[TOP 10] Testate DC Comics pre-Rebirth

100 100 100 100 100…
No, non sto giocando a “Ok, il prezzo è giusto”. Voglio solo sottolineare il fatto che questo è il mio centesimo articolo. Oh yeah, baby! Poco più di quattro anni dopo aver aperto il mio blog ho finalmente raggiunto il traguardo dei cento articoli. Stappate lo champagne e datemi una pacca sulla spalla, presto!
Anyways, tagliamo corto con le celebrazioni e passiamo alle cose serie.

Il rilancio Rebirth (o Rinascita) dell’universo fumettistico DC Comics è entrato nel vivo già da qualche mese anche in Italia. Quindi mi sembra cosa buona e giusta fare un piccolo resoconto di quello che è stato il periodo immediatamente precedente e vi presento pertanto questa mia TOP 10 delle serie a fumetti, precedenti a Rebirth, che mi hanno convinto maggiormente. Avevo fatto una cosa simile tempo fa anche per le serie dei Nuovi 52, con una TOP 10 che vi invito a leggere per valutare magari come sono cambiate le cose nel frattempo.
Diciamo che prenderò in considerazione le testate uscite più o meno nell’arco dell’ultimo anno prima di Rinascita, corrispondente indicativamente al mini rilancio scrauso DC You. Non prendetela però come regola ferrea; potrei anche citare serie che vanno da un po’ prima o un po’ dopo. Insomma, è solo una cosa indicativa.
Ma basta con gli indugi e procediamo.

10. Earth-2: Society
Prendendo il via da dove Convergence si era conclusa (probabilmente l’unica cosa buona venuta fuori da quell’orribile miniserie), Earth-2: Society vede i profughi di Terra-2, devastata in precedenza dalle forze di Darkseid, tentare di ricostruire la loro civiltà su un nuovo, inospitale pianeta (quello che ospitava la battle royale tra universi vista in Convergence, appunto).
Gli autori Daniel H. Wilson prima e Dan Abnet poi ci presentano una narrazione corale, che ha il merito di dare il giusto spazio a ciascuno dei numerosi personaggi coinvolti, riuscendo a delineare alla perfezione ciascuno di essi.
E’ affascinante vedere come questi eroi senza una patria affrontano le difficoltà derivanti dal cercare di adattarsi a un mondo tanto inospitale, così come affascinanti sono le dinamiche geopolitiche che vengono a crearsi tra le varie città di questo nuovo mondo e le strutture sociali all’interno delle stesse.
Una pecca la si può trovare nell’assenza di villain davvero convincenti ma in fondo non è su questo che si basa la serie, quanto piuttosto sul mostrare i conflitti interni alla nuova società che i profughi di Terra-2 stanno faticosamente cercando di creare.

9. Batman
Rispetto alla mia precedente TOP 10 che vi ho linkato in apertura, la serie di Scott Snyder perde ben sette posizioni. Il motivo è che l’ultimo arco narrativo della sua gestione, quel Superpesante che ha visto l’ex commissario Jim Gordon sostituire un momentaneamente smemorato Bruce Wayne nei panni di Batman, l’ho trovato molto meno esaltante di quanto mi aspettassi. Sia chiaro, io sono favorevole ai cambiamenti e avevo accolto con molta curiosità il cambio di protagonista. Il problema è che Gordon non riesce mai a mostrare quel carisma che ci si aspetterebbe (o si pretenderebbe, addirittura) da qualcuno che riveste il ruolo del Cavaliere Oscuro. Appare insomma chiaro che, benchè indubbiamente sia un comprimario eccezionale, il caro Jim faccia fatica a sostenere da solo il peso di un’intera serie, quando viene promosso a protagonista.
Non è però uno story arc da buttare, altrimenti non lo avrei messo nella TOP 10. La scrittura di Snyder è come sempre ricercata, con dialoghi brillanti e il plot riesce a intrigare. Inoltre ho adorato il cattivo, Mr. Bloom, creato ex novo dall’autore per l’occasione. Ritengo che sia un villain davvero affascinante; tanto nel design, quanto nelle intenzioni. E poi, insomma, i disegni di Greg Capullo fanno sempre la loro porca figura.
Quindi, nel complesso, una saga che poteva essere molto di più ma che comunque si fa seguire con piacere.

