[SERIE TV] Supergirl – Stagione 1

supergirlE con appena una settimana e mezza di ritardo… eccomi a darvi i miei pareri su Supergirl, serie ad opera degli stessi autori/produttori di Arrow e The Flash andata in onda sulla CBS, la cui prima stagione si è appunto conclusa la settimana scorsa. Saranno riusciti a confezionare un prodotto di qualità in grado di rendere giustizia a un’eroina dei fumetti tanto iconica?
Eeeeeeeeehh… non esattamente.
Già, devo dirlo: non sono rimasto soddisfatto da questa prima stagione. Non totalmente, almeno. Non nego che abbia delle qualità ma nel complesso secondo me abbiamo a che fare con una serie che non si eleva al di sopra della mediocrità. Sono consapevole che il target di riferimento è prevalentemente femminile e quindi per forza di cose dovevamo aspettarci un tono diverso rispetto alle produzioni CW. Trovo comunque che Supergirl abbia dei difetti oggettivi che travalicano questa distinzione.

Prima di tutto la trama orizzontale è atroce. Sul serio, un plot narrativo più banale, noioso e scontato non potevano trovarlo neanche impegnandosi. Buona parte della colpa è da attribuire anche ai main villain, Astra e Non, che sono due tra i cattivi peggiori che io abbia mai visto in un qualunque prodotto di intrattenimento a tema supereroistico. Non sono inespressivi, sono l’incarnazione del concetto stesso di inespressività, hanno la profondità psicologica di un merluzzo e in generale ogni volta che li vedevo mi ritrovavo a pensare: “Che palle, ancora questi! Speriamo che schiattino in fretta e che si levino dalle scatole”.
La trama orizzontale è talmente insulsa che viene da chiedersi addirittura perchè si siano presi la briga di mettercene una. Avrebbero fatto più bella figura a ometterla in blocco e proporci solamente puntate autoconclusive. E’ vero, al giorno d’oggi una cosa del genere è inconcepibile ma piuttosto che questa bruttura…
A onor del vero comunque bisogna dire che anche tutti gli altri villain of the week non è che siano molto meglio. Anzi, non me ne viene in mente nessuno che sia un pelo più carismatico o approfondito. Probabilmente il più riuscito di tutti è la Black Mercy. E la Black Mercy è una pianta. Fate voi.
Insomma, per la miseria, il fatto che il telefilm sia indirizzato a un pubblico femminile non è una scusa per propinarci una storia scialba e degli antagonisti dimenticabilissimi.

supergirl-tv-2-jpgAstra

Devo ammettere però che da circa metà stagione in poi c’è un leggero miglioramento. Iniziano a spuntare alcune puntate autoconclusive niente male (tipo quella della Black Mercy o quella di Indigo e anche il crossover con The Flash è molto figo) e la trama presenta qualche spunto un pelo più interessante. Nulla in grado di redimere la serie ma era giusto segnalarlo.

Altro elemento che mi ha fatto un po’ storcere il naso sono gli effetti speciali. Gli effetti speciali di Supergirl sono oggettivamente bruttini (soprattutto nella prima metà della stagione, poi la situazione migliora leggermente). In alcuni momenti sembra veramente di trovarsi di fronte a un lavoro amatoriale fatto con After Effects. E in particolare spiccano le sequenze di volo. Miei dei, le sequenze di volo! Tra le pose ingessate degli attori e il green screen per celare l’utilizzo del quale non sono stati fatti grandissimi sforzi, credo dobbiamo ritenerci fortunati se almeno non si vedono le cordicelle che tengono sospesi gli interpreti.
Ciò è quantomeno sorprendente se consideriamo che, tra tutte le serie di Kreisberg e Berlanti, Supergirl è quella a cui è destinato il budget maggiore e ciononostante è quella più sottotono in termini di effetti speciali. Mi sa che qua qualcuno sta facendo la cresta.

