[FILM] Assassin’s Creed

locandinaIl mondo è pronto. Si, sono fermamente convinto che oggi, all’alba del 2017, il mondo sia pronto ad accogliere un nuovo filone cinematografico di film tratti da opere videoludiche. E’ vero, sono già stati fatti dei timidi tentativi in passato, quasi sempre con risultati disastrosi (qualcuno ha detto Uwe Boll?) ma se ci pensiamo la stessa cosa è accaduta anche per i cinefumetti. Oggi, tuttavia, le trasposizioni su celluloide delle avventure di Superman e compagnia bella sono diventate una realtà consolidata, decisamente prolifica e in grado di regalare agli appassionati prodotti di grande qualità. I cinefumetti hanno insomma acquisito un’importanza tale nella cultura pop che sarebbe stata impensabile una quindicina d’anni fa.
Mi sembra semplicemente naturale, quindi, che ora si compia il passo successivo e si cominci a riconoscere anche ai videogiochi la dignità che meritano, con pellicole più mature e capaci di lasciare il segno.

Un primo tentativo di portare alla ribalta i “cinevideogiochi” lo abbiamo avuto nel corso del 2016 con il film di Warcraft. Film che, a dispetto delle critiche feroci da parte di praticamente chiunque, mi era discretamente piaciuto.
Ora, invece, è la volta di Assassin’s Creed, diretto da Justin Kurzel, che tenta di replicare sul grande schermo il dinamismo e il fascino della famosissima serie Ubisoft.
Sfortunatamente ci riesce solo in minima parte.

La trama ruota attorno alla guerra millenaria tra Templari e Assassini, i primi intenzionati a soggiogare l’umanità, i secondi decisi a impedirglielo. I Templari sono alla ricerca della Mela dell’Eden, un artefatto in grado di annullare il libero arbitrio e che quindi consentirebbe loro di raggiungere il proprio obiettivo. Per ottenerla rapiscono Callum Lynch, dopo averne inscenato la condanna a morte, e lo collegano all’Animus, un macchinario in grado di far rivivere le memorie genetiche dei propri antenati. Infatti Callum è il discendente di Aguilar, un membro della Confraternita degli Assassini vissuto nel periodo dell’Inquisizione spagnola, l’ultima persona nota ad essere entrata in possesso della Mela, e i Templari, che oggi si nascondono dietro la facciata della Fondazione Abstergo, sperano in questo modo di apprendere l’ubicazione dell’oggetto.

Lasciatemi dire una cosa, prima di tutto: secondo me la formula utilizzata per questo film è esattamente quella che andrebbe seguita se si vuole realizzare una buona pellicola tratta da un’opera videoludica. Rimanere fedeli alla mitologia del videogioco e ai suoi elementi distintivi, andando però a creare con essi un film del tutto indipendente da esso e non forzatamente ancorato al medium d’origine. Il film di Assassin’s Creed riesce a fare proprio questo. Il problema è che lo fa nella maniera più sbagliata possibile.

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Fondamentalmente, il difetto principale del film è che è tremendamente, dolorosamente noioso. Ma a cosa è dovuto ciò?
Bè, prendiamo il videogioco. Come ben sanno gli appassionati della serie, la trama di ogni capitolo è strutturata attorno a continui salti temporali tra sequenze ambientate nel presente e altre nel passato, con una netta predominanza delle seconde sulle prime. E’ infatti nelle sequenze passate che risiede il vero fulcro di Assassin’s Creed. Sono le parti decisamente più succose, dove si svolge l’azione e dove viviamo le rocambolesche avventure dei vari protagonisti.
Nel film, invece, hanno avuto la brillante idea di fare praticamente l’opposto, relegando le scene ambientate nel 1492 ad appena una mezz’oretta complessiva o poco più e deputando la restante ora e mezza circa alla vicenda di Callum detenuto nella struttura Abstergo.
Immagino sarete d’accordo con me nel dire che la cosa ha del paradossale.

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Ora, questa scelta sarebbe potuta essere ancora perdonabile se avessero reso le parti nel presente un minimo interessanti. Peccato che così non è. In queste scene la sceneggiatura arranca fiaccamente senza che succeda quasi nulla di interessante, con dialoghi noiosissimi tra personaggi piatti come suole di scarpe.
Già, i personaggi sono forse una delle cose meno riuscite, nonostante un cast di tutto rispetto. Sarebbero potuti tranquillamente essere rimpiazzati da delle sagome di cartone e non avrebbe fatto la minima differenza, tanto è carente la loro caratterizzazione.
Callum, interpretato da Michael Fassbender (che interpreta anche il suo antenato Aguilar), trasmette l’emotività di un automa e ha uno dei background più generici che si siano visti.
Sophia Rikkin (Marion Cotillard), la scienziata che sovrintende il progetto Animus, appare come un personaggio insipido e dalla psicologia, per così dire, schizofrenica; prima fa la fredda, poi invece no, poi cambia idea, poi sembra buona, poi diventa cattiva.
Nemmeno Jeremy Irons, nel ruolo del direttore dell’Abstergo Alan Rikkin (padre di Sophia) riesce a salvarsi dalla mediocrità di un personaggio scritto senza il minimo impegno e interpretato in maniera palesemente svogliata dall’attore.
Il tutto è poi condito da una fotografia grigia, scipita che, più che restituire l’idea di asetticità (come suppongo fosse nelle intenzioni del regista). conferisce solamente un’aria smunta al film.
Avrebbero almeno potuto approfondire gli altri soggetti rinchiusi insieme al protagonista, dando loro un minimo di background. Questa, per lo meno, sarebbe stata una cosa un po’ più interessante da vedere. Invece no, anche loro sembrano soltanto dei pupazzetti anonimi buttati lì un po’ a caso.
L’unica nota positiva che sono riuscito a trovare: mi è piaciuta quest’interpretazione molto più dinamica dell’Animus, con il braccio meccanico che tiene sollevato il soggetto, il quale replica a mezz’aria i movimenti del suo antenato. E’ una dipartita abissale rispetto alla staticità del lettino (o della poltrona) vista nel videogioco ma proprio per questo ritengo che sia molto efficace.

