[SERIE TV] Penny Dreadful – Stagione 3

Penny-dreadful-season-3-600x816Ebbene si. Oggi voglio parlarvi di Penny Dreadful, la serie Showtime rivelazione degli ultimi anni, creata da John Logan, che riunisce i più famosi personaggi della letteratura horror ottocentesca. L’ho definita “serie rivelazione” perchè si tratta a mio parere di uno dei prodotti più riusciti e completi che il panorama odierno delle serie tv sia stato in grado di offrire. Una meravigliosa storia gotica che, prima di essere una storia sulla lotta di un gruppo di eroi contro vampiri e demoni, è un viaggio tortuoso nei recessi più oscuri dell’animo umano. Un raffinato affresco in cui sublimi interpretazioni attoriali vanno a delineare personaggi incredibilmente complessi e sfaccettati, che si muovono all’interno di una Londra vittoriana dalle atmosfere squisitamente malsane e opprimenti e in cui il confine tra giusto e sbagliato, tra sanità e follia, tra luce e ombra si fa oltremodo labile.

Questa assoluta perla del piccolo schermo ha visto da poco concludersi la sua terza stagione. Un season finale che, con un twist degno di M. Night Shyamalan, si è rivelato in realtà essere un series finale. Infatti i dirigenti del network avevano deciso di tenere segreto il fatto che la serie si sarebbe conclusa, in modo da cogliere di sorpresa i fan quando avessero visto comparire la lapidaria scritta “The End” alla fine dell’ultimo episodio (questo almeno è quello che sostengono loro, perchè io qualche dubbio ce l’ho). Di certo sono riusciti a spiazzare me.

Adesso però, dopo aver accettato, non senza un pizzico di nostalgica rassegnazione, che questo stupendo viaggio durato appena tre anni è giunto al termine, mi sembra giusto esprimere le mie considerazioni su questa stagione conclusiva di Penny Dreadful.

Lasciatemi dire subito che non ha affatto deluso le mie aspettative e, anzi, complessivamente la ritengo addirittura superiore alle prime due. Ho detto “complessivamente” perchè in effetti c’è qualcosa che mi ha fatto storcere un pochino il naso. Ma andiamo con calma.

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Ora, vi avviso che d’ora in poi farò SPOILER. Se ritenete di volerli evitare potete saltare all’ultimo paragrafo dove esporrò i miei giudizi generali conclusivi.

La prima storyline che vorrei esaminare è quella della nostra cara Vanessa Ives. Inutile esprimersi sulla bravura dell’attrice Eva Green, che ancora una volta dimostra di aver fatto suo il personaggio in ogni singola sfaccettatura e ci regala un’altra performance sensazionale.
Per quanto riguarda invece la scrittura del personaggio, è anch’essa di altissimo livello (come d’altra parte lo era nelle stagioni passate). Particolarmente lodevole il lavoro svolto sull’approfondimento psicologico della ragazza e sul delineare il difficile percorso di evoluzione a cui va incontro nel corso della stagione, dallo stato di depressione e apatia in cui la troviamo all’inizio, alla lenta ripresa della voglia di vivere, fino al momento in cui i propri sentimenti la renderanno facile preda delle manipolazioni di Dracula e verrà sedotta dall’oscurità. Un tortuoso percorso all’interno della psiche di Vanessa che la rende, a mio parere, uno dei personaggi femminili più complessi e affascinanti di sempre.
Scopriamo poi degli interessanti retroscena sul suo passato che ci forniscono una prospettiva del tutto nuova sul suo rapporto con la Creatura di Frankenstein e ci consentono di apprezzare quest’ultima quando era ancora del tutto umana. Tutto ciò l’ho trovato molto interessante e viene illustrato in quella che secondo me è una delle migliori puntate della stagione.