8. Justice League 3000/3001
Qui ho un po’ barato. Ok, non proprio barato ma comunque in ottava posizione troviamo due serie, anzichè solo una: Justice League 3000 e Justice League 3001. In realtà sono l’una il seguito dell’altra e vanno a comporre un’unica storia, quindi la loro presenza concomitante in questa posizione è giustificata.
Ad ogni modo si tratta indubbiamente di due tra le serie più divertenti dell’intero parco testate recente della DC.
La Justice League rivive nel XXXI secolo grazie all’ingegneria genetica del Progetto Cadmus, che ha permesso di creare dei cloni di Superman, Batman e degli altri eroi vissuti un millennio prima. Lo scopo di tutto ciò è ottenere una squadra di eroi in grado di opporsi ai Cinque, consorzio di supercriminali che sta tenendo in scacco la galassia. Questo l’incipit della trama. Una trama imbastita con perizia dagli autori JM DeMatteis e Keith Giffen. Una trama pomposa, frizzante e squisitamente sopra le righe, cadenzata da un ritmo serratissimo.
Queste nuove versioni dei membri della Lega della Giustizia sono dotati di una caratterizzazione che porta all’estremo le personalità degli eroi originali e questo li rende tutti estremamente carismatici, oltre che dare adito a dialoghi e situazioni davvero spassose. Il tutto è corredato da un’ambientazione futuristica affascinante e avversari decisamente accattivanti.
Chiariamoci, Justice league 3000/3001 sono serie assolutamente leggere, caciarone e tamarre, che basano il loro fascino sull’azione ignorante, i colpi di scena, la caratterizzazione ipertrofica dei protagonisti e le battute a effetto. Se cercate un fumetto che non impegni troppo il cervello questa è la scelta giusta.

7. Wonder Woman
L’onere toccato a Meredith Finch, dover scrivere le avventure dell’Amazzone di casa DC, non era esattamente una cosa di poco conto. Il motivo è presto detto: prima di lei alle redini della testata c’era Brian Azzarello. Il che, se mi consentite la metafora, è un po’ come mangiare una qualsiasi pietanza subito dopo essersi gustati un bel piatto di parmigiana di melanzane. Non importa quanto sublime sia, non sarà mai buona come la parmigiana di melanzane. Ecco, così deve essersi sentita la Finch quando ha preso in consegna la serie da quel mostro sacro di Azzarello, che con la sua gestione di Wonder Woman ci ha regalato non solo una delle run più spettacolari del personaggio ma anche una delle migliori storie a fumetti degli ultimi anni (vi sarà sufficiente una rapida occhiata alla mia TOP 10 dei Nuovi 52 per rendervi conto di quanto io l’abbia apprezzata).
Nonostante quindi la cara Meredith partisse svantaggiata e non avesse chiaramente speranze di rivaleggiare con chi l’ha preceduta, è con somma gioia che vi comunico che la sua gestione mi è piaciuta comunque moltissimo.
L’autrice confeziona una sceneggiatura solida, che esplora i conflitti interiori di Diana nella sua nuova condizione di dio della guerra e nei rapporti con le sue sorelle e le altre divinità dell’Olimpo. Riesce poi a portare avanti egregiamente le tematiche inaugurate da Azzarello, imbastendo una trama fatta di intrighi e giochi di potere davvero coinvolgente. Ho inoltre apprezzato tantissimo il personaggio di Donna Troy, qui introdotto in una veste inconsueta. E’ senza dubbio il personaggio più complesso dal punto di vista psicologico e nel corso della serie la vediamo affrontare un percorso di crescita e maturazione davvero incredibile, che non può non spingere il lettore a provare una forte empatia nei suoi confronti.
Insomma, non sarà Brian Azzarello ma a mio parere Meredith Finch ha superato alla grande la prova.

