[VIDEOGIOCHI] Gears of War 4

gears-of-war-4E’ la vigilia di Natale. Già, il Natale, la festività più gioiosa, colorata e sfavillante dell’anno. Il momento in cui tutta l’umanità si stringe in un unico, caloroso abbraccio fraterno, col cuore colmo di felicità, per diffondere in tutto il mondo un messaggio di uguaglianza, pace e amore.
Si, avete ragione: davvero disgustoso. A tutti voi misantropi là fuori che condividete il mio odio verso tutto ciò che è allegro e gioioso, propongo pertanto di distrarci con qualcosa di più affine alle nostre corde: sbudellamenti di abomini umanoidi con motoseghe montate su fucili mitragliatori in un tripudio esagerato di sangue, interiora e arti mozzati!

Gears of War, una serie legata indissolubilmente alle console Microsoft fin dall’uscita del primo capitolo su Xbox 360 ormai dieci anni fa, è giunta quest’anno alla sua quarta incarnazione (quinta, se contiamo anche lo spin-off/prequel Judgement) su Xbox One. E’ toccato ai ragazzi di The Coalition raccogliere l’ingombrante eredità di Epic Games e confezionare un gioco in grado di tenere alto il nome di una delle serie più importanti dell’ultima generazione e soddisfare le altissime aspettative dei fan. Si saranno dimostrati all’altezza del compito?

Sono passati 25 anni dagli avvenimenti narrati in Gears of War 3 e dalla fine della guerra contro le Locuste. Il COG è diventato un governo totalitario che, sotto il comando del Primo Ministro Jinn, controlla il pianeta Sera col pugno di ferro, assicurando la sicurezza dei cittadini, a discapito però di molte libertà personali. Il protagonista della storia è J.D. Fenix, figlio di Marcus, che ha deciso di disertare dal COG insieme all’amico Del per unirsi agli Estranei, società di reietti che disprezzano la politica oppressiva del presidente Jinn. Qui, assieme alla giovane Kait, la terza dei nuovi personaggi principali, tirano avanti a campare tra raid contro strutture governative per raccogliere risorse e blitz dei soldati robotici del COG, intenzionati a stanare e reprimere i dissidenti. Come se ciò non bastasse, le cose prendono una piega ancora più brutta quando dal sottosuolo del pianeta emerge una nuova, terribile minaccia. Delle mostruosità ancora peggiori delle Locuste, definite “lo Sciame”, che cominciano a rapire essere umani per scopi ignoti. Quando lo stesso fato toccherà alla madre di Kait, i nostri eroi si imbarcheranno in una missione per salvarla e scoprire l’origine di questo nuovo nemico.

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Diciamolo subito, la trama non è particolarmente memorabile. E’ anzi piuttosto lineare e non riserva nessun colpo di scena (a parte nel finale). Ciononostante si lascia comunque seguire piacevolmente e questo è dovuto in larga parte proprio ai nuovi personaggi. Infatti J.D., Del e Kait, pur non presentando chissà quale profondità psicologica (cosa che comunque non mi aspetto di trovare in un gioco tamarro e ignorante come GOW), sono tutti dotati di una caratterizzazione decisamente riuscita, che li fa risultare simpatici e che porta subito ad effezionarcisi. Nel corso dell’avventura, per altro, fanno la loro comparsa anche molti dei vecchi protagonisti, ormai inevitabilmente segnati dall’età (soprattutto Marcus, che ha un ruolo piuttosto rilevante nella storia). Camei graditissimi che non solo sottolineano il passaggio di testimone tra la vecchia guardia e i giovani eroi di questo nuovo corso della serie ma fungono anche da metafora del cambio generazionale che Gears sta attraversando, del passaggio di consegne tra Epic e The Coalition, del salto da Xbox 360 a Xbox One.
La vicenda, poi, si chiude con un cliffhanger inaspettatamente arguto, che sgancia sui giocatori una rivelazione potenzialmente fondamentale per gli sviluppi futuri della saga e che fa salire alle stelle la smania di sapere come proseguiranno le avventure di J.D. e compagni. Ma per questo dovremo attendere l’inevitabile seguito.

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Ma non è sulla complessità narrativa e sull’introspezione dei personaggi che si fonda il successo di Gears of War, bensì sulla finezza del gameplay. Da questo punto di vista bisogna dire che The Coalition ha preferito andare sul sicuro, riproponendo le medesime, collaudate meccaniche dei capitoli precedenti, senza quasi nessun elemento di novità. Questo, badate bene, è lungi dall’essere un male, dato che il gameplay di GOW è da sempre lo stato dell’arte del genere TPS e, come recita il vecchio adagio, “squadra che vince non si cambia”.
Quindi i fan di vecchia data si sentiranno subito a casa, non appena prenderanno in mano il joypad, mentre i novizi non avranno problemi a prendere confidenza con un sistema di gioco che, ancora una volta, si dimostra straordinariamente intuitivo e soddisfacente, grazie alla fluidità del sistema di coperture, all’ottimo feeling dato dalle armi da fuoco e alla frenesia degli scontri con i nemici.

