[SERIE TV] Supergirl/The Flash/Arrow/Legends of Tomorrow – Invasion

invasionDopo mesi di anticipazioni, di promesse e di hype sempre crescente per quello che si profilava come uno degli eventi televisivi più eclatanti a memoria di nerd, la settimana scorsa è andato in onda Invasion, il tanto atteso mega-crossover tra tutte (bè, più o meno) le serie supereroistiche targate DC del network CW. Un evento in quattro parti (bè, più o meno) che ha visto i protagonisti di quattro diversi show unire le forze per contrastare l’invasione aliena dei Dominatori, in un tripudio di supereroi, superpoteri, battute e azione caciarona.

Ecco, iniziamo subito con una piccola nota di biasimo: la pubblicità ingannevole. Infatti questo era stato pubblicizzato, come ho detto, come un crossover in quattro parti, una per ciascuna serie coinvolta, da lunedì a giovedì. In realtà l’episodio di Supergirl non aveva quasi nulla a che fare con il crossover, tolti gli ultimi trenta secondi, essendo di fatto una normale puntata della serie che portava avanti le proprie storyline. E’ vero che i produttori avevano già dichiarato in alcune interviste che sarebbe stato così ma questo lo so io che mi tengo informato. Prendiamo invece uno spettatore americano medio, che non va certo a leggersi le interviste e le cui uniche fonti di informazioni a riguardo sono gli spot pubblicitari che recitano di continuo “4 NIGHT CROSSOVER”. Immagino che, trovandosi, la prima sera, di fronte ad un episodio che non centra nulla, gli possano essere girate un po’ le balle.
Personalmente considero questo crossover composto da sole tre parti (The Flash, Arrow e LoT), pertanto nel presente articolo analizzerò solo quelle.

AVVERTENZA: farò spoiler come se non ci fosse un domani, per cui procedete a vostro rischio e pericolo.

flash-posterThe Flash – 3×08
Si comincia, come prevedibile, in modo abbastanza soft, con Wally che sperimenta i suoi nuovi poteri da velocista agli STAR Labs. Pare che la sua velocità sia addirittura superiore a quella di Barry quando aveva iniziato la sua attività come Velocista Scarlatto e anche lui vorrebbe dare il suo contributo nella lotta al crimine. Naturalmente però tutti gli altri membri del team gli tarpano le ali perchè “Eh ma non sei promto”, “Eh ma è pericoloso”, “Eh ma dobbiamo fare altri test”. Ma dargli un po’ di fiducia, no? Comprendo tutte le preoccupazioni, anche in virtù del fatto che sia stato Alchemy a dargli i poteri, però francamente mi sembra una reazione un po’ esagerata.
A ben vedere, però, questo è un problema che, in misura più o meno significativa, tende a interessare tutte le serie DC/CW (e che, come vedremo, si ripresenterà varie volte proprio durante il crossover): creare dal nulla dei motivi di conflitto tra i personaggi, giusto per aggiungere un po’ di drama e per dare una parvenza di character development, che tuttavia risultano abbastanza posticci e spesso del tutto superflui.

Comunque a un certo punto la navetta dei Dominatori si schianta a Central City, gli alieni escono e Barry inizia il reclutamento dei vari eroi per affrontarli.
Ho trovato molto figa la scena in cui va a prendere Oliver e Diggle, proprio nel bel mezzo di uno scontro con Vigilante (ricollegandosi quindi alla plotline di Arrow) e la successiva scena in cui spiega loro la situazione, molto divertente (le reazioni di Diggle ai fenomeni fuori dall’ordinario sono sempre le migliori). Pollice in su anche per la decisione di Thea di tornare in azione, anche se solo per quest’occasione.

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Meno esaltante la scena in cui Barry e Cisco raggiungono l’universo di Supergirl (che tra l’altro abbiamo scoperto trovarsi su Terra-38), per la semplice ragione che si tratta della stessa identica scena riciclata che costituiva gli ultimi trenta secondi dell’episodio di Supergirl di cui ho parlato prima. Questo, tra l’altro, rende ancora più inutile il suddetto episodio, dato che a questo punto non è necessario guardarlo nemmeno per sapere come la ragazza venga reclutata.
Ah, una piccola parentesi nerd. Nella mappatura ufficiale del multiverso DC operata da Grant Morrison, Terra-38 è il mondo in cui vivono il Superman e il Batman originali degli anni ’30 e che hanno passato la loro eredità alle nuove generazioni di eroi. Questo credo sancisca una volta per tutte che il multiverso presentatoci nelle serie CW vada considerato come una cosa totalmente a sè stante e non rientri in alcun modo nella catalogazione tradizionale.

