[SERIE TV] Dragon Ball Super – Saga della Battaglia degli Dei

dragon_ball_super_posterIo sono cresciuto in un’epoca gloriosa, un’epoca di innovazione, un’epoca di meraviglie: gli anni ’90. Se chiedete a me, sono fermamente convinto che non esista un periodo più felice nella storia dell’uomo (fatta eccezione forse per il decennio immediatamente precedente). Iniziavano a diffondersi i primi modelli di cellulari -dei mattoni improponibili che se cadevano sul pavimento si spaccava il pavimento-, internet era un qualcosa di rivoluzionario da esplorare con frenetica curiosità nella riservatezza della propria stanza, finchè la mamma non ti gridava dal piano di sotto di scollegarti perchè le serviva il telefono, e sopra ogni altra cosa c’erano i cartoni animati. Si, certo, anche oggi ci sono i cartoni animati ma suvvia, siamo seri, vogliamo davvero paragonare i cartoni odierni a quelli di una volta?

E, tra tutti i meravigliosi cartoni animati che venivano trasmessi, credo che nessuno abbia avuto un impatto sulle menti e sui cuori di tutti i pargoli cresciuti negli anni ’90 (ma anche nei primi anni 2000, se è per quello) più di Dragon Ball. Tutti amavano Dragon Ball. Io amavo Dragon Ball. I pomeriggi, subito dopo pranzo, trascorsi in compagnia di Goku e compagni erano sacri.
Inutile dire che, quando ho saputo che Mediaset aveva acquistato Dragon Ball Super, nuova serie animata realizzata in occasione del 30° anniversario del franchise, e programmava di mandarla in onda su Italia 1 nel primo pomeriggio come ai vecchi tempi, ho fatto i salti di gioia. Anche perchè, per quanto la serie mi incuriosisse, per motivi vari non mi ero mai deciso a iniziare a guardarla subbata e quindi questa si è rivelata l’occasione propizia per recuperarla.
Con questo articolo voglio darvi i miei pareri iniziali sui primi quattordici episodi, ossia il primo arco narrativo di questa nuova serie, conclusosi qualche giorno fa.

Vi avverto che farò spoiler, per cui non proseguite se non avete ancora visto le puntate. Oppure proseguite, cavoli vostri.

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Come sicuramente saprete, la saga in questione è il riadattamento (con le dovute modifiche) del film d’animazione del 2013 dal titolo -per l’appunto- La Battaglia degli Dei (film che io ho invero trovato più che discreto).
Proprio in relazione al suddetto film era uno dei dubbi che avevo prima di cominciare a guardare Dragon Ball Super. Mi chiedevo: “Come avranno fatto a spalmare su quattordici episodi da venti minuti l’uno una storia che aveva una sua perfetta compiutezza in un’ora e mezza, rendendola comunque avvincente da seguire?”. Bè, la risposta è molto semplice, in realtà: non ci sono riusciti.
Fin da subito, infatti, salta all’occhio la prima e a mio parere maggiore criticità della serie: è tediosamente lenta. Non parlo del ritmo -effettivamente gli avvenimenti che ci vengono mostrati si susseguono in modo abbastanza incalzante- ma mi riferisco proprio al tempo che la serie impiega per entrare nel vivo dell’azione, per farci vedere le cose succose.
Praticamente il 90% di ciò che succede nelle prime nove puntate è, detto papale papale, tutta fuffa di cui non me ne fregava assolutamente nulla. Vegeta che va in vacanza con la famigliola, Bulma che organizza il suo compleanno, le birichinate della banda di Pilaf, Vegeta che si mette a cucinare per placare Lord Beerus, Lord Beerus e Oscar che giocano a morra cinese etc… etc… Tutta roba che odora pericolosamente di filler e che è stata buttata dentro in maniera random solo per diluire una narrazione che era evidentemente stata concepita per essere fruita nell’arco di un’ora e mezza.

