[FILM] Lo Chiamavano Jeeg Robot

JEEGFinalKeyArt35x50cm_NEW“Il cinema italiano produce solo schifezze”. Questa è bene o male l’opinione diffusa quando si parla dell’industria cinematografica del Bel Paese. In larga parte mi trovo d’accordo; tra cinepanettoni, cinecocomeri, cinecostatedimanzo e cineammazzacaffè il cinema nostrano è ormai da tempo arenato in un pantano di mediocrità e commediole becere. Tuttavia, per la gioia di noi estimatori della settima arte, ogni tanto compare qualche mosca bianca in grado di risollevare le speranze di tutti coloro che auspicano una ripresa del settore nel nostro paese. Uno di questi film più unici che rari è Lo Chiamavano Jeeg Robot, pellicola del 2016 diretta da Gabriele Mainetti.

Il film è in tutto e per tutto ascrivibile al genere supereroistico, sulla falsariga delle produzioni americane che stanno spopolando da un decennio a questa parte, ma calato nel contesto più triviale e crudo della periferia romana.
La trama è piuttosto lineare e non mi dilungo troppo nel raccontarla. Enzo Ceccotti è un delinquentello qualunque che, per sfuggire alla Polizia dopo aver rubato un orologio, si tuffa nelle acque del Tevere, dove entra in contatto con alcune sostanze radioattive che gli conferiscono forza e resistenza sovrumane. Sebbene dapprima decida di utilizzare i propri poteri per compiere azioni tutt’altro che eroiche, poco a poco, grazie soprattutto alla giovane Alessia, riuscirà a trovare uno scopo più nobile per impiegare le proprie straordinarie capacità.

54353_ppl

Il film funziona prima di tutto proprio per l’ambientazione e il contesto socio-culturale che mette in scena. Il microcosmo della periferia romana in cui si svolgono le vicende, vessata dalla criminalità organizzata, è tratteggiato in modo schietto e crudo, ammantando il tutto con un’atmosfera malsana di degrado e senza lesinare sul gore e sulle scene violente per mostrare la brutalità della malavita capitolina.
La pellicola risulta poi essere incredibilmente equilibrata. C’è l’azione, si, ma c’è spazio anche per il dramma, una spruzzata di commedia e perfino una leggera componente sentimentale, che però non risulta mai stucchevole. Tutti questi elementi sono molto ben dosati e amalgamati fra loro e ciò, insieme a un’ottima gestione del ritmo, fa risultare la visione del film molto scorrevole e per nulla noiosa.
Altro aspetto in cui Lo Chiamavano Jeeg Robot eccelle è la caratterizzazione dei personaggi. Infatti ognuno di essi, anche i più secondari, presenta almeno un tratto distintivo o un risvolto particolare che lo rende immediatamente riconoscibile.
A voler essere onesti, già questo è molto più di quanto si possa dire della maggior parte dei blockbuster americani, molto spesso sbilanciati e infarciti di personaggi piatti come suole di scarpe.

1456415049_murales-jeeg-600x335

E a proposito di personaggi, sono tre quelli principali.
Prima di tutto abbiamo il protagonista, Enzo Ceccotti, interpretato da Claudio Santamaria, il quale risulta essere estremamente convincente. Ciò è dovuto non solo alla performance attoriale di Santamaria, che personalmente ho trovato più che dignitosa, ma soprattutto al modo in cui ci viene presentato. Enzo non è un eroe. Ma proprio per nulla. Anzi, per la maggior parte del film si comporta in modo diametralmente opposto a quanto farebbe un eroe. E’ un teppistello che vive alienato dal mondo, mangiando yogurt e guardando porno, e a cui non frega niente di nessuno. Enzo è l’italiano medio. In altre parole: un coglione. E infatti qual è la prima cosa che fa quando scopre di poter abbattere muri a mani nude? Va a sradicare un bancomat per rubare tutti i soldi, con risultati tragicomici. E dunque è particolarmente interessante assistere al suo processo di maturazione, innescato dal rapporto che lo lega ad Alessia. Se inizialmente la ragazza rappresenta per lui solo un fastidio di cui sbarazzarsi, col tempo inizia ad affezionarvisi e comprende che esistono valori più nobili al mondo per cui valga la pena battersi. Tutto ciò fa di lui un personaggio complesso e col quale si è portati subito a empatizzare.

lo-chiamavano-jeeg-robot-trailer-lo-chiamavano

C’è poi la già citata Alessia, interpretata da Ilenia Pastorelli, ragazza mentalmente disturbata, ossessionata dal cartone animato di Jeeg Robot d’Acciaio. Allora, l’attrice è “famosa” per essere stata una concorrente del Grande Fratello (almeno, così mi hanno detto; non che io sia solito guardare certa spazzatura) e questo, prima di guardare il film, mi aveva fatto venire qualche dubbio in merito alle sue capacità recitative. Bè, devo riconoscerlo: mi ha davvero stupito. D’accordo, magari non sarà l’attrice migliore di tutti i tempi, però secondo me è stata davvero molto brava nella parte. E’ poi anche lei un personaggio più complesso di quanto sembri, la cui ingenuità e le cui turbe psichiche celano un passato fatto di traumi e abusi domestici. E’ inoltre l’unica persona a credere nella bontà di Enzo e, come ho già detto, funge da catalizzatore per la sua trasformazione nell’eroe che Roma merita.

chiamavano-jeeg-robot15-1000x600

E infine l’immancabile villain, Fabio Cannizzaro, detto lo Zingaro, interpretato da Luca Marinelli. Ecco, lui è a mani basse il miglior elemento di tutto il cast. Il boss di una piccola banda malavitosa con manie di grandezza. E’ un personaggio eccentrico, megalomane e completamente folle, con la passione per le canzoni italiane degli anni ottanta. E’ anche uno squilibrato violento e risoluto che non ci pensa due volte prima di pestare a sangue chi non gli va a genio, per poi disinfettarsi diligentemente le mani con l’Amuchina. L’interpretazione di Marinelli, poi, è davvero ottima; sopra le righe al punto giusto, non ha potuto non riportarmi alla mente alcuni sprazzi del Joker di Heath Ledger.

LO-ZINGARO-LJR-657x360

Come ho già accennato, comunque, anche i personaggi secondari, per quanto ovviamente meno sviluppati, presentano delle caratterizzazioni per lo più uniche e ben riconoscibili.

E dunque questo è Lo Chiamavano Jeeg Robot. E’ un film perfetto? Sicuramente no. Ma d’altra parte, quale film lo è? Quello che è certo è che si tratta di una piccola perla del cinema italiano -un film di genere, nondimeno- in un panorama da troppo tempo stagnante e carente di innovazioni. Una pellicola che dimostra come l’Italia sia in grado di ergersi a testa alta anche in generi cinematografici (in questo caso quello supereroistico) storicamente alieni alla nostra cultura. Ora c’è solo da sperare che, considerato l’ottimo successo di critica e pubblico, Jeeg Robot diventi l’apripista per una nuova era di sperimentazione e modernizzazione.

Annunci

One Reply to “[FILM] Lo Chiamavano Jeeg Robot”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...