Una volta unitesi al gruppo anche le Leggende, si comincia ad entrare nel vivo e veniamo subito introdotti nientepopòdimenoche alla Hall of Justice. BAM! Appena l’ho vista ho cacciato un urletto tipo  tredicenne a un concerto di Justin Bieber; vedere una versione live action dello storico quartier generale della JLA credo sia uno dei sogni reconditi di ogni appassionato di fumetti degno di questo nome. Ed è davvero una figata!
Capiamo che si tratta di un magazzino in disuso degli STAR Labs, che i nostri eroi utilizzano come base temporanea, e non vedo l’ora di vedere come lo utilizzeranno in futuro.

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Molto divertente la scena in cui si riuniscono tutti per la prima volta per scegliere un leader e mi è piaciuta anche la scena successiva in cui cominciano ad allenarsi contro Supergirl, con tutti quanti che la colpiscono con tutto ciò che hanno ma sembra che le facciano solo il solletico e lei li sbaraglia uno dopo l’altro con un sorrisetto stampato in faccia.

A essermi piaciuta meno è la faccenda del risentimento di Cisco nei confronti di Barry. Di nuovo, si tratta di un conflitto tra personaggi abbastanza artificioso. Per carità, è già più comprensibile, dal momento che le alterazioni di Barry alla linea temporale hanno indirettamente provocato la morte del fratello di Cisco, ma comunque trovo che l’abbiano gestita in maniera un po’ forzata e come conseguenza Cisco, in questo frangente, è scivolato pericolosamente verso il diventare un personaggio lagnoso, tipo Felicity nei momenti peggiori. Fortuna però che la cosa avrà breve durata

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Altre cose da segnalare: tutti quanti apprendono del messaggio del futuro Barry riguardo una guerra imminente, cosa che mi rende ancora più curioso su come si evolverà questa storyline, oltre che di Flashpoint (altro motivo di conflitto gestito un po’ a caso che si risolve nel giro di due minuti).
Scopriamo che la ragazza sulla quale Stein sta avendo dei ricordi/visioni è sua figlia, un’anomalia temporale scaturita dall’interazione col sè stesso del passato (cosa questa su cui torneremo nella terza parte).
Mick è sempre il più figo di tutti e mi fa sempre morire dal ridere; lo dimostra ancora una volta quando parla con Supergirl (“What will you shout when you’ll need my help?” “Skirt”).
Davvero ottimo il discorso di incoraggiamento che fa Oliver a Barry mentre sono nel time vault. L’ho trovato davvero ben scritto e anche recitato.

Infine c’è il climax dell’episodio, quando Flash e Green Arrow devono affrontare tutti i loro compagni sotto il controllo mentale dei Dominatori. E’ la sequenza principale della puntata, che occupa tutta l’ultima parte, nonchè la più spettacolare, adrenalinica e ricca di azione. Poi è stato esaltante il momento in cui Wally decide di mettere finalmente alla prova i suoi poteri e arriva al salvataggio (anche se viene steso malamente un secondo dopo ma vabbè, deve ancora imparare). Nel complesso quindi una scena davvero figa.

E così, dopo essere riusciti a spezzare il controllo mentale, alcuni degli eroi vengono rapiti dagli alieni e con questo cliffhanger si conclude la prima parte del crossover.

