[FILM] Pirati dei Caraibi: La Vendetta di Salazar

Quattordici anni or sono, quando uscì il primo capitolo cinematografico della saga di Pirati dei Caraibi, nessuno poteva aspettarsi che sarebbe diventato quel fenomeno mondiale che in seguito divenne. Voglio dire, quale persona sana di mente avrebbe potuto credere che un film tratto da un’attrazione di Disneyland avrebbe avuto successo? Invece la Disney e il regista Gore Verbinski fecero il colpo gobbo e rilasciarono nelle sale Pirates of the Caribbean: The Course of the Black Pearl (o La Maledizione della Prima Luna, come fu conosciuto da noi), che si rivelò essere non solo un ottimo film di pirati ma anche una delle migliori pellicole di azione/avventura del decennio.

Boom! Arrivò il successo planetario e, di conseguenza, arrivò anche una caterva di seguiti. Seguiti che –ahimè!– mai riuscirono a replicare la grandiosità del capostipite, diminuendo anzi progressivamente di qualità fino a toccare il fondo nel 2011 con quell’insulto alla cinematografia che era Pirati dei Caraibi: Oltre i Confini del Mare (Pirates of the Caribbean: On Stranger Tides, in originale). Mi dispiace, anzi, che quando uscì non avevo ancora aperto il mio blog, altrimenti una bella stroncatura di quelle caustiche non gliela toglieva nessuno.

Sono passati sei anni e la Disney ci riprova con La Vendetta di Salazar (Dead Men Tell No Tales), quinto film del franchise diretto dai registi Joachim Ranning e Espen Sandberg.
Dalla premessa che ho fatto avrete capito che le mie aspettative non è che fossero proprio altissime, per usare un gentile eufemismo. Tuttavia sono comunque andato al cinema a vederlo e sapete che c’è? Volete saperlo? Mi è piaciuto. Ecco, l’ho detto; La Vendetta di Salazar mi è piaciuto. L’ho trovato un film molto divertente, per nulla noioso e in cui ho ritrovato (almeno in parte) quell’atmosfera e quello spirito d’avventura che erano un po’ andati perdendosi dopo il primo capitolo.

Ma andiamo con ordine e partiamo proprio dall’elemento meno riuscito: la sceneggiatura. Non mi dilungherò sulla trama, per non fare spoiler. Comunque sappiate che la sceneggiatura di questo film fa acqua –L’avete capita? “fa acqua”. Perchè è un film di pirati. Quindi… acqua. Ridete, maledetti; ci ho messo un quarto d’ora per pensare a questa battuta.
Per la maggior parte, pur apparendo piuttosto banale e prevedibile, riesce comunque a fare il suo dovere e risulta funzionale nell’offrire un pretesto per le rocambolesche vicissitudini dei protagonisti. Tuttavia ci sono svariati momenti davvero troppo raffazzonati, in cui sembra che gli sceneggiatori non ci abbiano quasi neanche provato. Mi riferisco a passaggi narrativi teoricamente fondamentali che non vengono minimamente spiegati (o vengono spiegati ad minchiam) o elementi palesemente inventati di sana pianta sul momento per riuscire a far progredire la trama. Per esempio tutta la questione della maledizione di Salazar e della bussola devo ancora capire che cavolo mi significhi.

Tra l’altro vale la pena notare che, eccezion fatta per una sola scena in cui non si poteva fare altrimenti per motivi di trama, questo film sembra dimenticarsi completamente del precedente On Stranger Tides e non è presente quasi nessun riferimento ad esso. Non che sia un male, eh. Se facciamo finta che quel concentrato di spazzatura non sia mai esistito è solo un bene. Tuttavia è interessante sottolinearlo, perchè si glissa totalmente anche su un paio di questioni che quella pellicola lasciava in sospeso, portando in un caso a un piccolo buco di continuity che non viene spiegato.

Al di là dei tentennamenti dello script, comunque, il film a mio avviso funziona, perchè riesce a correggere il tiro su buona parte di ciò che non andava nel suo predecessore.
On Stranger Tides erano più di due ore di pura noia, dal ritmo molto altalenante e con scene d’azione che apparivano forzate e scialbe. Dead Men Tell No Tales riesce a non annoiare quasi mai durante tutta la sua durata (sono solo due o tre i momenti in cui il ritmo si dilata leggermente) e può vantare delle scene d’azione spettacolari, divertenti e amalgamate fluidamente nella storia, come dimostrato dall’efficace sequenza iniziale della rapina in banca. E’ vero, è una scena molto over the top e abbastanza fine a sè stessa ma nondimeno è molto divertente e stabilisce fin da subito il tono scanzonato della pellicola. Sono poi da lodare gli effetti speciali e visivi utilizzati nella pellicola, davvero strepitosi, oltre che la CGI di ottima qualità.