Parlando più nel dettaglio dei personaggi, abbiamo note positive e note negative. Iniziamo dalle positive.
Innanzi tutto la protagonista Kara Zor-El, alias Kara Danvers, alias Supergirl mi è piaciuta davvero tantissimo. Secondo me l’attrice Melissa Benoist è stata semplicemente fenomenale ed è riuscita a caratterizzare l’eroina alla perfezione, tanto quando è in abiti civili che quando indossa costume e mantello.
Altra punta di diamante del cast è Calista Flockhart, che interpreta la magnate dei media Cat Grant. Lei l’ho davvero adorata. E’ un personaggio eccentrico ed estremamente sopra le righe. Una donna determinata, all’apparenza stronza ma nel profondo molto saggia e di buon cuore. Un personaggio straordinario, poche storie.
Altro personaggio che mi ha decisamente convinto è Hank Henshaw, direttore del DEO. Prima di tutto David Harewood è un attore incredibile e anche in questo caso risulta perfetto per il ruolo. In secondo luogo ho apprezzato tantissimo il colpo di scena della settima puntata legato al personaggio. Non voglio spoilerarlo nel caso qualcuno debba ancora guardare la serie (cosa che tendenzialmente vi sconsiglio di fare, ma comunque…). Dirò soltanto che l’ho trovato davvero un bel twist e anche piuttosto clever. Infatti, più che per i telespettatori occasionali, risulta essere una sorpresa proprio per i fan dei fumetti, la cui conoscenza dell’universo DC si rivela in questo caso uno svantaggio, invace che un vantaggio.
Per finire con le note positive, devo citare Alex, sorella adottiva di Kara. Mi ha convinto fin da subito per la sua indole determinata e sicura di sè e soprattutto mi è piaciuto molto come è stato sviluppato il rapporto che la lega alla sorella.

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E poi purtroppo ci sono le note negative. Su tutti James Olsen, che è qualcosa di davvero scandaloso. A parte il fatto che non ci azzecca un ciufolo col Jimmy Olsen dei fumetti ma questo non sarebbe assolutamente un problema se il personaggio fosse caratterizzato come si deve. Purtroppo però non è così. E’ praticamente un pezzo di legno. E’ il classico belloccio senza un minimo di spessore, che alterna perennemente due espressioni facciali in croce, messo lì a mò di bambolotto con l’unico scopo di canalizzare l’interesse sentimentale della protagonista. Una roba brutta.
Poi abbiamo Winn, un ibrido mal riuscito tra Cisco e Felicity che ho trovato oltremodo irritante.
Maxwell Lord, il classico cattivo generico sulla falsa riga di Lex Luthor, trito, ritrito e stereotipato.
E infine ho già espresso il mio disappunto per Astra e Non, i cattivoni principali.

Ah, non dimentichiamoci di Superman. Già, perchè compare anche Superman. Oddio, “compare” è una parola grossa. Lo vediamo quattro o cinque volte in tutto, sempre di sfuggita o per tre quarti fuori dall’inquadratura, la metà delle volte fa la figura dell’idiota e l’unica cosa che sembra riuscirgli bene è stalkerare la cugina in chat. In una parola: inutile.

Inoltre anche in Supergirl è presente l’elemento che da solo riesce spesso e volentieri a incancrenire anche le migliori serie televisive: le storie d’amore. Lo so che da un telefilm della CBS indirizzato per lo più alle fanciulle dovevo aspettarmi una massiccia presenza di sentimentalismi, ma le love story presenti qui sono veramente imbarazzanti. Il tiramolla tra Kara e James è ridicolo, Lucy Lane non si regge, Winn è patetico. Ora, se c’è qualche esponente del gentil sesso in ascolto vorrei chiedere loro: vi piace davvero questa roba? Cioè, trovate davvero soddisfacenti delle relazioni sentimentali così superficiali tra pupazzi di plastica con l’approfondimento psicologico di un attaccapanni?

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Prima di chiudere mi sento in dovere di spendere due parole sul finale di stagione. Perchè ne ho visti di finali brutti ma qui si raggiungono picchi di rara bruttezza.

A questo punto mi riservo il diritto di fare SPOILER sul finale, quindi se volete evitarli saltate all’ultimo paragrafo.