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Nel complesso un ottimo episodio introduttivo, che stabilisce il tono frizzante e scanzonato che caratterizzerà l’intero maxi-evento, attraverso un riuscito bilanciamento tra uno humor efficace e scene d’azione adrenaliniche, e che riesce a creare fin da subito un’alchimia perfetta tra tutti i numerosi personaggi coinvolti.

arrow-posterArrow – 5×08
L’episodio di Arrow in questione è coinciso anche con il 100° episodio della serie, per cui si è trattato più che altro di una puntata celebrativa, lasciando un po’ in secondo piano la trama generale legata all’invasione dei Dominatori. Ciò lo si è fatto principalmente riesumando praticamente tutti i personaggi che siano mai apparsi nella serie, anche quelli ormai morti e sepolti. L’espediente narrativo utilizzato non è quello di una resurrezione di massa, bensì una specie di idilliaco mondo onirico condiviso a cui i cinque personaggi rapiti alla fine dello scorso episodio sono stati collegati dai Dominatori, allo scopo di tenerne occupate le menti, mentre ne estraevano informazioni utili per la loro invasione.

Un mondo fittizio, che non può non ricordare un po’ Matrix (o, ancora meglio, Saint’s Row IV), in cui tutti vivono una vita perfetta insieme a coloro che hanno amato: Robert e Moira Queen sono vivi, Laurel anche e si sta per sposare con Oliver, Diggle è Green Arrow.
All’appello manca solo Tommy perchè l’attore era impegnato con le riprese di un’altra serie, Chicago Fire. Questa cosa viene anche accennata in maniera ironica quando nel dialogo tra Thea e Malcolm viene detto che Tommy non è potuto venire perchè impegnato col suo lavoro di medico a Chicago.

In questo mondo fittizio il ruolo di Green Arrow è ricoperto da Diggle, come ho detto, ed è stato davvero figo vederlo in azione in queste vesti, quando ferma il rapinatore che stava minacciando Oliver e suo padre e anche nella scena successiva del suo incontro faccia a faccia con Oliver, che era andato a cercarlo spinto dai ricordi della vita reale che stanno riaffiorando.

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Appunto, i ricordi veri cominciano a riaffiorare e pian piano tutti capiscono di essere intrappolati in un mondo virtuale e cominciano a cercare un modo per uscirne.
E’ a questo punto che fa la sua ricomparsa Deathstroke, come meccanismo di difesa di questo simil-Matrix per impedire ai nostri di andarsene. Rivedere quello che probabilmente è stato il miglior villain di tutta la serie è stato fantastico e il combattimento che ne è seguito, con Oliver, Dig e Sara, altrettanto emozionante.
Dubito però che dietro la maschera bicolore del cattivone ci fosse Manu Bennett, il quale, se non sbaglio, dovrebbe essere anch’egli impegnato con qualche altra serie, altrimenti ne avrebbero sicuramente mostrato il volto. Rivedere la sua faccia sarebbe stata la ciliegina sulla torta ma vabbè, bisogna accontentarsi.

Quindi tutti sono ormai convinti a lasciare questa finzione per tornare nel mondo reale. Tranne Thea, la quale insiste di non voler perdere nuovamente i suoi genitori e di non voler rinunciare a una vita felice. E qui ritorniamo al solito, abusato espediente dei conflitti emotivi tirati fuori dal cilindro che non portano a nulla. Per carità, bisogna ammettere che il dialogo tra lei e Oliver, in cui spiega le sue ragioni, è davvero ben scritto e riesce ad essere anche toccante. L’unico problema è che tutte queste belle parole vengono totalmente cancellate con un colpo di spugna neanche trenta secondi dopo, con Thea che se ne esce di punto in bianco dicendo che ha cambiato idea e che vuole andare con loro. E basta, nessun’altra spiegazione. Allora a cos’è servito quel pippotto strappalacrime? Capisco la volontà di dare un minimo di profondità ai personaggi ma se non si è in grado di gestirla in maniera credibile meglio evitare del tutto, perchè altrimenti si rischia di scadere un po’ nel ridicolo.

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Ad ogni modo, ora che tutti e cinque (Oliver, Diggle, Thea, Sara e Ray) sono tornati in sè si danno da fare per tornare nel mondo reale e il Matrix dei poveri gli mette contro una squadra di cattivoni, formata da Merlyn, Deathstroke, Damian Darhk e qualche scagnozzo random, per cercare di fermarli. Qui parte la sequenza action principale dell’episodio, un combattimento “eroi vs cattivi” molto ben fatto ed esaltante.