6. Segreti Sei
Una delle testate rivelazione (almeno per me) del periodo pre-Rebirth. Scritta da Gail Simone (che torna a narrare le gesta di questo bizzarro gruppo di disagiati dopo averne già firmato svariate storie negli anni precedenti ai Nuovi 52), la serie è costruita attorno a un cast di personaggi semplicemente irresistibile. Sei individui tanto bizzarri quanto carismatici, reietti che vivono ai margini della società e della legalità, ritrovatisi loro malgrado a dover cooperare per sopravvivere.
L’autrice è stata innanzi tutto bravissima nel caratterizzare in maniera unica e sfaccettata la psicologia di ciascun protagonista, facendoli risultare tutti accattivanti. La stessa perizia l’ha dimostrata nel mostrare l’evoluzione del loro rapporto e le dinamiche di gruppo che intercorrono tra loro. Dinamiche che, nel corso della serie, li portano dall’essere dei perfetti sconosciuti che collaborano solo per convenienza a diventare una vera e propria famiglia disfunzionale in cui ognuno si prende cura dell’altro. In questo senso, una delle cose più interessanti della testata è proprio assistere a quegli stralci di quotidianità in cui i nostri eroi si barcamenano per ritagliarsi una parvenza di normalità, in un mondo che li considera dei freak. Gail Simone non si è però scordata di corredare a tutto ciò una storia di tutto rispetto. Infatti ciascun arco narrativo riesce a offrire spunti di trama molto interessanti, azione al cardiopalma e colpi di scena. Il tutto impreziosito da dialoghi intelligenti e sempre frizzanti.
Unica pecca: il finale. Trovo che la conclusione della serie sia eccessivamente sbrigativa e che faccia ricorso ad alcune soluzioni fin troppo estemporanee e poco convincenti.
A parte questo, comunque, un’ottima testata che merita decisamente di essere letta.

5. Justice League
Anche Justice League perde una posizione rispetto alla vecchia TOP 10 ma stavolta di certo non per demerito suo. Anzi, trovo che nel periodo prima di Rinascita la serie scritta da Jeoff Johns abbia raggiunto forse il suo apice. Mi riferisco ovviamente alla saga Darkseid War, che ha tenuto banco sulla testata per quasi tutto l’ultimo anno. Con quest’ultimo arco narrativo della sua gestione, Johns imbastisce una storia che può essere definita solo “epica”, in cui la magniloquenza narrativa e il sense of wonder che da sempre caratterizzano il suo stile di scrittura vengono portati alla sublimazione. Il fatto stesso che abbia fatto diventare tutti i membri del supergruppo degli dèi (richiamando metaforicamente il fatto che gli eroi DC vengano già di per sè visti come divinità di sorta) è semplicemente geniale ed è davvero affascinante vedere come i personaggi affrontino la loro nuova condizione e ne vengano soggiogati.
Poi l’autore riesce a far confluire in questa saga tutti i personaggi e le storyline che ha sviluppato nel corso della sua lunga gestione, creando una grande narrazione corale che chiude tutte le questioni in sospeso (gettando al contempo i semi per le storie che verranno in futuro) e conferisce un magnifico e appagante senso di compiutezza.
Inoltre la trama incentrata sulla guerra tra Darkseid e l’Anti-Monitor, con le macchinazioni di Grail e tutto il resto, è avvincente, ricca di colpi di scena e tiene col fiato sospeso fino alla fine.
A mio parere, insomma, Geoff Johns non avrebbe potuto regalarci una storia di commiato più soddisfacente di questa.

