[SERIE TV] Dragon Ball Super – Saga della Resurrezione di “F”

dragonball_super_by_naironkr-d9fha2nRieccoci a parlare di Dragon Ball Super. La messa in onda italiana della seconda saga (che è l’adattamento televisivo del film La Resurrezione di “F”, uscito nel 2015, e che occupa gli episodi dal 15 al 27) si è conclusa e, come per la precedente, muoio dalla voglia di darvi le mie opinioni in merito (a proposito, potete trovare la mia recensione del primo arco narrativo qui).
Stavolta ho deciso di essere magnanimo e di risparmiarvi tutto il pippotto nostalgico iniziale sugli anni ’90. Per cui, bando alle ciance e cominciamo la nostra disquisizione.

Ancora una volta vi avviso che farò spoiler, per cui occhio.

Il primo merito che bisogna riconoscere a questo secondo story arc è che, a differenza del precedente, si perde molto meno in chiacchiere inutili. Infatti, se la saga della Battaglia degli Dei era conposta per quasi 2/3 da roba assolutamente superflua e solamente nelle ultime cinque puntate diventava un po’ più interessante, stavolta, tra razze aliene che hanno paura dei cani e tour culinari di Whis e Bulma, siamo costretti a sopportare solamente quattro puntate filler, prima che la storia cominci a svilupparsi. Sono episodi di cui comunque avrei fatto volentieri a meno, però diciamo che il loro numero ridotto li rende più sopportabili e ad ogni modo è stato interessante vedere Vegeta e Goku alle prese con il loro allenamento sul pianeta di Lord Beerus e con tutte le mansioni correlate.

Ma appunto, già dalla quinta puntata la saga inizia ad entrare nel vivo: Freezer viene resuscitato grazie alle Sfere del Drago, decide di passare quattro mesi ad allenarsi e poi via, dritto verso la Terra per vendicarsi dei Saiyan che lo avevano ucciso.

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Proprio il momento in cui Freezer e il suo esercito arrivano sul nostro pianeta mi è piaciuto molto, perchè (a parte mostrarci l’introduzione di Jaco, personaggio che ho trovato davvero molto simpatico) concede ampio spazio ad alcuni dei personaggi -per la precisione Gohan, Junior, Crili, il Genio, Tensing e in un secondo momento Goten e Trunks- che fino ad ora in Super hanno avuto un ruolo molto marginale. Infatti spetta a loro ergersi come prima linea di difesa contro gli invasori, nell’attesa che Goku e Vegeta ritornino sulla Terra, e il combattimento contro gli sgherri di Freezer che ne consegue è davvero fighissimo. L’azione è serrata e tutti i nostri eroi hanno l’occasione di mettere in mostra le loro doti (per dire, quando mai si è visto Genio tanto cazzuto che saccagna di botte i cattivi a destra e a manca, per di più in uno scontro di tale portata?). Mi è piaciuta anche la questione dell’attacco di panico di Crili, cosa che trovo plausibile, anche in un guerriero della sua esperienza, ritrovandosi faccia a faccia con l’individuo responsabile della sua passata morte. Ho abbastanza apprezzato il twist del ritorno del capitano Giniu, simpatico rimando a Dragon Ball Z (sebbene un po’ random e che si risolve in maniera decisamente sbrigativa). E poi mi è piaciuto il momento in cui Junior si sacrifica per proteggere Gohan dall’attacco di Freezer. D’accordo, era ovvio che lo avrebbero fatto tornare in vita con le Sfere del Drago -cosa che puntualmente accade solo qualche puntata dopo- ma nondimeno, secondo me, sono riusciti comunque a renderlo un momento molto emotivo e d’impatto.

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Dopo questa prima parte decisamente dinamica e che ho apprezzato parecchio, assistiamo finalmente al ritorno di Goku e Vegeta sulla Terra, i quali si apprestano a ingaggiare lo scontro decisivo contro Freezer in persona. E qui mi duole constatare che quello che avrebbe dovuto essere il momento clou della saga, il mega-combattimento finale tra esseri potentissimi che tutti stavamo aspettando, l’apoteosi delle mazzate e dell’azione più esagerata che levatevi proprio, si è rivelato invece essere la parte più debole di tutto l’arco narrativo.
Se fino a questo momento la narrazione era riuscita a mantenere un ritmo tutto sommato incalzante, in grado di tenere viva l’attenzione dello spettatore, con la scesa in campo dei pezzi da novanta il ritmo subisce un’inspiegabile e paradossale battuta d’arresto.
E perchè accade ciò? Semplice: perchè iniziano a parlare.
Parlano… e parlano… e parlano… e parlano…
Un colpo… cinque minuti di chiacchiere… un colpo… cinque minuti di chiacchiere… un colpo… cinque minuti di chiacchiere…
Porca miseria, che due maroni! Sono riusciti a rendere tedioso Dragon Ball. Sembra proprio che abbiano voluto stiracchiare, diluire il combattimento finale per tenere sulle spine gli spettatori il più a lungo possibile, ottenendo però l’effetto contrario. Infatti il risultato sono state quattro puntate conclusive più noiose del dovuto, che sono praticamente la definizione di anticlimax.