Poi finalmente, dopo un ultimo addio strappalacrime a Laurel, riescono a raggiungere l’uscita e ritornano alla realtà, non prima che Oliver dia un’ultimo sguardo a quel mondo idilliaco che sta per lasciare, con tanto di visioni delle persone a lui care, tipo fantasmi, e discorsi motivazionali che riaffiorano uno dietro l’altro. Bah, onestamente questa scena mi è sembrata alquanto superflua, posticcia e pure stucchevole; avrebbero potuto tranquillamente risparmiarsela e farlo ritornare subito nel mondo reale.

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Non dimentichiamoci, comunque, che in questo episodio è presente anche una storyline ambientata nel mondo reale, che vede il Team Arrow e alcuni degli altri eroi cercare di localizzare i loro amici rapiti. Ha sicuramente delle cose positive, come (di nuovo) l’interazione tra personaggi appartenenti a serie diverse e la riuscitissima alchimia che si viene a creare (soprattutto Cisco con i nuovi compagni di squadra di Oliver). Tuttavia questa parte dell’episodio viene messa decisamente in secondo piano, rispetto alla vicenda del Matrix dei poveri, e anche a livello di trama non offre molte spunti di interesse e si dimostra anzi un po’ sottotono.
Abbiamo poi anche qui l’immancabile conflitto emotivo del tutto estemporaneo, con Wild Dog che non si fida dei metaumani perchè “Voi portate solo guai”. Salvo poi ricredersi totalmente dopo due minuti di collaborazione perchè “No dai, in fondo non siete cattivi”.

Come ultimo appunto sull’episodio, l’ultima scena, la fuga dei nostri eroi dall’astronave aliena dove erano prigionieri, l’ho trovata decisamente riuscita, soprattutto l’inseguimento con le navette nello spazio e la Waverider che arriva al salvataggio (sulla quale, tra l’altro, rivediamo Nathaniel per la prima volta dall’inizio del crossover).
Infine veniamo lasciati ancora una volta con un cliffhanger, quando Gideon informa la squadra che i Dominatori hanno ultimato una misteriosa arma e sono in rotta verso la Terra.

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Con Arrow il crossover si arricchisce di un secondo tassello decisamente solido, che offre ai fan la possibilità di rivedere molti dei personaggi più amati della serie, oltre che mostrarci uno scenario “what if…?” molto interessante, condito con momenti adrenalinici e momenti di puri feels in egual misura. Certo, forse l’avanzamento della trama generale è stato messo leggermente da parte, in favore della celebrazione del 100° episodio, ma in fondo credo sia anche giusto così.

legends-posterLegends of Tomorrow – 2×07
Ultima parte del crossover, i nodi vengono al pettine, tempo delle scazzottate finali.
Riprendendo da dove ci eravamo lasciati, il gruppo si riunisce e mette a punto una strategia d’attacco, mentre l’astronave dei Dominatori si avvicina pericolosamente al nostro pianeta. Il piano prevede che una squadra si rechi indietro nel tempo con la Waverider fino agli anni ’50 per catturare un Dominatore durante la loro precedente incursione sulla Terra, sperando così di ottenere informazioni, mentre un altro gruppetto presenzia a un incontro voluto dal presidente degli Stati Uniti.
E visto che sono passati già cinque minuti senza un conflitto emotivo random, Oliver dice a Kara di restare alla base, perchè non si fida di lei, perchè è un’aliena che va oltre tutto ciò a cui è abituato, invece ha bisogno di rimanere con i piedi per terra e bla bla bla… altre cavolate del genere  A parte che ormai l’espediente del “Tu sei diverso, quindi non mi fido” per creare conflitto ha un po’ rotto le balle. Ma poi, quanto bisogna essere ottusi? Magari da un semplice incontro col presidente non si aspettava chissà quali problemi, però -porca vacca- state combattendo contro una razza aliena potentissima, avanzatissima, pericolosissima e avete dalla vostra parte uno degli individui più potenti che esistano; non mi pare il caso di mettersi a fare gli schizzinosi. Ma niente paura, perchè ora della fine dell’episodio il nostro Green Arrow si renderà conto del proprio errore e –yeah!– tutti amici. Dov’è che avevamo già visto una cosa molto simile? Oh già, solo nell’episodio scorso con Wild Dog.

