[FILM] Logan – The Wolverine

James Mangold ritorna a dirigere il personaggio di Wolverine, dopo il mediocre e piuttosto dimenticabile Wolverine: L’Immortale, in quello che è il terzo film in solitaria dell’Artigliato Canadese. Nonostante la precedente esperienza del regista col mutante di casa Marvel non fosse delle più riuscite, grandi aspettative circondavano questo film, grazie a una furba campagna pubblicitaria che sottolineava il parallelismo tra la pellicola e il fumetto di Mark Millar Old Man Logan (una delle storie più amate del personaggio) e ad alcuni trailer particolarmente efficaci.
Al di là del fatto che in realtà le similitudini con l’opera di Millar sono quasi del tutto assenti, bisogna ammettere che con questo film Mangold è riuscito a farsi perdonare alla grande per il precedente strafalcione e, anzi, è stato in grado di confezionare uno dei cinefumetti più riusciti degli ultimi anni.

Senza rivelare troppo della trama, siamo nel 2029, la razza dei mutanti si è estinta quasi completamente e il nostro Logan cerca di tirare avanti come può, prendendosi al contempo cura di un’ormai attempato Charles Xavier. Un giorno viene però avvicinato da una donna che, avendolo riconosciuto come il famoso Wolverine, gli affida la giovanissima Laura, una bambina mutante frutto di sadici esperimenti di ingegneria genetica, pregandolo di proteggerla dai loschi individui che le danno la caccia e di portarla al sicuro. Il nostro eroe, insieme al vecchio Charles e alla stessa Laura, inizierà quindi un viaggio on the road verso un fantomatico Eden in cui i mutanti rimasti possono vivere in pace.

Il film ha una classificazione V. M. 14 ed effettivamente mette in scena una dose di violenza e contenuti maturi non indifferente, tra smembramenti, sbudellamenti e sangue che zampilla allegramente. Come lecito aspettarsi, artefice di questo bagno di sangue è quasi sempre il nostro protagonista, che qui ritroviamo in quella che è sicuramente la versione più ferale e cruda del personaggio mai apparsa al cinema. Una violenza certamente tremenda ed esplicita che però appare sempre contestualizzata (a differenza, per esempio, di quanto fatto con Deadpool, in cui la violenza era si esplicita ma talmente sopra le righe da risultare esilarante).

A vestire i panni di un invecchiato e acciaccato Logan è ancora una volta il sempre ottimo Hugh Jackman, che tra l’altro con questo film dice definitivamente addio al personaggio più iconico della sua carriera dopo ben diciassette anni. L’attore australiano è sempre stato incredibilmente convincente nella parte, fin da quel primissimo film degli X-Men nell’ormai lontano 2000, ma a mio parere in questa occasione si è superato, dimostrando di aver ormai fatto completamente suo il personaggio e riuscendo a regalarci un’interpretazione particolarmente sentita e in grado di scavare nel complesso carattere tormentato e disilluso del mutante.
Grandissimo, come sempre, Sir Patrick Stewart che qui interpreta uno Xavier schiacciato dal peso dell’età, che sta perdendo il controllo dei propri poteri e della propria mente e che inizia a mostrare i primi accenni di demenza senile.
Molto convincente anche Dafne Keen (al suo esordio cinematografico), che riesce a tratteggiare alla perfezione la piccola Laura, nonostante resti in silenzio per la stragrande maggioranza della pellicola.
Infine da segnalare la presenza, anch’essa piuttosto convincente, di Calibano, personaggio introdotto in X-Men: Apocalisse ma interpretato in questo caso da un altro attore (Stephen Merchant).

Sul fronte dei cattivi non si riscontrano figure particlarmente memorabili. Si, lo spietato dottor Zander Rice (Richard E. Grant) e l’infame soldato dalla mano meccanica Donald Pierce (Boyd Holbrook) fanno il loro dovere ma di certo i villain sono la parte meno memorabile del film.
In questo caso però, a differenza della maggior parte dei film sui supereroi, in cui l’assenza di un’antagonista carismatico va a detrimento dell’esperienza complessiva, ciò non viene percepito come una mancanza. Il motivo è che non è su quello che si basa la pellicola. Logan – The Wolverine, prima che essere un film action su uno scontro “buoni contro cattivi” (linea narrativa che pure è presente e regala spettacolari scene d’azione ottimamente dirette da Mangold), è una storia che parla di uomini. Uomini distrutti, uomini contriti, portati al limite da un mondo grigio ed ingiusto, in cui non sembra esserci più traccia di speranza. Una storia che vede i tre protagonisti, Logan, Charles e Laura, compiere un viaggio tanto fisico quanto interiore, che, da un’iniziale condizione di disperazione e diffidente apatia li porterà maturare e a comprendere che ci sono ancora cose e soprattutto persone per le quali vale la pena vivere e combattere. Da questo punto di vista il film colpisce l’emotività dello spettatore con una potenza rara per un cinefumetto odierno (non ultimo grazie alle impeccabile performance attoriali) e, soprattutto nel finale, riesce anche a far commuovere.

Il congedo di Hugh Jackman dal personaggio che più di ogni altro ha segnato la sua carriera e lo ha proiettato nei cuori di tutti gli appassionati  non poteva avvenire in circostanze più rosee. Dei tre film dedicati a Wolverine questo è indiscutibilmente il migliore. Non c’è proprio storia; vince a mani basse. Certo, i nerd più scassazebedei potrebbero lamentarsi del fatto che non viene spiegato per filo e per segno cosa sia successo nel lasso di tempo intercorso tra questo film e i precedenti della saga (vengono dati solo degli accenni qua e là) o potrebbero iniziare a scervellarsi su quale linea temporale abbiano di fronte.
Onestamente, chi se ne frega! Logan è un film che va al di là di qualunque discorso di continuity e come tale va goduto. E’, in poche parole, una vera perla del suo genere. Crudo, introspettivo, toccante.

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6 Replies to “[FILM] Logan – The Wolverine”

  1. Non ho visto Logan (i cinecomics mi hanno stufato da tempo), ma non ho dubbi sul fatto che sia valido, perché James Mangold ci ha regalato tante perle prima di questo: Cop Land, Ragazze interrotte, Identità, Quando l’amore brucia l’anima… di questi il primo è di gran lunga il migliore: se non l’hai visto, te lo consiglio caldamente.
    P.S.: In bocca al lupo per il libro! 🙂

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  2. Come saprai concordo su tutto. Quei nerd di cui parli dovrebbero farsi una vita, sembra un voler cercare il fatidico pelo nell’uovo pur di trovare un difetto, il film è chiaro e perfetto così com’è, il pubblico di oggi è troppo abituato a vedersi spiegata ogni cosa, troppo facile così, la cosa viene anche lasciata più che intuire e per quanto mi riguarda aggiungere la sequenza del flashback, cosa in programma originariamente, sarebbe stato solo superfluo.

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