[FUMETTI] Orfani: Nuovo Mondo n. 12 – Il Terrore

01-19Dovete sapere che Orfani, fumetto della Sergio Bonelli Editore ideato da Roberto Recchioni, è una serie che mi piace tantissimo e una di quelle che seguo più volentieri. D’accordo, non si può dire che sia l’apoteosi dell’originalità (ma d’altra parte, dall’Iliade in poi cosa lo è?) e convengo che talvolta presenti dei passaggi narrativi un po’ tirati per i capelli. Tuttavia l’abilità di Recchioni nel delineare personaggi estremamente convincenti e nell’imbastire una sceneggiatura che riesce ad essere sempre intrigante e dal ritmo perfetto la rendono a mio parere un prodotto davvero meritevole, la cui uscita mensile di ogni nuovo numero attendo sempre con piacere.
Nonostante il mio apprezzamento per la serie, finora non ho mai avuto occasione, per un motivo o per l’altro, di parlarne sul mio blog e a dire il vero non avevo previsto di parlarne nemmeno ora. Però dopo aver letto il dodicesimo numero di Nuovo Mondo, che conclude questa terza stagione, ed esserne rimasto al tempo stesso sconvolto e ammaliato, ho deciso che non potevo tacere oltre.

Infatti questo numero l’ho trovato davvero sublime. Non voglio espormi a dire che sia il migliore di tutta la serie, però sicuramente rappresenta una dei punti più alti mai toccati fino ad ora.

orfani-12-il-terrore-2Tutta la parte iniziale, fino circa a due terzi dell’albo, è incentrata su Rosa e compagni intenti a cercare un modo per lasciare il Pozzo, la prigione situata sulla luna di Nuovo Mondo, fino a tentare addirittura la via diplomatica con il presidente Juric.
Sebbene sia alquanto povera di scene d’azione, questa parte funziona alla grande perchè riesce a sintetizzare alla perfezione la dualità dei punti di vista contrapposti di Rosa e della Juric e a costruire in modo quasi palpabile la tensione che si viene a creare tra i due schieramenti. Ciò viene sottolineato anche dalla colorazione, che si avvale delle calde tinte del rosso per le scene di Rosa e ammanta invece con le sfumature del blu quelle della Juric. Ci viene anche mostrata un’ulteriore evoluzione (in negativo) della psicologia della nostra protagonista e la sua progressiva discesa in un baratro di immoralità sempre più profondo, in quello che è un palese parallelismo con il terrorismo islamico che oggigiorno ci è tristemente noto (se non fosse già abbastanza chiaro dalla copertina e dal titolo dell’albo).

Interessante anche l’introduzione di un nuovo personaggio, un clone a cui sono deputate le uniche sequenze action di questo numero. E’ vero che viene sviluppato pochissimo, però sono sicuro che lo rivedremo in futuro e ci sarà tempo per esplorarlo come si deve. Devo dire comunque che, come prima apparizione, mi ha convinto. Mi è piaciuto il rapporto tra lui e il suo compagno robotico RR13 e anche il fugace momento in cui si confronta con Sam. Relazione quest’ultima che, se verrà ripresa e approfondita in futuro, potrebbe secondo me riservare delle sorprese. E’ proprio lui, tra l’altro, che innesca gli eventi che portano al finale.

1470233114079Già, il finale. Oh, qui viene il bello. Mi trattengo dal fare qualunque spoiler; vi basti sapere che il finale di Nuovo Mondo è qualcosa di veramente pazzesco. In sole poche pagine veniamo investiti da una serie di colpi di scena (due, essenzialmente), talmente repentini e inaspettati da lasciare spiazzati. Gli equilibri della storia vengono praticamente ribaltati con uno schiocco di dita e il lettore viene lasciato nella più totale incertezza per quello che potrebbe accadere d’ora in poi.
Certo, non è il finale che tutti ci aspettavamo. Non c’è un’epica scena di battaglia su larga scala o una resa dei conti drammatica tra le due arcinemiche, Rosa e la Juric. Ed è anche per questo motivo che risulta tanto spiazzante. Ciò viene sottolineato anche da RR13, in un dialogo dal sapore metanarrativo, che suona un po’ come uno sberleffo dell’autore verso i lettori. In quel momento mi è parso quasi di udire la risata diabolica di Recchioni, seduto nell’oscurità del suo studio, su una poltrona di pelle, con i polpastrelli delle dita congiunti e una punta di sadismo nello sguardo, che osserva compiaciuto il turbamento emotivo che il suo fumetto ha causato negli ingenui lettori, mentre un corvo gracchia sul suo trespolo in un angolo della stanza.

Encomiabili, infine, anche i disegni dei talentuosi Davide Gianfelice e Matteo Cremona, qui portati all’estasi visiva dall’ottima colorazione di Alessia Pastorello, a cui ho accennato prima.

E quindi, che altro aggiungere? Niente, a parte ribadire che la terza stagione di Orfani si è chiusa col botto. Un finale eccezionale; sconcertante ma al tempo stesso pienamente soddisfacente. Se già prima questa serie aveva il mio apprezzamento, adesso ha il mio amore incondizionato. Peccato solo che per sapere come si evolverà la vicenda dovremo aspettare un po’, dato che, se non ho capito male, le prossime due stagioni saranno delle miniserie spin-off.

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