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Poi si arriva finalmente alle sporadiche sequenze ambientate nel passato e queste mi hanno sinceramente stupito; sono davvero fighissime.
D’accordo, anche qui il plot narrativo è talmente banale che sembra scritto da un dodicenne, ancora una volta la fotografia smunta ci mette lo zampino (laddove sarebbe lecito aspettarsi tonalità ben più calde dalla Spagna di fine XV secolo) e anche Aguilar, la sua consorella Assassina e tutti gli altri personaggi che incontriamo in questo contesto hanno una caratterizzazione atroce. Tutto il resto, però, bisogna ammettere che è pressochè perfetto. Dalle scene d’azione adrenaliniche e ottimamente girate, al parkour decisamente esaltante sui tetti della città, e poi le scenografie sontuose (il più delle volte messe in evidenza da piani sequenza aerei che seguono il volo dell’aquila), i costumi, la solennità con cui viene presentata la Confraternita degli Assassini. Tutto ricalca alla perfezione lo spirito di Assassin’s Creed, di come dovrebbe essere un film di Assassin’s Creed e di tutto ciò che potrebbe desiderare un fan di Assassin’s Creed.

Sono sequenze talmente ben fatte che viene da chiedersi per quale caspita di motivo non abbiano costruito tutta la pellicola attorno ad esse, invece di obbligare gli spettatori a sorbirsi decine e decine di minuti di noia profonda, prima di potersi gustare quei pochi sprazzi di esaltazione. Avevano problemi di budget? O forse volevano fare gli alternativi?
Questa cose mi ha fatto un po’ girare i cosiddetti perchè dimostra che avevano effettivamente le capacità per realizzare una trasposizione del videogioco Ubisoft di tutto rispetto ma hanno scelto deliberatamente di non farlo. Mah, sono confuso.

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Tornando al presente, bisogna dire comunque che nel finale le cose migliorano leggermente. Infatti nell’ultimo quarto d’ora anche questa linea narrativa acquisisce finalmente un po’ di brio: l’azione si fa più serrata e si sposta in un’ambientazione più suggestiva, dando adito a una conclusione che tutto sommato riesce a intrattenere, oltre a lasciare aperta la strada a un possibile seguito.

In definitiva, questa iterazione cinematografica del brand di Assassin’s Creed è stata per me una mezza delusione. Non lo ritengo un film orribile, badate bene. Anzi, le potenzialità per creare qualcosa di valido ci sono e questo film lo ha anche dimostrato, seppur in minima parte. Peccato però che alcune discutibili scelte registiche e di sceneggiatura non abbiano permesso a quelle potenzialità di esprimersi al meglio.
In virtù di ciò, io sono favorevole all’idea di un seguito. Seguito che, se riuscisse a correggere il tiro e a limare i difetti del suo predecessore, potrebbe davvero dimostrarsi all’altezza del nome che porta e segnare l’inizio di una nuova era di “cinevideogiochi“.

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4 risposte a [FILM] Assassin’s Creed

  1. wwayne ha detto:

    Rieccomi! Sono d’accordo sul fatto che in un film come questo i lunghi dialoghi ci stanno come il cavolo a merenda. Anzi, onestamente i lunghi dialoghi andrebbero evitati in qualsiasi film, perché solo Tarantino sa renderli interessanti (e talvolta nemmeno lui).
    E anch’io penso che, se hanno riempito Assassins Creed di scene dialogate, limitando al minimo le scene d’azione, è stato probabilmente per questioni di budget. Già avranno speso uno stonfo ad ingaggiare 3 attoroni come Fassbender, Irons e la Cotillard, se poi investivano altre decine di milioni in effetti speciali e stuntmen a quel punto diventava praticamente impossibile rientrare delle spese. Forse era meglio prendere un solo attorone, il protagonista, e destinare il resto del budget alle scene d’azione.

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    • Marco ha detto:

      Rieccoti! Si, questo film è una noia mortale, non ci sono scuse che tengano. Come ho detto nell’articolo, ripongo le mie speranze in un eventuale seguito. Partendo da queste basi, se ci si mettono d’impegno, sono convinto che riuscirebbero a tirare fuori qualcosa di soddisfacente.

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      • wwayne ha detto:

        Se ti va di rifarti la bocca dopo questa visione deludente, guarda Wanted – Scegli il tuo destino: è esattamente ciò che Assassin’s Creed avrebbe dovuto essere, ovvero un film con pochissimi dialoghi e tantissima azione. Tra l’altro ciascuna delle sue scene d’azione è girata benissimo, e alla fine ci sono dei colpi di scena da urlo. Grazie per la risposta! 🙂

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  2. Principe Vlad ha detto:

    Mi confermi quello che già recensioni americane avevano evidenziato.
    Come al solito sei il mio “vate”.
    Penso che non andrò a vederlo
    Grazie…anche per il risparmio economico…
    (qui vicino a noi euro 10.20….)…sigh!!!

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