Comunque dall’altra parte abbiamo quelli che viaggiano nel tempo e qui è stato bellissimo vedere Cisco e Felicity a bordo della Waverider, che vanno fuori di testa all’idea di viaggiare nel tempo e iniziano a fare i nerd tempestando Nathaniel di domande e snocciolando citazioni di film a profusione. E’ stato un momento piuttosto divertente e per un attimo sono addirittura riusciti a farmi dimenticare il mio odio per Felicity.

A proposito di Nathaniel, abbiamo finalmente l’occasione di vederlo per la prima volta con addosso il costume da Citizen Steel. Molto fumettoso; mi piace.

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Ad ogni modo i nostri viaggiatori nel tempo vengono catturati dal tizio losco del governo e abbiamo un’altra scena fantastica per Cisco e Felicity, che arrivano al salvataggio con le armi spianate. Altro momento assai divertente. “Saved by the geeks”, come sottolinea Mick.

La missione comunque permette alla squadra di scoprire che il motivo dell’invasione è che i Dominatori sono spaventati dalla comparsa dei metaumani e che possano diventare una minaccia anche al di fuori del nostro pianeta. In particolare vogliono che Barry si consegni a loro, per via delle alterazioni alla linea temporale da lui compiute.

A questo punto arriva un passaggio che non mi è molto chiaro. Cisco perdona Barry per il casino di Flashpoint perchè si rende conto che anche lui ha cambiato la linea temporale, quando è tornato indietro nel tempo con gli altri e hanno liberato il Dominatore che era anch’egli stato catturato dal governo, il quale è tornato sessant’anni dopo a invadere la Terra.
Eh??
Prima di tutto erano stati proprio loro a metterlo KO, permettendo ai tizi del governo di prelevarlo. Mi state dicendo che i men in black sarebbero riusciti comunque a catturarlo, anche senza il loro intervento? E comunque, se l’invasione è stata causata dalla paura dei metaumani e in particolare di Barry, che differenza avrebbe fatto se quell’unico Dominatore fosse ritornato dai sui compagni o meno? E’ forse una specie di generale supremo che prende le decisioni? Ma in questo caso dubito che lo avrebbero mandato in una semplice missione di ricognizione. Magari in sessant’anni ha fatto carriera? Non lo so, forse mi sono perso qualche passaggio ma sarebbe stato auspicabile avere qualche delucidazione in più sull’intera questione, che ora come ora mi sembra un po’ raffazzonata, giusto per dare a Cisco un motivo per non avercela più con Barry.

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Comunque sia, ci avviciniamo alla fine dell’episodio (e del crossover). I Dominatori dispongono le proprie navi attorno a tutto il mondo e si preparano a sganciare una bomba ideata per eliminate tutti i metaumani, provocando la morte anche di due milioni di gente normale come effetto collaterale.
E ha inizio così lo scontro finale tra supereroi e alieni sul tetto, con Flash e Supergirl che si danno da fare per attaccare addosso a tutti i Dominatori i congegni creati da Stein e sua figlia.
Allora, questa scena è veramente fighissima. Senza dubbio la miglior scena d’azione di tutto il crossover, sia come dispendio di effetti speciali, sia per la coreografia dello scontro su larga scala, sia dal lato registico, grazie all’utilizzo accorto di slow motion e brevi piani sequenza che ne accentuano la spettacolarità.
Mi è piaciuto anche il momento in cui Firestorm trasmuta la bomba in acqua; non so voi ma a me ha riportato alla mente il finale della prima stagione di Alias, quando Sidney disattiva il congegno di Rambaldi e la palla rossa si sfalda inondando il palazzo (vabbè, niente, pensieri a caso).