4. Sinestro
Una delle testata che hanno contribuito a farmi conoscere e apprezzare Cullen Bunn. Qui l’autore fa un lavoro impeccabile nell’esplorare il personaggio di Sinestro a trecentosessanta gradi. La sua psicologia, il suo carattere e le sue ideologie vengono approfonditi in tutte le loro sfaccettature, così come le dinamiche che regolano il Sinestro Corps. Bunn riesce a far emergere la vera essenza di Sinestro e a presentarci per la prima volta il suo punto di vista e le sue contraddizioni in un modo davvero interessante. In questo senso è apprezzabile l’inserimento del personaggio di Soranik Natu, figlia di Sinestro ed ex Lanterna Verde, che funge da perfetto contraltare per il carattere spigoloso del padre e l’evoluzione del loro rapporto di odio-amore è uno dei temi centrali e più intriganti della serie.
L’autore non si è scordato nemmeno di inserire un plot incalzante, ben strutturato e che non lesina in spettacolarità (in modo particolare sul finale).
Una serie quindi davvero ottima che non può non fare la felicità di tutti i fan del korugariano e anche di chi volesse approfondirne la conoscenza.

3. Catwoman
Parlando di Catwoman mi riferisco in particolar modo alla run di Genevieve Valentine. Non mi dilungo, dal momento che ci scrissi una recensione apposita un po’ di tempo fa e vi invito pertanto a leggervi quella per i dettagli. In questa sede dirò soltanto che il principale merito dell’autrice è quello di aver inserito la bella Selina in un ruolo molto diverso da quello in cui siamo abituati a vederla: quello di boss di una delle maggiori famiglie malavitose di Gotham. Si tratta quindi di una storia di gangster dalle tinte noir e dallo stile raffinato, impreziosita da una sceneggiatura di qualità, personaggi riuscitissimi e atmosfere in stile Il Padrino.

2. Grayson
Tom King e Tim Seeley firmano questa serie che vede (anche in questo caso) un personaggio amatissimo dai fan in un ruolo estremamente diverso dal solito. In seguito agli eventi di Forever Evil, infatti, Dick Grayson è creduto morto e Batman decide di approfittarne per affidargli una missione sotto copertura all’interno di Spyral, un’agenzia spionistica dedita a scoprire le identità segrete di tutti gli eroi del mondo.
Io adoro particolarmente le spy story e Grayson riesce a imbastire una storia di spionaggio, calata all’interno del contesto supereroistico dell’universo DC, davvero eccezionale. La sceneggiatura è semplicemente brillante e trasporta il nostro eroe in avventure in giro per il mondo, in puro stile 007, fino ad arrivare a delle rivelazioni sul finale che ricollegano magistralmente la storia a dei particolari e fondamentali elementi della lore dell’universo DC (sto cercando di non fare spoiler), in un unico, magnifico mosaico.
Nelle sue peripezie, inoltre, Dick è circondato da un cast di personaggi bizzarri e ottimamente caratterizzati, che rimangono impressi fin dalla loro prima comparsa.
Gli intrighi e i colpi di scena la fanno da padrone e la lettura riesce a tenere incollato il lettore dall’inizio alla fine, grazie soprattutto a un ritmo incalzante, argute trovate di storytelling e dialoghi sempre veloci e frizzanti.

1. Omega Men
In prima posizione, infine, un’altra opera di Tom King. Il fatto che questo autore si sia aggiudicato sia la prima che la seconda posizione (anche se insieme a Tim Seeley per Grayson) dovrebbe darvi un’idea di quanto io lo adori. Anche per Omega Men non parlerò molto, avendo già scritto una recensione dettagliata anche per questa serie. Vi basti sapere che, a mio modesto parere, Omega Men rasenta il capolavoro. Magari può sembrare un’affermazione eccessiva ma personalmente questa storia mi ha travolto con una potenza che pochi fumetti riescono a esprimere.
La cosa che più colpisce è che, più che una storia di supereroi e viaggi spaziali, è una storia su di noi. Tom King utilizza il contesto della space opera come metafora per riflettere sulla nostra società, di cui l’autore ha una visione oltremodo nichilista. Disfattista, addirittura.
Ottimi personaggi, ottima storia, ottimi disegni e la propensione a confrontarsi con tematiche di grande rilevanza fanno di Omega Men un must read per chiunque.