On Stranger Tides aveva personaggi atroci, su tutti una coppia di protagonisti (la sirena e il missionario) che erano la quintessenza della piattezza e un villain altamente dimenticabile.
Anche La Vendetta d Salazar si affida a una coppia di protagonisti, Carina (interpretata da Kaya Scodelario) e Henry (portato sullo schermo da Brenton Thwaites), i quali però risultano decisamente più convincenti. A parte le interpretazioni buone ma tutto sommato nella media, a convincere è soprattutto la loro caratterizzazione. Lei donna di scienza, forte, intelligente e risoluta; lui un perfetto idiota, impacciato e maldestro. E’ una sovversione degli stilemi classici dei film d’azione che va a creare un’alchimia tra i due molto interessante.
Personalmente ho apprezzato anche il cattivo, capitan Salazar con la sua ciurma di fantasmi, interpretato da Javier Bardem. L’attore riesce a conferirgli un discreto carisma, grazie a un’interpretazione a tratti sopra le righe ma che non scade mai nel macchiettistico. Ci viene poi fornita una backstory sul personaggio che ne approfondisce le motivazioni e la psicologia (seppur anche in questo caso emergono alcune di quelle leggerezze di sceneggiatura di cui sopra). Infine, anche esteticamente fa la sua porca figura, grazie alla già citata ottima computer grafica che gli conferisce un aspetto molto suggestivo, con questi capelli lunghi che fluttuano come se fossero perennemente in acqua.

D’altra parte, leggermente meno convincenti sono i personaggi già noti. Il capitan Jack Sparrow di Johnny Depp rimane sempre un personaggio simpatico, però col passare del tempo e dei film risulta sempre più sottotono e qui, in particolare, non si può non constatare che sia diventato solo un riflesso del magnifico personaggio che era un tempo. In una sola occasione emerge il vero spirito del personaggio e lo fa durante un flashback, peraltro davvero fighissimo, che mostra un episodio della sua giovinezza.
Ritorna anche Geoffrey Rush nel ruolo di Barbossa. Lo ritroviamo in una veste piuttosto interessante e la bravura dell’attore, che ormai ha fatto suo questo personaggio, è innegabile. Peccato però che sia stato sfruttato abbastanza poco e in maniera un po’ discontinua nel corso della pellicola.
Da segnalare anche il ritorno di Orlando Bloom e Keira Knightley, che riprendono i loro ruoli di Will ed Elizabeth. Purtroppo, a dispetto di quanto la campagna marketing del film voleva farci credere, la loro apparizione si limita a un paio di velocissimi cammei; quasi roba che se sbatti le palpebre proprio in quel momento te li perdi.

Se c’è una cosa che non è mai calata di qualità, dal primissimo film del 2003 fino al quinto di quest’anno, è la colonna sonora. Le musiche di Pirati di Caraibi sono a mani basse tra le più belle dell’intera cinematografia mondiale e sfido chiunque a sostenere il contrario. La Vendetta di Salazar non fa eccezione. Per l’occasione Hans Zimmer è stato rimpiazzato da Geoff Zanelli (un suo apprendista), il quale è riuscito comunque a fare un lavoro egregio e a infondere un suo tocco personale, come testimoniato dal riarrangiamento del tema principale.

Pirati dei Caraibi: La Vendetta di Salazar (o Dead Men Tell No Tales, se preferite) è dunque un sicuro passo avanti rispetto alle ultime iterazioni cinematografiche del brand. Beninteso, lungi da me elevarlo a capolavoro ma è sicuramente superiore al terzo e al quarto film (sono invece ancora in dubbio se reputarlo migliore del secondo ma probabilmente no; La Maledizione del Forziere Fantasma aveva una sceneggiatura comunque più solida e strutturata).
Allo stato attuale delle cose non nego di essere curioso per un eventuale sesto capitolo. Alcuni elementi di questo film, non ultima la scena dopo i titoli di coda, lasciano presumere che la Disney sia intenzionata a proseguire le avventure di Jack Sparrow e compagni. Tuttavia le notizie che giungono in merito sono ancora abbastanza nebulose e contraddittorie. Immagino che solo il tempo potrà dircelo.

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4 Replies to “[FILM] Pirati dei Caraibi: La Vendetta di Salazar”

    1. Beh, diciamo che il precedenze era una rara commistione di brutture, tra cui personaggi piatti e caratterizzati da cani e un cattivo per nulla minaccioso, un ritmo quasi soporifero con scene d’azione che sembravano inserite a forza nella storia anche dove apparentemente non ce n’era bisogno, risultando a loro volta noiosissime (il che è paradossale per delle scene d’azione), infine una sceneggiatura talmente banale che sembrava scritta da un dodicenne (molto più che in questo nuovo film) che culminava in un finale a dir poco scontato. In sintesi: una cosa brutta.
      Riguardo ai buchi di trama, i più evidenti riguardano principalmente proprio quello che è forse il punto focale della storia, ossia come abbia fatto Salazar ad avere la maledizione e come abbia fatto Jack a imprigionarlo, quindi se odi i buchi di scemeggiatura immagino che in questo caso storceresti particolarmente il naso

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