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Già, in questa terza stagione viene finalmente introdotto Dracula, il signore dei vampiri in persona, interpretato da Christian Camargo, con tanto di Renfield al seguito. Anche lui mi ha decisamente convinto, soprattutto per il modo in cui ci viene presentato, infido e manipolatore, e per il subdolo piano che mette in atto per irretire la signorina Ives.

Altro personaggio fondamentale per la vicenda di Vanessa è la dottoressa Seward, la psicoterapeuta che la tiene in terapia e la aiuta a ricordare gli eventi passati di cui sopra. Si tratta di un altro character molto riuscito, grazie a una caratterizzazione da donna imperturbabile ed estremamente razionale, scettica per natura e la cui abilità nell'”entrare” nella mente delle persone le conferisce un’aura di mistero molto intrigante.

Altra storyline particolarmente significativa e decisamente riuscita è quella che coinvolge Ethan Chandler e Sir Malcolm Murray. Prima di tutto ho apprezzato il cambio di ambientazione. Infatti in questo caso l’azione si sposta nelle desolate distese da far west del continente americano e questo rappresenta un’apprezzabile novità all’interno della serie. Inoltre questa linea narrativa ci dà finalmente dei chiarimenti sui trascorsi tra Ethan e suo padre e sui motivi dietro al loro contrasto.
Mi è piaciuta molto la dinamica delle due nuove coppie che si vengono a formare. Da una parte Ethan e la strega Hecate, che intraprendono un cammino di vendetta nei confronti del genitore di lui e sviluppano una relazione di amore/odio; dall’altra Malcolm e l’anziano apache Kaetenay, uniti dall’affetto che entrambi provano per Ethan e che col tempo instaurano un rapporto di profondo rispetto reciproco.
E poi la narrazione raggiunge il suo apice quando le due vicende parallele si congiungono alla residenza del padre di Ethan, in una serie di scene a mio parere ottimamente girate che mi hanno riportato alla mente il Django Unchained di Quentin Tarantino, con conseguente resa dei conti finale in un tripudio di sangue e pallottole. Un impeccabile esempio di ottima scrittura.

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Continuano poi le disavventure della Creatura, per gli amici John Clare, il quale, dopo le interessanti rivelazioni sul suo passato a cui ho accennato prima parlando di Vanessa, lo vediamo alla disperata ricerca della propria famiglia perduta. Questo personaggio è sempre stato dipinto come una figura tragica e questa terza stagione non fa assolutamente eccezione, motivo per il quale ho apprezzato anche il suo arco narrativo. Infatti, sebbene a un certo punto riesca effettivamente a riabbracciare i propri cari e a riottenere una vita all’apparenza normale, alla fine decide di rinunciarvi perchè comprende che, nonostante i suoi sforzi, non potrà mai più tornare ad essere l’uomo che era (su questo comunque tornerò quando parlerò del finale).

Contro ogni aspettativa, gli autori sono riusciti a dare un minimo di dignità anche al personaggio di Dorian Gray. Dico questo perchè lui era l’unica cosa che a mio parere non funzionava nelle prime due stagioni. Lo trovavo pressochè inutile. Voglio dire, la sua storyline era: “Dorian Gray organizza le feste e fa le orge. Punto.”. No, sul serio, se qualcuno vuole spiegarmi quale fosse il suo contributo all’interno della serie si faccia avanti.
Adesso invece, complice la sua nuova “partnership” con Lily, trovo che gli avvenimenti che lo coinvolgono siano un pelo più interessanti. Nulla di trascendentale, sia chiaro, ma comunque questa cosa dell’esercito di femministe assassine devo dire mi ha abbastanza intrigato.