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Sia chiaro, questo non vuol dire che in questa prima parte della saga non ci siano stati momenti interessanti. Il primo incontro/scontro tra Goku e Lord Beerus (o Bills, chiamatelo un po’ come vi pare) sul pianeta di Re Kaioh, con il Signore della Distruzione che surclassa il Saiyan senza battere ciglio, è stato molto figo. Appena Beerus arriva sulla Terra e si confronta con i guerrieri Z pure. Quando Videl annuncia di essere incinta di Pan ammetto di aver provato una certa emozione. Anche il momento in cui tutti i Saiyan fanno confluire la loro energia in Goku, il quale diventa finalmente il Super Saiyan God, è stato reso secondo me in maniera davvero solenne e d’impatto (sebbene -per la miseria!- potevano accorciarla un po’ la sequenza di trasformazione).
E, a proposito, devo dire che anche il carachter design utilizzato per il Super Saiyan God (che comunque si era già visto nel film) mi piace parecchio. Hanno voluto puntare sulla semplicità, piuttosto che impelagarsi con design astrusi, e secondo me la scelta è stata azzeccata. Praticamente non è altro che il normalissimo Goku (un po’ più smagrito) con i capelli e le iridi rossi. Semplice, efficace, riconoscibile.

Inutile negare, comunque, che la roba davvero cicciuta è concentrata nelle ultime cinque puntate. Infatti, dopo esserci dovuti puppare tutta questa caterva di riempitivi, arriva finalmente il momento che tutti smaniavamo di vedere, le mazzate quelle potenti, la vera Battaglia degli Dei che ci era stata promessa fin dall’inizio, lo scontro epocale tra Goku Super Saiyan God e Lord Beerus. Ed è davvero fighissimo. L’ho trovato esaltante, divertente, non si risolve nel giro di poco ma non è neanche eccessivamente lungo, è riuscito a gasarmi esattamente come succedeva quando guardavo Dragon Ball Z da pischello e ritengo che sia riuscito a ripagare tutta la roba inutile che abbiamo dovuto sorbirci per arrivarci.

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Ma parliamo ora dell’elemento che forse più mi ha convinto della serie fino a questo momento: lo stesso Lord Beerus. Si, l’antagonista di questa prima saga mi è piaciuto veramente tantissimo, perchè si discosta totalmente dal modello dei vari nemici che abbiamo incontrato nelle serie originali. Ho usato il termina “antagonista” (anzichè “cattivo” o “villain”) non a caso. Infatti Beerus non fa quello che fa (distruggere pianeti) perchè spinto dalla malvagità. Semplicemente lui è il Dio della Distruzione (che ovviamente nel doppiaggio diventa magicamente Signore della Distruzione, perchè siamo in Italia e -oh mio Dio!- non vogliamo che i bambini vengano traviati a credere in divinità pagane che li allontanino dalla bigotta morale cattolica, un po’ come quando il Dio della Terra è diventato il Supremo della Terra). Porta distruzione perchè questa è la sua natura, il suo scopo. Dopotutto, come sottolinea Re Kaioh, la distruzione non è da intendersi necessariamente come qualcosa di negativo. Anzi, anche la distruzione, come la creazione, è necessaria per mantenere l’universo in equilibrio. Trovo che sia un concetto molto affascinante da esplorare in un avversario di Dragon Ball.
Inoltre ho adorato la sua caratterizzazione: un’essere divino il cui potere sconfinato lo ha reso pigro e volubile, alla continua ricerca di sempre nuove leccornie da gustare, in grado di incutere timore e rispetto in chiunque incontri (a tal proposito, molto divertente quando persino Shenron comincia a riverirlo umilmente) che cambia umore in un battito di ciglia e che può spazzare via intere civiltà semplicemente in base a come gli gira quel giorno. Anche il suo design l’ho trovato intrigante. Insomma, un personaggio a mio parere riuscitissimo.
Inoltre, altro elemento di novità che ho apprezzato parecchio, alla fine vince. Ovvio, anche in passato è capitato che un cattivo sconfiggesse temporaneamente i nostri eroi ma alla fine di ogni arco narrativo Goku e compagni riuscivano sempre a prevalere. Questa volta invece non ce n’è per nessuno: lo scontro si risolve con la sconfitta di Goku e l’indiscussa vittoria di Lord Beerus. Certo, alla fine il Dio della Distruzione decide comunque di risparmiare la Terra, nonostante i patti fossero che se avesse vinto l’avrebbe distrutta, e fa finta di addormentarsi per avere una scusa per farsi portare via da Whis (cosa questa che ho apprezzato perchè denota una certa evoluzione del personaggio).
Ad ogni modo anche Whis, il compagno/maestro di Beerus, mi è abbastanza piaciuto, con questo carattere decisamente sopra le righe ma avvolto da un leggero velo di mistero che ne fanno un personaggio intrigante anch’egli.