 

MENZIONI SPECIALI (in ordine sparso)

New Suicide Squad
L’autore Sean Ryan, in questa serie, riesce a mostrarci efficacemente tanto le peripezie che la Suicide Squad deve affrontare nelle sue missioni, mettendo in scena sequenze d’azione adrenaliniche di altissimo livello, sia gli intrighi politici che hanno luogo dietro le quinte, tra Amanda Waller e il governo degli Stati Uniti. Il tutto va a creare una narrazione frizzante e intrigante, in cui i caratteri dei vari personaggi sono ben delineati e l’alchimia tra i membri del gruppo è resa in maniera convincente. E’ vero, la sceneggiatura presta il fianco a qualche leggerezza e soprattutto l’ultimo story arc risulta particolarmente poco brillante. Nel complesso però una testata che si lascia leggere con piacere.

Gotham Academy
Gotham Academy, opera degli autori Becky Cloonan e Brenden Fletcher, è a mio parere una delle serie più fresche e particolari dell’era New 52. Non è assolutamente un capolavoro; la qualità della sceneggiatura è altalenante e alcuni numeri risultano meno efficaci di altri. Tuttavia trovo che abbia comunque un grandissimo appeal. La protagonista Olive e gli altri personaggi principali sono riuscitissimi e risultano simpatici fin da subito. L’ambientazione scolastica e l’atmosfera mistery sono intriganti e ricordano da vicino la serie Morning Glories della Image (serie che adoro, tra l’altro). Alcuni personaggi ed elementi del microcosmo batmaniano già noti ai fan vengono mostrati sotto una luce inedita (lo stesso Batman, per esempio, appare quasi come una figura negativa, proprio per via dei trascorsi di Olive, con la quale condividiamo il punto di vista della vicenda). Tutte cose che rendono Gotham Academy una serie, se non sensazionale, quantomeno interessante.

Justice League of America
Mi riferisco alla serie di Bryan Hitch. Anche in questo caso non siamo di fronte a un capolavoro della nona arte. Il plot è in fin dei conti abbastanza scontato, il cattivo non è poi così interessante e soprattutto la serie è un pastrocchio a livello di continuity (problema questo che in effetti ha riguardato più o meno tutto il periodo Nuovi 52). Nonostante ciò, è comunque una testata molto piacevole. L’autore riesce a dare a ciascun membro del supergruppo il giusto spazio e a far incastrare le varie linee narrative che li vedono protagonisti. E’ poi abile nel gestire il ritmo e nell’imbastire scene d’azione spettacolari che rendono la lettura decisamente avvincente.

Futures End
Ero indeciso se citare Futures End. Non perchè non meritasse una menzione (anzi, tutto il contrario) ma perchè è uscita ormai da parecchio tempo e quindi forse non rientra esattamente nei criteri temporali che ho detto all’inizio. Alla fine però mi sono detto: “Al diavolo tutti, la metto nelle menzioni speciali”.
E dunque Futures End, scritta da un dream team di autori quali Brian Azzarello, Jeff Lemire, Dan Jurgens e Keith Giffen, è una serie a mio avviso davvero riuscita. Gli autori imbastiscono una narrazione corale che riesce ad abbracciare l’universo DC di cinque anni nel futuro nella sua interezza. Un numero enorme di personaggi, situazioni e storyline vengono amalgamate insieme in un unico grande puzzle e questo rende lo sviluppo della trama sempre vario e intrigante da leggere.