La nota dolente di questa stagione di Penny Dreadful, secondo me, è invece il buon dottor Victor Frankenstein. Mi dispiace ma il suo story arc l’ho trovato alquanto deludente. Anzi, se posso essere del tutto franco, di guardare per minuti interi questo qui che si strugge continuamente per le sue pene d’amore e non fa altro che meditare il rapimento di Lily ne avrei fatto anche a meno. Ogni volta che la scena si spostava nel suo laboratorio partivano automaticamente sonori sbadigli dalla mia bocca.
Unico lato positivo, l’introduzione del dottor Henry Jekyll, che aiuta Victor nei suoi propositi e la cui caratterizzazione mi ha convinto parecchio. Peccato solo che non venga sviluppato come avrebbe meritato e alla fine viene fatto uscire di scena in modo fin troppo frettoloso (ma questo è un problema che riguarda quasi tutti i personaggi e ci tornerò tra poco).

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Oh, e ora arriviamo a quello che è un po’ il nocciolo della questione; è giunto il momento di parlare del finale di stagione (o meglio, finale di serie).
Mi duole terribilmente ammetterlo ma il finale di Penny Dreadful non mi ha soddisfatto totalmente. Il motivo è molto semplice: l’hanno rushato. Si, nonostante la serie sia da sempre stata caratterizzata da ritmi oltremodo dilatati e una narrazione che non si fa scrupoli a prendersi tutto il tempo necessario, quando si arriva al finale il tutto viene risolto in modo davvero troppo sbrigativo, frettoloso, come se avessero fretta di chiudere la baracca e andarsene a casa.
La conseguenza più evidente di ciò è che, come ho già accennato poco sopra, le storyline di quasi tutti i personaggi (almeno quelle più secondarie) vengono concluse in fretta e furia o in maniera quasi tronca, lasciando una spiacevole sensazione di coito interrotto.
Victor, dopo averci scassato per tutta la stagione con le sue manie da stalker, riesce finalmente a rapire Lily e poi –puff!– ripensamento improvviso, la lascia andare, ognuno per la sua strada e chi s’è visto s’è visto. Anche il dottor Jekyll, che avrei voluto vedere sviluppato a dovere, se la prende a male per questa cosa e –puff!– lascia capra e cavoli e se ne va senza più farsi vedere. Si, viene buttato lì un “Arrivederci, Lord Hyde” giusto per non lasciarci completamente a bocca asciutta ma è ben poca roba.
Dorian Gray, dopo che gli autori erano riuisciti finalmente a dargli una trama un po’ più interessante, a un certo punto –puff!– si rompe le balle di tutte le squinzie che gli girano per casa, caccia via tutte, uccide la tipetta impertinente, Lily lo scarica, ognuno per la sua strada e chi s’è visto s’è visto.
La Creatura è l’unico personaggio che ha una conclusione soddisfacente, a mio parere. Ho trovato davvero toccante il momento in cui, dopo la morte del figlio, decide di non acconsentire alla richiesta della moglie di rivolgersi al dottor Frankenstein, rinunciando definitivamente a una vita con i propri affetti, pur di non condannare una persona amata a patire le stesse sofferenze che egli stesso ha subito.

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Venendo infine alla vicenda principale, che coinvolge Vanessa e compagni, anche qui la situazione non è molto migliore.
Prima di tutto qualcuno mi deve spiegare che fine ha fatto Lucifero. Cioè, basandoci su tutto quello che ci è stato detto in precedenza (non solo nelle prime due stagioni, ma anche in questa), era naturale supporre che il nodo focale attorno al quale avrebbe ruotato tutta la trama sarebbe stata la faida tra Lucifero e Dracula per impossessarsi di Vanessa e dominare il mondo. Nel finale invece di Lucifero si perde ogni traccia. Non viene neanche menzionato. Cavolo, sembra che se lo siano dimenticato.
E’ per questo motivo che secondo me le dichiarazioni del tipo: “Il finale era già stabilito da tempo. L’abbiamo tenuto segreto per farvi una sorpresa” non reggono minimamente. Guardando la serie dall’inizio alla fine è palese che Logan avesse in mente di far evolvere la storia in quella direzione, impiegando magari un altro paio di stagioni, e quindi io credo che la decisione di concludere la serie in modo tanto affrettato gli sia stata imposta dai piani alti per qualche motivo insondabile (ovviamente economico).