Una sequenza davvero magnifica, insomma. Peccato solo che si risolva in maniera un po’ troppo repentina. Dopo che la bomba è stata resa inoffensiva e tutti i Dominatori a terra vengono colpiti dal segnale dei nano-congegni che gli provoca dolore, prendono capra e cavoli e scappano con la coda tra le gambe. L’INTERA flotta, sparpagliata per tutto il pianeta, prende e se ne va di tutta fretta.
Ora, a parte il fatto che la trovata dei congegni da impiantare a tutti facendo il giro del mondo a supervelocità è una cosa molto tirata per i capelli. Volete farmi credere che i Dominatori scesi sulla Terra fossero l’intera popolazione e che non fosse rimasto nessuno sulle navi, non colpito dal segnale, che avrebbe potuto trovare un modo per disabilitare o rimuovere i congegni, per poter poi tornare a fare il culo ai nostri eroi? Dopotutto dovrebbero disporre di una tecnologia ben più avanzata di quella terrestre. E se il motivo della loro fuga è stato la perdita della bomba, davvero, dopo minimo sessant’anni a preoccuparsi dei metaumani, non si sono premurati di portarsene dietro più di una? Capirei perfettamente una ritirata momentanea per riorganizzarsi ma mi sembra che questi alieni gettino la spugna un po’ troppo in fretta.

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Ma comunque tutto si è risolto per il meglio, la minaccia è stata sventata ed è ora del festone finale e degli addii. Non prima che tutti gli eroi ricevano un encomio ufficiale da parte del Presidente. Momento molto solenne che mi è piaciuto molto.
Per l’appunto, tutti si salutano e si apprestano a tornare per la propria strada. Cisco regala a Kara un dispositivo per aprire brecce tra gli universi, il che apre molte più possibilità di interazioni future tra Supergirl e gli altri (ciò è bene) e Mick, come al solito, non perde occasione per farsi notare: “Skirt, call me”. Simpatico riferimento a Superman Returns, quando Ray, riferendosi a Kara, dice che somiglia a sua cugina (Brandon Routh aveva interpretato proprio l’Uomo d’Acciaio in quel film).

Ah, quasi dimenticavo, un’altra cosa ad essermi piaciuta in questo episodio è stato l’approfondimento del rapporto tra Stein e la sua nuova figlia. Inizialmente la considera un’anomalia temporale ed è deciso a cancellarla dall’esistenza, poi però comincia ad affezionarvisi e a provare un sincero affetto paterno. Decide quindi di rinunciare al suo proposito e chiede a Jax di non rivelare la sua esistenza alle altre Leggende. Mi è piaciuto perchè non è il solito plot device abusato e scassa-zebedei a cui la CW ci ha abituati, tipo “Non sei pronto, non puoi fare questa cosa – Ah no ok, sei pronto, puoi farla” o “Non mi fido di te per motivi random – No scusa, avevo torto; adesso mi fido”. E’ invece una situazione che, esplorando questo particoilare rapporto padre-figlia, credo possa avere delle implicazioni interessanti.

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E così si conclude il mega crossover fra le quattro tre serie di supereroi del palinsesto CW. Un’ultima parte che chiude degnamente la vicenda, offrendo alcuni dei momenti più adrenalinici e divertenti di tutto l’evento, pur presentando un finale un tantino sottotono.

Come commento generale, direi che mi ritengo soddisfatto da questo crossover. Lungi dall’essere perfetto, ha comunque rispettato in larga parte le mie aspettative ed è riuscito a regalarmi due ore complessive di intrattenimento e pura goduria nerd, senza mai annoiarmi.
Vorrei lasciarvi con una riflessione. Questi crossover annuali stanno assumendo proporzioni sempre maggiori ad ogni nuova stagione. Siamo partiti tre anni fa da due misere puntate autoconclusive, con un team-up tra due soli eroi per affrontare dei semplici villain of the week, per arrivare quest’anno a una storia in più parti su un’invasione aliena globale, con decine di personaggi coinvolti, viaggi nel tempo ed effetti speciali a go go.
Allora mi chiedo: cosa ci aspetterà l’anno prossimo? Cosa si inventeranno per superare una tale opulenza? La butto lì: il Sindacato del Crimine non sarebbe un’idea malvagia. O in alternativa potrebbero fare Crisi sulle Terre Infinite ma credo che sia ancora un po’ troppo presto per spingerci fin lì (sebbene quello si sarebbe la figata del secolo). Comunque, qualunque cosa abbiano in serbo, il futuro per noi fan degli eroi DC sul piccolo schermo si preannuncia più roseo che mai.

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