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Anche l’esplosione della Terra ad opera di Freezer nell’ultimo episodio e il successivo intervento di Whis che riavvolge il tempo l’ho trovata una cosa abbastanza estemporanea e dallo scarso impatto. E’ chiaramente un omaggio alla saga di Namecc in Dragon Ball Z, in cui Freezer provocava, anche in quel caso, la distruzione del pianeta durante lo scontro con Goku. La differenza che salta subito all’occhio, naturalmente, è che, mentre nella precedente serie passavano ventordici puntate dal momento in cui Freezer destabilizzava il nucleo del pianeta al momento dell’effettiva esplosione, qui il tutto si risolve nel giro di mezza puntata. Ora, non dico che avrebbero dovuto tirarla esageratamente per le lunghe come nella serie Z, però secondo me l’hanno gestita in modo un po’ troppo sbrigativo, non riuscendo a dare il giusto peso a un avvenimento apocalittico di tale entità.

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Non che lo scontro finale contro Freezer non riservi anche qualcosa di interessante, comunque. Mi riferisco essenzialmente ai nuovi livelli di potenza raggiunti dai vari personaggi.
Da un lato sia Goku che Vegeta diventano Super Saiyan God Super Saiyan (o Super Saiyan Blue), lo stadio Super Saiyan di un guerriero Saiyan che ha ottenuto il potere di un Super Saiyan God. A parte la spiegazione ridicolmente intricata, mi è piaciuto come è stato reso visivamente questo nuovo stadio, perchè segue il trend della semplicità senza fronzoli inaugurato dalla saga precedente con la trasformazione in Super Saiyan God. Il SSG era semplicemente Goku con i capelli rossi, il SSGSS è semplicemente Goku SS con i capelli blu. Ancora una volta: semplice, efficace, riconoscibile.
Certo che, andando avanti di questo passo, prima o poi finiranno i colori con cui tingere i capelli delle nuove trasformazioni (e a tal proposito, tra i vari spoiler in cui inevitabilmente mi è capitato di imbattermi, ho già adocchiato un agghiacciante Super Saiyan rosa piuttosto gaio).

Dall’altra parte, invece, anche Freezer ottiene una nuova, scintillante trasformazione. Una nuova forma dorata alla quale, con un titanico sforzo di fantasia, viene dato il nome Golden Freezer. Anche questa mi è piaciuta. Certo, un Freezer d’oro è veramente tamarrissimo ma proprio per questo, secondo me, fa la sua porca figura.

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Tra l’altro, come nella Battaglia degli Dei, proprio l’antagonista è a mio parere una delle cose più riuscite di tutta la saga. D’accordo, si potrebbe dire che non è che si siano sforzati più di tanto da questo punto di vista; si sono limitati a ripescare quello che era a mani basse il miglior villain di Dragon Ball Z e a riproporcelo in Super con un colore diverso. Nondimeno ho apprezzato parecchio il trattamento che gli hanno riservato e come ne hanno delineato il carattere e la psicologia, facendolo risultare se possibile ancora più spietato e meschino che in passato. Facendo un paragone con l’avversario della precedente saga, potremmo dire che è praticamente l’antitesi di Lord Beerus. Infatti il Dio della Distruzione agisce non spinto dalla cattiveria ma perchè distruggere è semplicemente nella sua natura. Freezer, d’altro canto, è l’incarnazione vivente della cattiveria, un concentrato di malvagità pura, senza neanche una briciola di onore o compassione (fan fact: al tempo, per la sua creazione Toriyama si era ispirato ai venditori immobiliari che operavano in Giappone durante la bolla speculativa di fine anni ’80, categoria per la quale ho il sentore che non provasse molta simpatia). Insomma, era il mio cattivo preferito ai tempi della serie Z e anche in Super non ha perso un briciolo del suo fascino.

Altre note sparse: mi ha fatto piacere rivedere Lord Beerus, che si riconferma come uno dei personaggi più riusciti e simpatici della serie (anche se, per ovvi motivi, stavolta ha un ruolo molto più di secondo piano); sono molto incuriosito dall’introduzione di Champa, il Dio della Distruzione del sesto universo, e della sua accompagnatrice, che fanno delle apparizioni molto fugaci e i cui intenti sono ancora ignoti, quindi non vedo l’ora di scoprire che ruolo avranno nel prosieguo della serie; simpatico il fatto che la sigla d’apertura vari leggermente in base alla saga in corso.

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Ok, credo di aver detto tutto quello che volevo dire. In buona sostanza, anche la saga della Resurrezione di “F”, come la precedente, mi è complessivamente piaciuta, nonostante presenti anch’essa dei problemi di ritmo nella parte finale abbastanza significativi che, ancora una volta, non permettono alla serie di decollare e raggiungere quelle vette di epicità che personalmente mi sarei aspettato da un prodotto che porta il nome di Dragon Ball.
Purtroppo la conclusione di questa saga segna anche la fine del primo blocco di ventisette episodi acquistati da Mediaset e, per il momento, non ci sono notizie in merito a quando verranno trasmesse le successive puntate. Non ci resta che attendere, trepidanti, dichiarazioni in merito da parte della rete, anche perchè, prestando ascolto agli onnipresenti spoiler, adesso che hanno finito i film da cui attingere le trame pare che si inizieranno a vedere cose davvero fighe proprio a partire dal prossimo arco narrativo.
Ad ogni modo, potete stare tranquilli che, non appena Dragon Ball Super farà la sua ricomparsa nel palinsesto di Italia 1, non mancherò di riprendere ad allietarvi con le mie favolose recensioni, saga per saga. Stay tuned!

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