La stessa frettolosità si riscontra anche nel modo in cui si risolve la vicenda. Per carità, riconosco che tutta la parte finale sia girata in modo ottimo e goda di una messa in scena di tutto rispetto. Lo scontro con Dracula e i suoi servi è esaltante, il sacrificio di Vanessa, con seguente funerale, è reso in maniera davvero toccante, tuttavia ci sono delle cose che stonano.
Dunque, per tutta la stagione ci hanno assillato con questa profezia su Ethan, che è il “Lupo di Dio”, l’unico essere in grado di contrastare le forze dell’oscurità. Da come l’avevano messa giù sembrava che Ethan fosse destinato a essere il salvatore dell’umanità in virtù della sua condizione di lupo mannaro. Cioè, la licantropia avrebbe dovuto essere il requisito fondamentale per poter contrastare le tenebre. E alla fine cosa fa per contrastare le tenebre e salvare l’umanità? Uccide Vanessa. Senza nemmeno bisogno di essere trasformato, tra l’altro. Allora a che minchia serviva essere un lupo mannaro? E se non serviva, perchè doveva essere proprio Ethan? Che senso aveva la profezia? Cioè, magari ce l’aveva ma anche lei deve aver subito le conseguenze della troncatura della serie.
E poi abbiamo Dracula che, dopo essersi visto sventare il proprio piano di conquista globale, si defila mestamente con la coda tra le gambe e non lo vediamo più. Vabbè, questa cosa mi ha lasciato un po’ interdetto. Proprio la definizione di anticlimax.

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Poi ci sono vari altri piccoli dettagli. Per esempio mi è sembrato alquanto randomico il modo in cui Victor si unisce al gruppetto di eroi. La scena si è svolta più o meno così:
“Ehi dottore! Che coincidenza, anche lei da queste parti. Senta, le va di aiutarci a salvare la signorina Ives e il mondo?”
“Ma certo, vecchio amico con cui non scambio una parola da mesi, sarò felice di unirmi alla vostra missione suicida senza chiedere la minima delucidazione”.

O anche la scena in cui la dottoressa Seward cerca di estorcere a Renfield informazioni sul suo padrone. Praticamente, nel corso della stagione ci hanno fatto intendere che l’abilità della donna di “entrare” nella testa delle persone fosse una metafora, una rappresentazione visiva dell’interazione tra lei e i suoi pazienti durante le sedute di ipnosi. Almeno, così l’avevo intesa io. Adesso invece, medesima situazione ma nella testa di Renfield, a un certo punto vede l’insegna e se ne viene fuori dicendo: “So dove si trova Dracula”. What? How?
Mi state dicendo che ha effettivamente qualche sorta di potere mentale, anche se non viene mai fatto capire? Era anche quella una metafora visiva e in realtà Renfield glie lo ha detto mentre era sotto ipnosi, anche se non lo sentiamo? O magari è stato un errore grossolano? Non so perchè ma propendo per quest’ultima.

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Va bene, chiudiamola qui. Tirando le somme, non posso negare che la terza stagione di Penny Dreadful mi sia piaciuta davvero tantissimo. Come ho detto all’inizio, si tratta a mio avviso della migliore delle tre, se presa nella sua interezza. Un lavoro eccezionale che però viene parzialmente vanificato da un finale molto sottotono, eccessivamente sbrigativo e in alcuni punti addirittura raffazzonato. Che la colpa sia da attribuire al suo creatore o ai capoccia di Showtime non saprei dirlo, sta di fatto che è chiaro come il sole che la serie avrebbe dovuto prolungarsi ancora per almeno un anno o due ed è invece stata conclusa ben prima del tempo.
Ciò non toglie comunque che Penny Dreadful rimanga un prodotto sbalorditivo che, se amate l’horror e le cupe atmosfere vittoriane, non potete assolutamente perdervi.

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