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Venendo a tutti gli altri personaggi, ho adorato ognuno di loro. D’accordo, sicuramente il mio giudizio in merito è offuscato dalla nostalgia ma non me ne frega niente. Rivedere tutti i miei beniamini dell’infanzia di nuovo insieme sul piccolo schermo è stata un’esperienza quasi ascetica. In particolare mi ha colpito Vegeta, il quale ha dimostrato anch’egli un inizio di processo di crescita come personaggio, quando si incazza abbestia vedendo Bulma schiaffeggiata da Lord Beerus, dimostrando dunque che anche lui, sotto quella corazza da burbero principe dei Saiyan, è in grado di provare dei sentimenti e di tenere a qualcuno.

Infine, due parole sull’edizione italiana. Prima di tutto sono contentissimo per il ritorno di tutti i doppiatori originali che, nonostante gli anni passati, si dimostrano ancora perfetti. Ormai sono voci iconiche, impresse a fuoco nell’immaginario degli appassionati e risentirle non può che fare enorme piacere. Ovviamente l’unico assente è il compianto Paolo Torrisi, storico doppiatore di Goku, sostituito per l’occasione da Claudio Moneta. Ho sempre apprezzato molto Moneta come doppiatore e anche in quest’occasione trovo che si sia dimostrato azzeccatissimo per la parte.
Vorrei fare poi un appunto alla sigla. Senza nulla togliere all’originale giapponese che hanno deciso di utilizzare (dopo averla ascoltata svariate volte concordo che sia piuttosto orecchiabile) avrei però gradito ancora di più se si fossero sprecati a realizzarne una italiana. Vedete, come ho detto in apertura, io sono cresciuto negli anni ’90 e in quel periodo la produzione di sigle per cartoni animate era praticamente un’arte, tanto che alle volte una sigla diventava addirittura più iconica del corrispondente cartone (prendiamo L’Incredibile Hulk, per esempio; il cartone faceva cagare ma la sigla era strafiga). Anche le varie serie di Dragon Ball, naturalmente, avevano subito lo stesso trattamento e sarei stato davvero contentissimo se avessero mantenuto la tradizione anche con Dragon Ball Super.
Si, lo so che recentemente lo stesso Giorgio Vanni ha rilasciato online una sigla da lui composta e cantata per la serie. Però, se non mi sono perso qualche dichiarazione definitiva, mi pare che non ci sia ancora nessuna certezza che verrà effettivamente utilizzata. Potrei sempre sbagliarmi; nel qual caso correggetemi.

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Ok, tirando le somme vi dico che questa prima saga mi è piaciuta. Certo, richiede un po’ di pazienza perchè si faccia interessante e nel complesso ha un tono più “leggero” e meno action di quanto mi aspettassi, però riesce anche a regalare soddisfazioni, la netta virata verso lo humour, in fin dei conti, risulta a tratti anche divertente e poi l’introduzione di Lord Beerus, secondo me un personaggio fantastico, è la ciliegina sulla torta.

Già che ci sono vi lascio qui sotto la fantomatica sigla di Vanni. Oddio, non posso dire che sia esattamente il tipo di melodia che mi viene in mente quando penso a Dragon Ball, però, se devo essere onesto, non la trovo neanche così terribile. Diciamo che più la ascolto e più mi ci abituo. E poi, se non altro, è sempre meglio di quella ciofeca con Moreno per Lupin.

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