata da Emilia Clarke. Abbastanza convincente come interpretazione e soprattutto, come già detto, ottimamente caratterizzata dal punto di vista psicologico.
Jai Courtney, che ricopre il ruolo di Kyle Reese, l’ho trovato invece discreto ma non memorabile.
Decisamente convincente invece Jason Clarke, nei panni del leader della resistenza in persona John Connor. Mi è piaciuto com’è stato reso il personaggio nelle battute iniziali del film, quando lo vediamo nel ruolo che più gli compete di salvatore della razza umana, e anche quando rispunta fuori più avanti nel corso della pellicola ho apprezzato il drastico cambiamento a cui va incontro. Cambiamento che giunge a dir poco inaspettato (se facciamo finta che non ce l’abbiano brutalmente spoilerato nel trailer) e che in un certo senso va a destabilizzare le certezze dello spettatore in una maniera che mi ha decisamente intrigato.
Una menzione poi per Matt Smith. Lo ammetto, lui era una delle ragioni per cui ero impaziente di vedere Terminator Genisys. Sfortunatamente però la parte che gli hanno affidato (che non vi rivelo) è davvero piccolissima e, per quanto lui sia stato molto convincente, non lo fa risaltare come avrebbe meritato. Un vero peccato.

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Tuttavia, al di là di tutto quello che vi ho illustrato finora, l’elemento preponderante di questo film è ovviamente l’azione. Pura, esagerata, ignorantissima azione. Da questo punto di vista Terminator Genisys è una tamarrata di proporzioni epiche. Una vera goduria per gli occhi e per la mente dall’inizio alla fine. Le scene d’azione sono sempre squisitamente over the top e sempre chiarissime, grazie a una regia per nulla confusionaria. Anche gli effetti speciali, dispensati dal regista come caramelle alla frutta nel giorno di Santa Lucia, risultano a dir poco spettacolari e, nella gran parte dei casi, di ottima fattura (a parte qualche piccola incursione un po’ troppo evidente della computer grafica, che comunque non mina nella maniera più assoluta la godibilità del film).

Bisogna poi dire che Terminator Genisys è pieno zeppo di fan service. Porca miseria, quanto fan service che trasuda da questa pellicola. Badilate di fan service, proprio. Non che sia un male, eh. Anzi, io sono il primo che ha goduto come un riccio nel riconoscere le innumerevoli citazioni e riferimenti ai primi capitoli della saga.

Quindi si, Terminator Genisys è un film valido. E’ un blockbuster realizzato al solo scopo di far soldi, su questo non ci piove. Però, per la miseria, è un blockbuster realizzato BENE! Se ancora siete titubanti se andarlo a vedere oppure no il mio consiglio è di dargli fiducia. Basta che non entriate in sala aspettandovi una nuova pietra miliare della storia del cinema e che lo prendiate invece per quello che è. In questo caso ci sono alte probabilità che restiate molto soddisfatti.

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Ah, un ultimo appunto. Non commettete l’errore di alzarvi durante i titoli di coda. Pare ci sia una scena post credits in puro stile Marvel. Dico “pare” perchè io non lo sapevo e come un pirla me ne sono andato. Solo dopo ne sono venuto a conoscenza. Già… Merda!

 

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3 risposte a [FILM] Terminator Genisys

  1. wwayne ha detto:

    Rieccomi! Anch’io ho recensito un film con Arnold: https://wwayne.wordpress.com/2016/06/05/i-10-film-che-ho-visto-con-quattro-gatti/. Che ne pensi?

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    • Marco ha detto:

      Letto. In effetti anche a me il più delle volte capita di trovare quattro gatti in sala quando vado al cinema. Dev’essere perchè ci vado quasi sempre in giorni feriali. Una sola volta mi è capitato che fossi da solo, mi pare con Halloween The Beginning.
      Riguardo nello specifico al film con Arnold, Escape Plan, ammetto di non averlo visto ma devo dire che mi incuriosisce abbastanza.

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      • wwayne ha detto:

        Dammi retta: devi assolutamente vederlo. Leggiamo e commentiamo i reciproci post da diversi anni, ormai i reciproci gusti li conosciamo (anche perché spesso coincidono), e quindi mi sento di dire che ti piacerebbe moltissimo, senza ombra di dubbio. Grazie per la risposta! 🙂

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