[FILM] Ghostbusters (2016)

ghostbusters_ver6_xlgViviamo in un periodo in cui Hollywood sta attraversando una profonda crisi di idee. Di film interessanti completamente originali ne escono sempre meno e già da qualche anno i produttori hanno scoperto una parolina magica in grado di far accorrere nei cinema frotte di persone paganti come uno sciame di mosche su un barattolo di miele aperto: nostalgia. Così l’industria cinematografica americana ha iniziato a rigurgitare una quantità soverchiante di remakereboot di franchise storici e adorati da dozilioni di appassionati. Sia chiaro, se ci troviamo in questa situazione di sostanziale stagnamento la colpa non è interamente di Hollywood. Dopotutto loro non fanno altro che adeguarsi alle richieste del pubblico e se il pubblico continua a far piovere soldi su questo tipo di produzioni, schifando al contempo quei rari film in grado di dire effettivamente qualcosa di nuovo… bè, shame on us!

L’esempio più recente di questa tendenza è Ghostbusters, film del 2016 diretto da Paul Feig, uscito recentemente anche nelle sale italiane. Sarà riuscito a rendere giustizia al quartetto di Acchiappafantasmi che negli anni ’80 ha fatto sognare grandi e piccini?

L’incipit della storia ricalca fedelmente il film originale, solo con il sesso dei personaggi invertito. Per farla breve, ci sono tre scienziate bianche denigrate da tutti per il fatto che credono nel soprannaturale. Poi però iniziano effettivamente a manifestarsi fantasmi in giro per la città e loro decidono di utilizzare le loro conoscenze scientifiche per diventare Acchiappafantasmi, insieme a un’altra tizia nera che però non è una scienziata.

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Ok, la prima cosa da dire è che questo è un film idiota. Ma tipo, parecchio idiota. Una slapstick comedy della peggior specie. Su dieci battute forse tre sono un minimo intelligenti. Il resto è un calderone di battutine forzate su scoregge e allusioni sessuali che fanno avvicinare pericolosamente questo film a un cinepanettone di Boldi e De Sica. Si, lo so che può sembrare un paragone azzardato ma la comicità presente in Ghostbusters mi ha invero indisposto a tal punto da spingermi a paragonarla allo squallore delle italiche commedie natalizie.
E’ questo, secondo me, il maggior difetto della pellicola. Anzi, in alcuni momenti non ho potuto fare a meno di percepire una piccola fiammella di indignazione nel vedere ridicolizzata in questo modo quella che nel 1984 era una delle commedie più brillanti che si fossero viste.
Tuttavia bisogna rendergliene atto: quelle sporadiche volte in cui il film riesce a imbroccare una battuta intelligente risulta piuttosto divertente e riesce a strappare qualche genuino sorriso. Nulla in grado di redimere l’andazzo generale ma se non altro è già qualcosa.

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Se però si riesce a passare sopra all’infantilità di cui la pellicola è impregnata, allora ci si rende conto che tutto il resto non è affatto male.
La trama è estremamente basilare ma risulta comunque funzionale e scandita da un ritmo serrato che non fa pesare minimamente le due ore di durata e quando poi si lasciano da parte le battutine sceme e si arriva all’effettivo lavoro sul campo di acchiappare i fantasmi, le cose si fanno decisamente più interessanti.
Prima di tutto gli effetti visivi, tanto quelli dei fantasmi, quanto quelli “ambientali”, risultano di pregevole fattura e vanno a integrarsi alla perfezione con scenografie molto suggestive. Ottima anche la fotografia, caratterizzata da colori accesi e molto saturi, quasi al neon, che io ho trovato azzeccatissima per il tono del film e molto piacevole alla vista.
In queste scene l’azione è ovviamente molto più ipercinetica che nei due film originali ma questo, in un blockbuster del 2016, era scontato. Sono comunque ottimamente girate, adrenaliniche al punto giusto e le attrici se la sono cavata più che bene in questi frangenti. Ho inoltre apprezzato parecchio l’aggiunta di svariati altri gingilli per la caccia ai fantasmi, oltre ai classici fucili protonici e trappole, perchè riescono a dare molta più varietà agli scontri con le creature ectoplasmatiche e dimostrano anche una certa inventiva.

