[FILM] Jason Bourne

locandinaJason Bourne, la spia più smemorata del grande schermo, ritorna al cinema con il quinto capitolo delle sue avventure, diretto da Paul Greengrass, nel tentativo di redimersi dal passo falso compiuto con il film precedente. Infatti, da fan di vecchia data della serie, devo dire che The Bourne Legacy mi aveva parecchio deluso e quindi riponevo tutte le mie speranze in questa nuova iterazione del franchise, auspicando un ritorno agli standard di eccellenza dei primi tre episodi. Sfortunatamente non posso dire che l’obiettivo sia stato centrato.

La trama non è molto difficile da riassumere. Bourne è in fuga dalla CIA, la CIA gli corre dietro. E basta, questa in sostanza è la trama del film. Vediamo un po’, dove l’abbiamo già sentita? Oh già, è la stessa storia di praticamente ogni film di Bourne mai fatto. Solo che in passato veniva arricchita da vicende parallele complesse, interessanti e ottimamente congegnate; adesso invece no. D’accordo, c’è anche la questione del progetto segreto portato avanti dall’Agenzia che il nostro Jason si trova a dover fermare ma è una plotline talmente banale che si finisce quasi per scordarsela.
Già, è proprio questo il problema con la narrativa di questo film: è di una banalità spiazzante e, credetemi, nulla mi ferisce di più che accostare la parola “banalità” a Bourne. Non solo gli avvenimenti che ci scorrono davanti sono tutt’altro che originali ma, per tutti i centoventi minuti della sua durata, la pellicola segue sempre lo stesso, ripetitivo schema riproposto all’infinito: scena di pedinamento/inseguimento con occasionali scazzottate -> interludio ammoscia-zebedei -> scena di pedinamento/inseguimento con occasionali scazzottate quasi identica alla precedente -> interludio ammoscia-zebedei -> scena di pedinamento inseguimento con occasionali scazzottate quasi identica alla precedente… e così via.
Questo, nonostante le numerose scene d’azione di cui è infarcito, lo rende paradossalmente uno dei film più noiosi che abbia visto quest’anno. Ve lo giuro, verso metà film ho iniziato a sentire il sonno che gravava sulle mie palpebre.
L”unica nota positiva della sceneggiatura è che approfondisce il passato del nostro eroe, rivelando dei retroscena piuttosto interessanti sul suo reclutamento nel programma Treadstone.

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Un’altra debolezza del film è la regia. Se normalmente è abbastanza anonima, senza particolari meriti nè demeriti, quando si arriva alle scene d’azione se ne va completamente in vacca. In questi frangenti risulta a dir poco confusionaria, tanto da rendere complicato capire quello che sta succedendo. Se a questo aggiungiamo una spolverata di montaggio ipercinetico (a un certo punto avrò contato qualcosa come una ventina di stacchi nell’arco di dieci secondi) e una generosa dose di shaky cam per insaporire il tutto, ecco pronto per noi un bel mal di testa con contorno di nausea. A onor del vero, comunque, devo ammettere che le scene d’azione, in particolare gli inseguimenti, riescono ad essere piuttosto adrenaliniche e a mettere in scena una certa rocambolesca distruttività. E’ chiaro però che siano penalizzate da una regia non all’altezza.

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Parlando del cast, ritorna Matt Damon sotto i riflettori nel ruolo del protagonista, dopo che la scena gli era stata rubata da Jeremy Renner nello scorso film. Insomma, lui ormai lo conosciamo; non è che sia il più espressivo degli attori però ormai lo identifichiamo tutti quanti con il personaggio di Bourne e quindi fa piacere rivederlo in azione. Azzeccatissimi poi Tommy Lee Jones nei panni del direttore della CIA Dewey e Alicia Vikander in quelli del capo della Cyber Ops Division della CIA Heather Lee, che risultano molto convincenti. Vale la pena citare anche Julia Stiles, che riprende il suo ruolo di Nicky Parsons, bravina ma compare molto poco nel film, e Vincent Cassel, che interpreta il sicario della CIA incaricato di uccidere il protagonista, invero piuttosto dimenticabile.

Mi sento di elogiare anche le musiche che, oltre a riproporre il riuscitissimo tema principale della saga, presentano una serie di tracce azzeccatissime che riescono a sottolineare degnamente i vari momenti del film, da quelli più calmi, alle scene di tensione, fino ai frangenti in cui a farla da padrone è l’adrenalina pura.

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In definitiva ritengo che questo Jason Bourne (che tra l’altro, per qualche motivo a me ignoto, decide di abbandonare di netto la struttura “The Bourne Something” per il titolo) sia un’occasione sprecata. Poteva essere il film ideale per riportare il personaggio nato dalla penna di Robert Ludlum ai fasti cinematografici del passato, invece si è rivelato essere nulla più che una minestra riscaldata; un more of the same privo però di quell’appeal che aveva reso le prime avventure su celluloide di Bourne dei veri e propri gioiellini del genere spionistico.

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One Reply to “[FILM] Jason Bourne”

  1. Commento imparziale.
    Immagino la difficoltà di una critica negativa ad una serie a te molto cara…
    Sarà per la prossima puntata…se avranno il coraggio di ripresenrarsi dopo una tale autorevole bocciatura.

    Mi piace

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