[VIDEOGIOCHI] Remember Me

Remember_Me_(Capcom_game_-_cover_art)Dopo più di due anni dall’entrata in commercio di PS4 e Xbox One possiamo dire che la tanto agognata next-gen è ormai entrata nel vivo. I publisher e gli sviluppatori hanno iniziato a sparare le loro cartucce migliori, i giocatori si avventano famelici su ogni nuovo gioco in uscita, spinti da una fame insaziabile di innovazioni e sfide sempre nuove, e l’industria tutta del gaming avanza di gran carriera verso un futuro radioso. Tutto molto bello, tutti molto bravi. Tuttavia in questa sede del futuro ci importa relativamente. Infatti quello che mi propongo di fare con il presente articolo è analizzare un titolo davvero meritevole della passata generazione, passato un po’ in sordina, che ora come ora è possibile reperire per poche decine di euro. Quindi, che siate dei ritardatari che ancora non si sono fatti irretire dal fascino suadente delle nuove console o che semplicemente vogliate approfittare del calo di popolarità delle loro parenti più anziane per rimpolpare la vostra ludoteca con un esborso di denaro contenuto, questo articolo è dedicato a voi.

Il gioco in questione è Remember Me, opera prima di Dontnod Entertainment, sviluppatore francese salito agli onori delle cronache più recentemente con il delizioso Life is Strange, pubblicato da Capcom e disponibile per Xbox 360, PS3 e PC.

Siamo nel 2084. L’Europa si sta faticosamente riprendendo da una serie di disastri climatici che l’hanno colpita nel corso del XXI secolo e dalla tremenda guerra civile che ne è seguita. A trainare il Vecchio Continente fuori da quest’epoca buia è Memorize, azienda leader nel settore della ricerca sulla memoria che, grazie alla tecnologia Sensen di archiviazione e condivisione dei ricordi, è stata fautrice di una vera e propria rivoluzione sociale e culturale. Il Sensen è onnipresente in ogni aspetto della vita delle persone e quasi l’intera popolazione ne è ormai dipendente.
La vicenda di Remember Me inizia con la nostra protagonista, la cacciatrice di ricordi Nilin, rinchiusa in una prigione di Neo Parigi e priva di memoria. E’ solo grazie all’intervento di Edge, capo del movimento Errorista di cui la ragazza faceva parte, che riesce a evadere. Gli Erroristi si oppongono alla diffusione della tecnologia Sensen, reputandola pericolosa e moralmente ambigua, e ora che è di nuovo libera Nilin, con la guida di Edge, può riprendere la sua crociata contro Memorize, per spezzarne il monopolio e tentare di recuperare i propri ricordi perduti.

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Da qui prende il via un plot narrativo di pregevole fattura, ricco di colpi di scena e che tocca tematiche calde, come la dipendenza dalla tecnologia e il dilemma sull’opportunità di ricorrere a mezzi immorali per perseguire un fine nobile. A spiccare è però proprio la figura di Nilin, che può vantare una caratterizzazione estremamente complessa e sfaccettata. Oltre al carattere forte e determinato che emerge in superfice, nel corso dell’avventura ci viene fornita un’introspezione psicologica del personaggio di tutto rispetto, che ne mette in risalto anche le paure e le incertezze. Questo la rende un personaggio verso cui si instaura subito una forte empatia e una delle migliori protagoniste femminili che siano apparse nel panorama videoludico recente.

Altro fiore all’occhiello della produzione è sicuramente l’ambientazione. La città di Neo Parigi, infatti, risulta incredibilmente suggestiva, grazie a un’art direction a tinte cyberpunk molto ispirata, che mette in risalto la netta dicotomia tra le lussuose zone residenziali riservate alla borghesia e i disagiati quartieri periferici in cui sguazzano i reietti della società.

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Venendo al gameplay, Remember Me si presenta come il più classico degli action/adventure in terza persona, che alterna fasi di combattimento a elementari sezioni platform in stile Uncharted e semplici enigmi ambientali, il tutto all’interno di livelli oltremodo lineari.
I combattimenti sono strutturati attorno all’ormai celebre free flow system, portato in auge dalla serie Batman: Arkham, con però una maggiore enfasi riposta sull’esecuzione delle combo. Nello specifico, queste sono caratterizzate da una cadenza dei colpi molto ritmata e finestre per l’input dei comandi ben marcate. Ciò, unitamente a un feedback visivo degli attacchi portati a segno nella parte bassa dello schermo e a icone a comparsa sopra la testa dei nemici che indicano il momento propizio per schivare un attacco in arrivo, fa assomigliare gli scontri quasi più a un rhythm game che a un picchiaduro.