Lobo
Al di là di tutti gli insulti (giustificati o meno) che si possono rivolgere alla DC per aver cambiato il personaggio di Lobo, per averlo fatto diventare un emo, per aver tradito lo spirito del personaggio e bla bla bla… parole parole parole… quella scritta da Cullen Bunn è una serie davvero ben fatta e, a ben vedere, neanche poi così irrispettosa dello spirito del personaggio. Certo, è ovvio che non raggiunge mai i livelli dissacranti delle varie serie e miniserie degli anni ’90/2000. Però vi ricordo che quelli erano fumetti che non si facevano problemi a mostrare un tizio alieno che combatteva lanciando contro gli avversari i propri testicoli, a mò di mazza chiodata. Non ci vuole un genio per capire che al giorno d’oggi un tale grado di irriverenza sarebbe impensabile, anche se avessero mantenuto il personaggio classico. Alla luce di ciò è apprezzabile il lavoro di Bunn nello scrivere una serie che riesce ad essere comunque irriverente, pur dai toni edulcorati imposti dalla morale odierna, e che riesce a offrire una buona dose di divertimento.

 

BONUS!!!

[TOP 5] Peggiori testate DC Comics pre-Rebirth
Ebbene si, voglio esagerare. Per celebrare il centesimo articolo, per farmi perdonare del ritardo con cui pubblico questa TOP 10 e più semplicemente dato che vi voglio bene, aggiungo quest’ulteriore sezione “bonus”, per la vostra felicità. Si perchè, per quanto io sia un maledetto fanboy pronto a difendere perfino l’atroce film di Lanterna Verde con Ryan Raynolds, non posso non riconoscere che la produzione fumettistica DC degli ultimi anni sia stata costellata anche da serie che lasciavano parecchio a desiderare. Ecco quindi le cinque testate che ho detestato (si, il pessimo gioco di parole è voluto) di più.

5. Action Comics
Io ho un problema con Greg Pak. Cioè, non con lui come persona, ci mancherebbe; non lo conosco nemmeno. Voglio dire che ho un problema col suo stile di scrittura. Non mi piace. Per niente. Non so se sia solo una cosa mia ma, a memoria, l’unico fumetto scritto da lui ad essermi garbato  è stato Planet Hulk per la Marvel.
Action Comics purtroppo segue lo stesso trend di mediocrità di quasi tutte le opere dell’autore. Le sceneggiature deficiano di originalità e questo offre delle storie, un arco narrativo dopo l’altro, che appaiano trite e ritrite. I vari nemici che Superman deve affrontare non sono solo piatti, sono l’emblema della monodimensionalità. Stessa sorte per i comprimari, specialmente Lana Lang e Acciaio.
Per carità, non dico che sia una serie orribile o illeggibile (se così fosse l’avrei probabilmente piazzata più in alto nella classifica), è sicuramente meglio dell’agghiacciante gestione di Pak su Batman/Superman, ma è una serie semplicemente molto mediocre, che non offre quasi nessuno spunto di interesse.

4. Convergence
Il maxi evento/crossover, orchestrato da Jeff King, che avrebbe dovuto sconvolgere l’intero multiverso DC si è rivelato essere in realtà una mera operazione di marketing in risposta a quel Secret Wars della concorrente Marvel. Una serie palesemente affrettata, basata su un pretesto narrativo (quello della battle royale tra universi) a dir poco banale. L’idea di incentrare la vicenda principale sugli eroi di Terra-2 è stata a mio parere azzeccata, trattandosi di personaggi nel complesso interessanti. Peccato però che il plot, per quanto l’autore abbia cercato di renderlo accattivante, arranchi a fatica per tutti gli otto numeri di cui la serie si compone, finendo per mescolare personaggi e situazioni in maniera caotica e artificiosa. Non aiuta la presenza di Telos, uno dei nemici più inconsistenti che si siano visti nelle storie recenti della DC. Stendiamo un velo pietoso, poi, sui vari tie.in, i quali hanno sostanzialmente un difetto principale: sono tutti uguali. Cosa, in effetti, piuttosto prevedibile, dato che il presupposto narrativo di Convergence non offra esattamente millemila spunti per trame parallele.
Insomma, un’iniziativa editoriale fallimentare e di cui non si sentiva affatto il bisogno.