Tra le poche novità, vale la pena segnalare la possibilità, in questo quarto capitolo, di afferrare i nemici da dietro le coperture per poi metterli subito KO con una finishing move e la possibilità di colpirli con un calcio mentre si scavalca una copertura, lasciandoli storditi per un breve lasso di tempo. Nulla di particolarmente eclatante ma comunque aggiungono un pizzico di strategia in più quando si ingaggia un nemico a distanza ravvicinata.
Gli sviluppatori hanno poi inserito le eruzioni di vento. Queste sono delle tempeste di vento, con occasionali fulmini, che colpiscono in alcuni momenti prestabiliti della Campagna e che, oltre a rendere più difficoltoso il movimento, influiscono sull’efficacia di alcune armi e danno al giocatore la possibilità di eliminare i nemici sfruttando alcuni elementi dello scenario.
Inoltre è da notare anche la gradita aggiunta di alcune nuove bocche da fuoco molto interessanti, come ad esempio un’arma che spara seghe circolari ed è in grado di oneshottare buona parte degli avversari o ancora un cannone che spara un colpo sia quando si preme il grilletto, sia quando lo si rilascia.

Ad aggiungere varietà alle situazioni di gioco ci pensano alcune sporadiche sezioni a bordo di veicoli o altri mezzi di locomozione che, nonostante siano solitamente piuttosto brevi e lineari, sono anche tra le più spettacolari a livello visivo.

Gli amanti delle sfide saranno inoltre felici di sapere che Gears of War 4 è un gioco abbastanza impegnativo. Nulla di insormontabile ma, già a livello normale, la modalità singleplayer presenta alcuni momenti con picchi di difficoltà non indifferenti.

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Venendo al multiplayer, oltre alle modalità più classiche, sono presenti alcune novità.
Dodgeball mette di fronte due squadre da cinque giocatori ciascuna e ogni volta che uccideremo un componente della squadra avversaria avremo la possibilità di resuscitarne uno della nostra.
Escalation richiede ai giocatori di controllare tre zone della mappa per accumulare punti e qualora una squadra riuscisse a controllarle tutte e tre vincerebbe automaticamente.
Infine Corsa agli armamenti obbliga i giocatori a eliminare gli avversari utilizzando solamente un tipo di arma, a scalare dalle più potenti alle più leggere.

Da notare anche che le varie modalità sono raggruppate in tre gruppi, a seconda del tipo di approccio che si desidera tenere nei confronti del multiplayer.
Le Partite veloci sociali sono perfette per quei giocatori che vogliono semplicemente svagarsi, senza preoccuparsi dei rank. La Modalità Nucleo è invece per chi ricerca una sfida più impegnativa. La Modalità Competitivo, infine, è orientata -indovinate un po’- alla pura e semplice competizione.

Il sistema di ricompense è strutturato attorno a pacchetti di carte acquistabili spendendo i punti vinti nelle partite, ottenibili però anche spendendo soldi reali. Per la gran parte, tuttavia, le carte si limitano a garantire skin alternative per personaggi e armi o piccoli bonus all’esperienza ottenuta, scongiurando dunque il rischio di sbilanciamenti dovuti a giocatori disposti a pagare fior fior di quattrini per avvantaggiarsi.

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Sotto il profilo tecnico Gears 4 è una vera gioia per gli occhi. Il motore grafico regala scorci meravigliosi, modelli poligonali dei personaggi curatissimi, ottimi effetti particellari, del fuoco e delle esplosioni, un sistema d’illuminazione di tutto rispetto, distruttibilità ambientale e il tutto senza la benchè minima incertezza del frame rate, che si mantiene solido anche nelle situazioni più concitate.
L’unica sbavatura che si può notare è un leggero ritardo nel caricamento delle texture in alcuni frangenti ma non è assolutamente un difetto che crea particolari fastidi.

Per quanto riguarda il comparto audio, si fa notare un doppiaggio italiano davvero pregevole, un campionamento degli effetti sonori estremamente curato e una colonna sonora che, benchè calzante, non riesce purtroppo a replicare l’epicità delle musiche che adornavano i precedenti capitoli della serie.

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In definitiva possiamo dire che la prima prova di The Coalition con il franchise di Gears of War è stata superata alla grande. E’ vero che non sono stati fatti enormi passi avanti in termini di innovazione ma i nuovi sviluppatori si sono comunque dimostrati all’altezza del compito, confezionando un gioco solido, rispettoso dell’illustre passato della saga e capace di regalare grandissime soddisfazioni.
Quindi, se vi siete ridotti all’ultimo momento per comprare i regali di Natale e non sapete dove sbattere la testa, seguite il mio consiglio: regalate una copia di Gears of War 4 a tutti i vostri amici e fatevi pervadere dallo spirito natalizio facendovi saltare le cervella a vicenda in multigiocatore.

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