Ok dunque, la situazione, così come l’avevamo lasciata alla fine della penultima puntata, è che i kryptoniani hanno trasmesso un segnale in tutta la città grazie al quale sono in grado di controllare la mente di quasi ogni singolo abitante (l’originalità!!!). E qual’è il brillante piano dei nostri eroi per liberare tutti quanti dal giogo di Non? Ma naturalmente trasmettere un accorato messaggio di speranza della nostra prode Supergirl su tutti gli schermi di National City, facendo leva sulla bontà e lo spirito altruistico dentro ognuno di noi.
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E funziona.
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Mi state prendendo per il culo????? Ma seriamente??? No, vi giuro, non trovo le parole per esprimere quanto mi ha fatto vomitare quella scena. Mentre la guardavo ero allibito. Mi rifiutavo di credere che lo stessero facendo davvero. A parte il fatto che la spiegazione pseudo scientifica che dà Maxwell Lord sul segnale che inibisce la parte del cervello adibita alla speranza è una stronzata, chi mai potrebbe pensare che una risoluzione del genere sia una buona idea? Non lo è. E’ una stupidata. E’ pessima scrittura. E’ buttare in vacca una storia già mediocre perchè ormai siamo alla fine e siamo troppo scazzati per mettere insieme una sceneggiatura decente.
Insomma, per la miseria, il fatto che la serie sia indirizzata a un pubblico femminile non è una scusa per propinarci puttanate sui buoni sentimenti, pioggia di lustrini e unicorni rosa che zampettano.
Comunque, tutti si risvegliano dal torpore e la crisi sembra essere passata. Ma ecco che i kryptoniani tornano all’attacco e intensificano il segnale per far esplodere la testa a tutti gli abitanti entro poche ore. Ed è a questo punto che Maxwell Lord ha un’altra idea geniale: sganciamo una bomba che ucciderà centinaia di innocenti ma che permetterà di salvarne migliaia. E tutti concordano senza neanche sforzarsi un pochettino per trovare una soluzione meno drastica. Mi sembra giusto. Ma un momento, la bomba non è più necessaria perchè Supergirl ha deciso di sacrificarsi per salvare l’umanità. Infatti, dopo uno scontro finale contro Non e Indigo talmente eccitante che ne ho approfittato per andare a fare pipì, l’eroina si carica Fort Rozz, fonte del segnale, sulle spalle, la solleva fin oltre l’atmosfera e la scaraventa lontano dall’orbita terrestre. E poi sta per morire soffocata dal vuoto dello spazio.
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E Alex deve andarla a salvare con l’astronave che ha portato Kara sulla Terra da piccola.
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Mi state prendendo per il culo????? Da quando in qua i kryptoniani non possono sopravvivere nello spazio, finchè sono nelle immediate vicinanze di un sole giallo??? E non venitemi a dire che questo è un universo narrativo diverso dai fumetti, in cui vigono regole diverse, perchè è una cazzata. Il problema è lo stesso di cui parlavo poco fa: pigrizia nella scrittura. Dobbiamo mettere la protagonista in una situazione in cui rischia la vita ma Supergirl è praticamente invincibile. Quindi, dato che siamo troppo scazzati per inventarci qualcosa di plausibile, meglio buttare nel cesso più di settant’anni di canone fumettistico e morta lì.
E dunque tutto è tornato alla normalità, il mondo è salvo e i nostri beniamini possono concedersi un po’ di meritato riposo. Almeno finchè un’altra astronave kryptoniana identica a quella di Kara si schianta sulla Terra e la stagione si chiude con un cliffhanger che ci lascia col dubbio in merito a chi o cosa contenga. Se volete sapere la verità io non è che ci tenga particolarmente a scoprirlo.
Unico pregio della puntata: Alex con l’armatura di Kryptonite e la spada di Kryptonite. Porca vacca, quanto minchia era cazzuta?

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E così si conclude la mia disamina della prima stagione di Supergirl. Nel complesso non posso che ritenermi insoddisfatto della visione. Nel momento in cui scrivo mi pare non si sappia ancora niente in merito ad un’eventuale rinnovo ma francamente se dovessero decidere di cancellare la serie non credo che ci perderei il sonno.

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3 risposte a [SERIE TV] Supergirl – Stagione 1

  1. Pingback: [SERIE TV] Arrow – Stagione 4 | Il favoloso blog di Marco

  2. Riky Hill ha detto:

    ho guardato giusto mezza puntata, e sono arrivato qui scrivendo su Google “supergirl è una stronzata”… ho detto tutto. e poi il costume è troppo anni 80.. con i collant… no sul serio, i collant!

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