3. Telos
Cosa può esserci di peggio di Convergence? Ma ovviamente uno spin-off sul pessimo antagonista della saga, scritto dallo stesso autore.
La serie dedicata a Telos, che lo vede nel ruolo di “anti-eroe redento”, per così dire, è un vero strazio. Non solo la storia si fonda su presupposti oltremodo banali ma si sviluppa in maniera fastidiosamente caotica. Una sceneggiatura farraginosa, lenta, condita da personaggi talmente mal caratterizzati da risultare tutti oltremodo odiosi (protagonista in primis).
Onestamente non c’è molto altro da dire, solo che è una serie pessima e di cui non si sentiva il bisogno. L’unica cosa positiva è che dura solo sei numeri.

2. Batgirl
Yo, ragazzi, siete stufi dei soliti fumetti di supereroi? Volete una serie che spacchi di brutto? Per fortuna ora c’è BATGIRL!! La serie più cool del momento. BATGIRL!! Una serie gggiovane, fatta da gggiovani, per i gggiovani. E dentro ci sono tutte le cose che piacciono ai gggiovani, come: stucchevoli atmosfere patinate alla Gossip Girl, vuote relazioni sentimentali tra personaggi talmente fastidiosi che viene voglia di prenderli a sberle e… tecnologia. BATGIRL!! Un fumetto talmente progressista che non ha paura di prendersi una pausa di tanto in tanto e cacciare fuori numeri in cui non succede assolutamente una mazza di niente. Perchè -insomma- chi ha bisogno di una trama strutturata o di un ritmo stimolante quando c’è BATGIRL!! Ma non è tutto. I nostri autori, Brenden Fletcher e Cameron Stewart, si sono premurati di confezionare le trame più banali e i cattivi più ridicoli che si possano concepire. Perchè in un fumetto di supereroi non c’è cosa peggiore di venire distratti da effettive storie di supereroi, che facciano perdere di vista le cose davvero importanti.
Quindi che aspettate? Correte in fumetteria e recuperate BATGIRL!! Un fumetto moderno. BATGIRL!! Un fumetto fresco. BATGIRL!! Un fumetto gggiovane. BATGIRL!! BATGIRL!! BATGIRL!!