Rimanendo in tema, una delle meccaniche più peculiari del titolo è il cosiddetto Laboratorio Combo, in cui i giocatori hanno la possibilità di crearsi le proprie combo personalizzate. Praticamente a una sequenza predefinita di tasti è possibile assegnare quattro tipologie diverse di attacchi (o Pressen), formando le più disparate combinazioni. Ci sono Pressen Potenza (che infliggono un discreto quantitativo di danni), Pressen Rigenerazione (che rigenerano una piccola porzione di energia vitale), Pressen Raffreddamento (che riducono il tempo di ricarica delle abilità speciali) e Pressen Catena (che amplificano l’effetto del Pressen precedente). Ogni nemico sconfitto fa guadagnare punti esperienza e a ogni nuovo livello raggiunto è possibile sbloccare un nuovo Pressen da impiegare nella creazione delle combo.

Le abilità speciali a cui ho accennato sono dette S-Pressen e spaziano da un attacco ad area che stordisce tutti gli avversari circostanti, all’attivazione di una temporanea modalità berserk, a un raggio che tramuta le unità robotiche in alleati e così via. Possono essere attivate consumando un’apposita barra che si carica subendo o portando a segno colpi e necessitano di un tempo di cooldown per essere impiegate nuovamente.

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Un’altra meccanica molto particolare offerta dal gioco è il remixaggio dei ricordi. La nostra Nilin è la più abile cacciatrice di ricordi sulla piazza e questo ci dà la possibilità, in alcuni momenti predefiniti della trama, di hackerare la memoria di alcuni soggetti, al fine di alterarne specifici ricordi. In queste fasi dovremo guardare il ricordo in questione e capire la giusta combinazione di elementi da alterare per raggiungere il risultato voluto. Per esempio, vogliamo modificare il ricordo di un litigio tra un uomo e sua moglie per fargli credere di averla uccisa? Basterà spostare il tavolino per farlo inciampare vicino alla pistola, togliere la sicura alla stessa e -BAM!- il gioco è fatto.
Ora, sulla carta il remixaggio dei ricordi può sembrare una cosa molto particolare e innovativa. In realtà devo riconoscere che dopo una o due volte comincia a mostrare i suoi limiti. Infatti ci si rende ben presto conto che queste sezioni sono nulla più che cut scene interattive, estremamente guidate e lineari, e alla lunga c’è il rischio che risultino più una noia che altro.

Sul lato tecnico Remember Me si difende bene, grazie alla già citata ottima art direction che garantisce un colpo d’occhio degli ambienti davvero notevole. D’altra parte però bisogna dire che la grafica in sé è un pelo meno esaltante, laddove, a parte i modelli poligonali dei personaggi principali molto curati, si denotano texture di qualità non eccelsa e sporadiche compenetrazioni. Da segnalare anche i caricamenti mediamente piuttosto lunghi.
Nulla da eccepire invece per quanto riguarda il comparto audio, graziato da splendide musiche e da un doppiaggio italiano decisamente sopra la media, seppur un po’ discontinuo (proprio la voce della protagonista, per esempio, risulta essere una delle meno incisive).

Parlando di longevità, è possibile raggiungere i titoli di coda in poco più di dieci ore. Tempo che aumenta leggermente se deciderete di dedicarvi alla raccolta dei numerosi collezionabili sparsi per le mappe (si va da potenziamenti per la salute a file che approfondiscono il background narrativo).
Tenete anche presente che il gioco ha una difficoltà parecchio bassa. A livello Normale è praticamente una scampagnata nel bosco, quindi magari può essere una buona idea, per i giocatori più navigati, iniziare direttamente a Difficile.

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E quindi, in definitiva, se ancora non avete avuto modo di provare Remember Me il mio consiglio è di recuperarlo non appena ne avrete l’occasione. Non è un capolavoro, su questo non ci sono dubbi. Il combat system molto ritmato potrebbe risultare legnoso per alcuni, il comparto tecnico è altalenante e non tutte le meccaniche risultano innovative come avrebbero voluto gli sviluppatori. Tuttavia la sua particolarissima impronta stilistica e la sua voglia di sperimentare ne fanno a mio parere un piccolo gioiellino della scorsa generazione.

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