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Vorrei fare una menzione speciale per la sequenza iniziale che apre il film. Questa scena l’ho trovata davvero eccellente perchè riesce a catturare in pieno l’essenza di quello che dovrebbe essere il prologo di un film di Ghostbusters. Riesce a introdurre l’elemento paranormale attraverso un crescendo ben costruito della suspense e creando un’atmosfera quasi da film horror, senza però mai mostrare direttamente la presenza spettrale. E quando poi, sull’urlo del malcapitato, parte il tema musicale storico di Ghostbusters e la scena cambia improvvisamente per mostrare il titolo del film, non ho potuto fare a meno di provare un brivido di nostalgico piacere.
Vi dirò, dopo un inizio tanto promettente mi ero illuso per un attimo che ciò che mi apprestavo a vedere sarebbe stato una figata della madonna. Purtroppo la magia è svanita solo qualche scena dopo, quando i personaggi si sono messi a disquisire per un tempo insopportabilmente lungo sulle funzioni corporali che l’esperienza appena vissuta ha innescato nello sventurato testimone del fenomeno. Oh pazienza, è stato bello finchè è durato.

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C’è poi da dire che anche il cast l’ho trovato molto convincente. Trovo che tutte e quattro le attrici protagoniste -Melissa McCarthy, Kristen Wiig, Kate McKinnon e Leslie Jones- riescano a calarsi perfettamente nella parte e a caratterizzare più che degnamente i rispettivi personaggi. Soprattutto la McKinnon, che interpreta Jillian Holtzmann, ingegnere nucleare che costruisce tutti i vari marchingegni per catturare i fantasmi, mi è piaciuta particolarmente per quest’aria da ribelle e un’interpretazione a tratti sopra le righe.
Abbiamo poi Chris Hemsworth (il Thor marvelliano) nel ruolo di Kevin, il segretario del quartetto. So che molti lo hanno criticato perchè lo hanno reso fin troppo stupido. Senza dubbio lo è. Anzi, è proprio un deficiente fatto e finito. Personalmente però non l’ho vista come una cosa negativa. Voglio dire, il film stesso è la stupidità incarnata e il personaggio di Kevin, molto semplicemente, è perfettamente in linea con il mood generale della pellicola e con ciò che vuole trasmettere: un ribaltamento estremizzato degli stereotipi, dove le donne sono le assolute protagoniste e poi in un angolo c’è il maschio belloccio e scemo ipersessualizzato.
Infine anche il cattivo, Rowan, mi è piaciuto. L’attore Neil Casey è stato secondo me piuttosto bravo nel rendere l’idea dello scienziato stramboide e complessato, che cova rancore verso il genere umano, senza tuttavia farlo risultare eccessivamente macchiettistico. E anche le sue motivazioni e il piano che mette in atto, per quanto non siano assolutamente qualcosa di originale, li ho trovati comunque abbastanza efficaci nel delineare il personaggio e nel renderlo un villain convincente per il tipo di storia che hanno voluto raccontare.

Bisogna dire anche che il film è letteralmente stracolmo di rimandi ai due che lo hanno preceduto. Alcuni potrebbero dire che sono addirittura troppi. Infatti, che si tratti di omaggi visivi, di linee di dialogo o di cammei di attori, non passano dieci minuti senza che venga citato in qualche modo l’illustre passato del franchise. Ora, personalmente non mi hanno dato fastidio e anzi, generalmente li ho trovati piuttosto simpatici. Tuttavia devo ammettere che alcuni sembrano davvero fin troppo forzati o estemporanei.

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E quindi queste erano le mie opinioni su questo reboot di Ghostbusters (già perchè, ricordiamolo per chi fosse ancora nel dubbio, non si tratta di un seguito ma di un vero e proprio reboot). Sicuramente non si può dire che sia un film strepitoso, nè che riesca a replicare la genialità dell’originale. D’altro canto, ritengo altresì che non sia nemmeno così terribile come vuole far credere il rumoroso popolo del web. E’ un film che verrà indubbiamente odiato da parecchie persone ma io credo che, se si è disposti a chiudere un orecchio sulle numerose battutine becere, può risultare decisamente godibile.

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2 Replies to “[FILM] Ghostbusters (2016)”

  1. Non andrò a vederlo.
    Il Ghostbusters degli anni 80 non può essere impunemente riproposto senza creare emozioni nostalgiche.
    Con questo pregiudizio partirei già con un senso di nausea allo spegnimento delle luci in sala.
    …e non sarebbe corretto per una visione imparziale.
    Comunque complimenti per la tua ennesima perfetta recensione.
    Alla prossima

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