1. Harley Quinn
Sapete una cosa? Io adoravo il personaggio di Harley Quinn. Sin da quando, innocente pargolo, assistetti al suo debutto in Batman: The Animated Series. Riuscì immediatamente a conquistare il mio amore e da allora rimase nel mio cuore per anni e anni a venire. Adesso la odio. No, ok, è una bugia, non la odio; immagino che nel profondo io la adori tutt’oggi. Non posso negare però che nell’ultimo anno abbia cominciato a starmi parecchio sulle balle.
Da una parte la colpa è della smodata esposizione mediatica che ha subito per via del film Suicide Squad, che l’ha sdoganata al pubblico mainstream e di conseguenza ce la siamo vista spuntare fuori in ogni luogo, forma e misura. I cosplayer? Harley Quinn. I gadget? Di Harley Quinn. Sulle magliette? Harley Quinn. I tostapane? Con Harley Quinn. Era diventata quasi nauseante.
Dall’altra parte la colpa è anche della serie a fumetti di Amanda Conner e Jimmy Palmiotti. Uno dei fumetti più grossolani, insulsi, noiosi, infantili e nel complesso semplicemente brutti che io abbia mai avuto la sfortuna di leggere.
Fondamentalmente, con questa serie hanno voluto rendere Harley la Deadpool della DC (cosa questa che, per quanto mi riguarda, già di per sè non è un buon inizio, dato che le storie a fumetti di Deadpool non mi hanno mai fatto impazzire). Ciò che ne consegue è una testata completamente sconclusionata, che si regge unicamente sulle continue gag umoristiche in cui la protagonista è coinvolta. Ora, se suddette gag facessero ridere andrebbe benissimo; dopotutto è quello l’intento. Peccato che i coniugi Conner e Palmiotti falliscano miseramente nell’intento di provocare ilarità, dato che le battute e le gag che mettono in scena sono talmente puerili e campate in aria da rivaleggiare con i nostrani cinepanettoni (la catapulta che lancia cacca di cane contro i palazzi è uno degli highlights dei primi numeri; cioè, per dire). Più che l’impulso di ridere fanno venire voglia di lanciare l’albo fuori dalla finestra. Tra una gag e l’altra tocca poi sorbirsi dei tediosissimi intermezzi in cui gli autori tentano di portare avanti quell’effimero abbozzo di trama che le loro menti combinate sono riuscite a partorire. Sono momenti terribilmente lenti e noiosi, conditi da personaggi ridicoli che fanno cose ridicole e dialoghi oltremodo prolissi.
Non voglio dilungarmi ulteriormente. In breve, Harley Quinn è a mio parere una serie terribile, tanto che a un certo punto ho addirittura smesso di leggerla. E chi mi conosce sa che questa è una cosa che faccio molto raramente. Anche quando una serie non mi piace cerco di continuare a seguirla il più possibile, se non altro per avere un’idea chiara e completa su quanto brutta sia. In questo caso però ho resistito solo per i primi archi narrativi, i primi numeri della miniserie con Power Girl e qualche numero occasionale, giusto per vedere se nel frattempo era migliorata (spoiler: no).
La grande fortuna di Harley Quinn è stata quella di venire pubblicata sullo stesso spillato di New Suicide Squad e Segreti Sei (che, come abbiamo visto, ho al contrario apprezzato parecchio), altrimenti l’avrei lasciata volentieri sullo scaffale della fumetteria.

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Una risposta a [TOP 10] Testate DC Comics pre-Rebirth

  1. Arcangelo ha detto:

    A causa del reboot che mi ha notevolmente allontanato dalla DC delle serie che citi in top 10 ho letto solo Justice League e nemmeno tutta, ho recuperato di recente il quinto volume americano con i tie-in di Forever Evil, entrambi i volumi li devo leggere ancora. Personalmente ho trovato questo Johns piuttosto mediocre, è ben lontano dalle storie del suo Lanterna Verde ma anche dal suo Aquaman o Flash, ma sono deciso a recuperare i rimanenti volumi. Batman di Snyder invece l’ho mollato dopo Morte della Famiglia, non mi ha fatto esattamente impazzire, l’ho preferito nelle storie pre-reboot su Detective Comics.
    Vorrei leggere la serie di Sinestro, se mai la Lion si decidesse a riproporlo in volume… se no vado anche qua di volumi USA.
    Per quanto riguarda Lobo la serie non l’ho letta, l’avrei anche provata eh, ma il problema è che quello non è Lobo, puoi chiamarlo allo stesso modo, puoi anche farlo cattivo ecc, ma è solo un omonimo. Lo stesso vale per Harley Quinn, io si che la odio questa nuova versione perché si, l’hanno dovuta trasformare nella loro Deadpool, che pure a me non piace molto, quando paradossalmente il personaggio che più si avvicinava a Deadpool come stile di storie era quel Lobo di cui sopra. Caratterialmente è completamente diversa dal pagliaccetto in costume pre New 52, potranno chiamarla Harley Quinn ma per me non sarà mai lei. Trovo ingiusto che per vederla all’apice del suo successo sia dovuta diventare tutto ciò che non era.

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